L'arcobaleno in una pannocchia di mais

Coltivato a Illegio (Ud), questo cereale è chiamato glass gem in quanto i suoi colori ricordano le varie tonalità del vetro. Ma la frazione friulana è anche il posto delle piante dimenticate. La storia dell'azienda agricola Il Vecjo Mulin

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

mais-gamma-di-vetro-azienda-agricola-il-vecjo-mulin-rubrica-agroinnovatori-mar-2020-fonte-foto-il-vecjo-mulin.jpg

Il mais gemma di vetro ha origini antiche e per molto tempo era stato dimenticato
Fonte foto: Azienda agricola Il Vecjo Mulin

Blu intenso, azzurro, grigio perlato, viola, rosa e con un tocco anche di giallo. A guardarle sembra che un pittore si sia divertito a dipingere ogni singolo chicco rendendo ciascuna pannocchia di mais diversa rispetto all'altra.
Chiamato mais gemma di vetro, il cereale ha origini antiche e per molto tempo era stato dimenticato, ma da qualche anno un giovane agricoltore friulano ha deciso di scommettere su questa coltivazione.

"Appena ho visto le immagini nel 2014 di questa spettacolare varietà, durante una mia ricerca, ho capito subito che non era solo una pianta ma era un simbolo, un simbolo di quello che ancora ci possono offrire le antiche varietà e un simbolo di biodiversità: rappresentava in pieno il mio modello di agricoltura", afferma Marco Zozzoli dell'azienda agricola Il Vecjo Mulin situata a Illegio, una frazione nel comune di Tolmezzo (Ud).

In quel periodo Marco era alla ricerca di varietà di piante particolari per provare a coltivarle nei suoi orti e nei suoi campi. Trovatosi di fronte a questo cereale che, racconta, "trova le sue origini nello studio di un agricoltore dell'Oklahoma di nome Carl Barnes che durante la ricerca delle antiche varietà di mais coltivate dai suoi antenati (era per metà Cherokee), ha deciso di mescolare alcune di queste varietà dai colori più sgargianti fino ad ottenere questa meravigliosa varietà", ha richiesto i semi ad un'associazione francese. Dopo un'attesa di un anno è riuscito ad ottenere duecento semi per riuscire ad avviare la coltura.

Una volta ottenuti i semi quali sono stati i passaggi successivi?
"Ho iniziato subito con la coltivazione. Il primo anno il raccolto è stato utilizzato interamente per la produzione di semi e per le varie prove di utilizzo della farina per la realizzazione di biscotti, polenta e altri prodotti da forno. Dal secondo anno ho cominciato a portare questi prodotti sul mercato, anche se ancora in piccole quantità".

Da quel momento Marco è diventato un vero e proprio custode di sapori antichi. Nel 2019 ha vinto anche l'Oscar green della Coldiretti nella categoria Sostenibilità "per aver sfidato l'omologazione, impiegato coraggio e passione per prodotti antichi che guardano al futuro dell'agricoltura", ha reso noto l'associazione a seguito della premiazione.

Marco Zozzoli, custode di antiche varietà
Marco Zozzoli, custode di antiche varietà
(Fonte foto: Azienda agricola Il Vecjo Mulin)


Mais gemma di vetro dalla A alla Z

"Guardando le spighe e la loro moltitudine di colori si potrebbe pensare che siano varietà completamente differenti. In realtà è proprio il mais gemma di vetro ad avere una moltitudine di livree differenti anche su spighe nate dallo stesso fusto" racconta il giovane agricoltore.

Ma cos'è che conferisce questi colori bellissimi?
"A conferire i colori alle cariossidi è l'accumulo dei pigmenti all'interno del chicco e in piccola parte anche nello strato esterno, come succede anche negli altri tipi di mais".

Questo tipo di mais, che in inglese è chiamato glass gem e che non è un Ogm, ha delle pannocchie un po' più piccole rispetto alle altre, è molto rustico, resistente agli stress idrici e alle malattie comuni che si possono riscontrare solitamente nel mais. "Sviluppa radici molto vigorose che non gli fanno temere i forti venti che si presentano nei mesi di settembre-ottobre fra le montagne di Illegio. Inoltre un seme produce diversi fusti, personalmente ne ho contati fino a nove, che offrono fino a due-tre spighe che sono lunghe circa 15 centimetri".

