Crisi senza fine per i suini

In febbraio l'indice Crefis sulla redditività degli allevamenti torna in negativo. Bene per contro la fase della macellazione e i prosciutti Dop confermano il vantaggio conseguito sul prodotto generico

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Al calo dei prezzi del suino pesante si contrappone la forte crescita delle quotazioni dei suinetti
Fonte foto: krgjumper

Si è presto dissolta la speranza che il rialzo del prezzo dei suini pesanti di inizio gennaio fosse preludio ad una inversione di tendenza. A febbraio, infatti, le quotazioni sulla piazza di Modena si sono fermate in media a 1,239 euro/kg, in diminuzione del 4,2% rispetto al mese precedente. E a evidenziare la fase negativa è il confronto tendenziale (ovvero rispetto al febbraio 2015) che segna -6,7%. Scende così in febbraio la redditività degli allevamenti suini calcolata dal Crefis, il centro per le ricerche economiche dell'Università Cattolica di Piacenza. Il calo è del -3,9% rispetto a gennaio e -4,5% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, nonostante il calo dei costi per l'alimentazione. Andamento opposto interessa le quotazioni dei suinetti da allevamento che alla Cun (Commissione unica nazionale) sono in sensibile aumento: +16,6% su base congiunturale e +5,3% su base tendenziale.

Migliora la fase della macellazione
Febbraio porta luci e ombre per i prodotti della macellazione. Salgono infatti le quotazioni delle cosce fresche pesanti per crudo tipico che alla Cun hanno raggiunto 4,385 euro/kg, che si traduce in un +1,1% rispetto a gennaio, ma soprattutto in un +13,6% su febbraio 2015.
Rimangono sostanzialmente stabili invece i prezzi delle cosce fresche pesanti per prosciutti generici (+0,2% nei confronti di gennaio, ma +16,7% nei confronti del 2015). Infine scendono pesantemente le quotazioni dei lombi taglio Modena: -6,7% la variazione congiunturale e -7% la variazione tendenziale.
Grazie alla discesa dei costi per l'approvvigionamento dei suini da macello da un lato, ma soprattutto al buon andamento dei prezzi delle cosce per prosciutti tipici dall’altro, a febbraio aumenta la redditività della macellazione: +2% rispetto a gennaio e +10,1% rispetto a febbraio dell'anno scorso, proprio grazie all’inversione di tendenza che negli ultimi mesi ha interessato la filiera del prosciutto tipico, in particolare quello pesante.

Più forti i prosciutti Dop
Nella fase di stagionatura si registra a febbraio una marcata dicotomia: continua a salire, infatti, la redditività per i prosciutti Dop (+1,5%) mentre prosegue la discesa per i prosciutti generici (-5,8%), dati calcolati dall'indice Crefis rispetto a gennaio. In termini tendenziali le variazioni sono tutte positive, ma mentre spiccano il +19,8% per il Parma Dop pesante e il +29,2% del Parma Dop leggero, per il non tipico le variazioni sono marginali (+0,3% per il pesante e +3,9% per il leggero).
D'altro canto ciò è frutto del buon momento per il mercato dei prosciutti tutelati: il prezzo del Parma Dop stagionato (pesante) ha infatti registrato a febbraio +1,7% rispetto al mese precedente, e +22,2% nei confronti dell'anno scorso.

Redditività in crescita per i Dop
La redditività dei prosciutti Dop è di nuovo, e stabilmente, superiore a quella dei prosciutti non tutelati – sottolinea il direttore del Crefis, Gabriele Canali con un differenziale che a febbraio ha raggiunto il 19% nella tipologia pesante. Dopo oltre due anni, tra agosto 2013 e settembre 2015 nei quali accadeva il contrario, dallo scorso ottobre si è realizzata un’inversione di tendenza che si è andata rafforzando mese dopo mese. La filiera, almeno da questo punto di vista, ha ripreso una sua normale fisionomia, che vede il mercato dei prosciutti Dop come principale fattore trainante”.

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