Campania, filiera bufalina tagliata fuori dal Cura Italia

Il Consorzio di tutela chiede aiuto al governatore, il Mipaaf forse va verso un aiuto al congelamento del latte. Ma rimane il problema della capienza dei congelatori

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il settore bufalino versa in gravissima difficoltà a causa del crollo della domanda di prodotto fresco (Foto di archivio)
Fonte foto: © MovingMoment - Fotolia

In Campania la crisi dei consumi di Mozzarella di bufala campana Dop indotta dalle misure di contenimento di Covid -19 ha colpito con una durezza senza precedenti il comparto dell’allevamento bufalino e della trasformazione lattiero-casearia, a causa di una caduta della domanda del prodotto fresco che ha comportato la riduzione della produzione del 50% nel mese di marzo rispetto allo stesso mese del 2019. Si tenta ora di dare una risposta al settore che vale oltre 700 milioni di euro di fatturato al consumo, 20mila occupati e che nelle province di Caserta e Salerno con un migliaio di allevamenti è una fetta importante del valore aggiunto dell’intero settore privato.
 

Consorzio tutela mozzarella Dop: "Interventi immediati per scongiurare il peggio"

Venerdì 27 marzo, il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ed il presidente del Consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo, hanno avuto un colloquio telefonico sulle gravi conseguenze dell’emergenza coronavirus sulla filiera bufalina e sulle misure urgenti da adottare.

“Ho illustrato le difficoltà che sta vivendo il comparto e che necessitano di interventi immediati per scongiurare il peggio”, fa sapere Raimondo e aggiunge: “Con De Luca c’è piena condivisione delle problematiche e delle strategie. Il governatore ha assicurato il massimo impegno per adottare misure rapide a favore del comparto, che rappresenta un pilastro dell’economia agroalimentare del Centro-Sud. A De Luca va il ringraziamento mio personale e a nome del Consorzio per la sensibilità mostrata, che ci fa ben sperare per un sostegno nei prossimi giorni”.

Il colloquio fa seguito alla lettera-appello inviata dal Consorzio proprio al presidente De Luca lo scorso 18 marzo, per chiedere un intervento pubblico della Regione volto a ritirare il latte di bufala in eccedenza dal mercato, con l’obiettivo di salvaguardare l’intero comparto, in particolare il settore zootecnico, che non può fermarsi.

“Nel mese di marzo che sta per finire – conclude il presidente Raimondo – abbiamo assistito a un calo della produzione di mozzarella di bufala campana Dop di circa il 50%, legato soprattutto al blocco del canale Horeca. Chiediamo che ora ognuno faccia la sua parte per evitare ricadute sociali ed economiche che sarebbero drammatiche”.
 

Il latte di bufala inutilizzato a fine marzo: almeno 12.386 tonnellate

Questo dato significa che nei congelatori degli oltre 100 caseifici della Dop si sono accumulate almeno 12.386 tonnellate di latte, la metà di quelle che furono impiegate lo scorso anno per produrre oltre 4400 tonnellate di mozzarella. Una stima questa, sicuramente arrotondata per difetto, poiché come testimoniano i dati dei mesi di gennaio e febbraio 2020, la produzione lattiera dell’area Dop era in crescita. In più il latte invernale è sempre abbondante, e una parte viene comunque congelato per poi essere destinato ad altre lavorazioni non Dop a partire dalla primavera successiva.
 

Mozzarella Dop tagliata fuori dal Dl Cura Italia

Al momento quali possano essere le strategie di uscita da questa situazione di blocco del sistema produttivo, dato dalla ormai insostenibile quantità di latte presente nei congelatori dei caseifici, giunti come sono al limite della saturazione, è difficile dirlo, anche perché quella che appariva all’orizzonte come la risorsa più importante, sembra proprio non poter riguardare la filiera bufalina.

Infatti, sui 50 milioni in più per il fondo di assistenza alimentare, destinato alle aste indigenti, e appostati sul Decreto Cura Italia, la ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, ha predisposto una ripartizione che assegna 14,5 milioni di euro per il ritiro dal mercato di formaggi Dop, quindi prodotti conservabili, non certo un prodotto fresco. In una tale ripartizione la mozzarella di bufala campana non può rientrare anche perché il disciplinare non ne prevede il congelamento. Ed è impraticabile anche l’ipotesi ventilata a Caserta di produrre caciocavalli o provoloni di bufala da sottrarre al mercato con un’asta indigenti, poiché prodotti non Dop.
 

Verso il congelamento sovvenzionato?

Recentemente però il Mipaaf ha autorizzato l’utilizzo di latte congelato per produrre mozzarella dop: una mossa che da sola non risolve il problema, ma che autorizzerebbe al sovvenzionamento del congelamento del latte oggi nelle mani dei caseifici, tanto da parte di regione Campania, quanto da parte del Mipaaf. In modo da allentare la pressione sugli allevatori e consentire la corresponsione dei prezzi contenuti nei contratti di fornitura. Altra proposta che resta sul tappeto è quella della trasformazione del latte bufalino in latte in polvere, anche se sconta il secco no di Assolatte.

Resta però da risolvere ancora un passaggio: il definitivo smaltimento del latte ormai in supero di produzione, e gli indennizzi agli allevatori, che sovente sono stati costretti a consegnare meno latte del pattuito o a vedersi detrarre fino a 40 centesimi al litro per avere accesso al congelamento del latte.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: prodotti tipici latte formaggi zootecnia

Temi caldi: Coronavirus

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