Nonostante sia più resistente a determinate malattie rispetto ad altre varietà di mais, Marco Zozzoli precisa che a volte può capitare di dover fronteggiare alcuni insetti che possono rovinare il raccolto. "La difesa che svolgiamo in azienda si basa su consociazioni con piante repellenti per i suddetti invasori e svolgendo annuali rotazioni delle colture".

Nel complesso comunque la coltivazione del mais gemma di vetro non è molto distante da quella del mais cosiddetto comune. In particolare nell'azienda agricola Il Vecjo Mulin non hanno riscontrato particolari differenze rispetto al mais di Illegio, un'antica varietà locale tramandata da generazione a generazione. L'unica diversità è rappresentata dai tempi di maturazione che sono un po' più lunghi.

Il mais gemma di vetro ha delle pannocchie un po' più piccole rispetto alle altre ed è molto rustico
Il mais gemma di vetro ha delle pannocchie un po' più piccole rispetto alle altre ed è molto rustico
(Fonte foto: Azienda agricola Il Vecjo Mulin)

In generale ogni prodotto dell'azienda agricola è coltivato nel pieno rispetto dell'ambiente e della natura, seguendo i principi dell'agricoltura sinergica.

Cosa significa per te fare agricoltura sinergica?
"Significa ricreare un ecosistema naturale dove tutto è in equilibrio. La terra viene lavorata solo durante la prima fase di preparazione, dopodiché non viene più disturbata. Non si usano diserbanti o fitosanitari vari, non si apportano concimi, si usano - spiega Marco - le consociazioni fra piante per ridurre notevolmente la presenza di insetti dannosi, si utilizza una pacciamatura organica per limitare le erbe spontanee e poi saranno gli alleati dell'orto a trasformare questa materia organica in sostanze nutritive per le piante. Il suolo non viene compattato e grazie al lavoro di lombrichi ed altri piccoli ospiti del terreno, quest'ultimo rimane arieggiato. I prodotti che raccogliamo sono di una qualità completamente diversa da quelli da agricoltura convenzionale: hanno sapore, hanno migliori qualità nutrizionali, sono rispettosi dell'ambiente e soprattutto sono sostenibili".

La raccolta in genere avviene a metà ottobre e come da tradizione locale viene eseguita manualmente.
Le spighe vengono poi "sapientemente sfogliate premurandosi di lasciare tre-quattro foglie per la legatura in treccia e poi vengono messe ad essiccare all'aria fino al mese di febbraio circa. Dopodiché sono pronte per essere sgranate manualmente e portate al mulino per la macinatura". Per quest'ultima l'azienda agricola friulana si affida ad un mulino a pietra locale che è certificato biologico.
Dalla farina che si ottiene e che prima di essere messa sul mercato viene analizzata a campione, si possono realizzare biscotti, polenta e altri prodotti da forno. Ma "le gemme si possono utilizzare anche per fare pop-corn".

E' una buona coltura da reddito?
"Per come vedo io l'agricoltura tutte le piante possono essere una buona coltura da reddito".


Una montagna custode di saperi e di sapori

L'azienda agricola Il Vecjo Mulin, che è di stampo familiare, dispone di 4 ettari di terreno di cui una parte è coltivata a glass gem, una parte ad un mais locale e il restante è coltivato ad ortaggi e colture da campo. La varietà di mais locale è chiamata mais di Illegio o Sorc di Dieç in friulano. "Questa varietà era la principale fonte di sostentamento per le famiglie fin da prima della Grande guerra ed è una pianta in cui ancora si identifica il piccolo paesino di Illegio, molto orgoglioso di questo suo lascito che viene riconosciuto ed apprezzato in tutta la Carnia. Questo mais - racconta orgoglioso Marco - è la prima antica pianta che ho coltivato, un regalo dei miei nonni da cui è scaturita la mia passione per le piante dimenticate".

La varietà di mais locale è chiamata mais di Illegio o Sorc di Dieç in friulano
La varietà di mais locale è chiamata mais di Illegio o Sorc di Dieç in friulano
(Fonte foto: Azienda agricola Il Vecjo Mulin)

Un mais tipico di questa piccola frazione che si trova ad un'altitudine di circa 600 metri e che è divisa a metà da un piccolo corso d'acqua.

Quali sono le difficoltà nel fare agricoltura in montagna?
"La difficoltà che ho riscontrato a coltivare in montagna rispetto ad aziende che coltivano in pianura è la breve stagione di coltivazione. Non ho mai provato a fare agricoltura in pianura per cui non saprei effettivamente descriverne di altre. Per me il lavoro che svolgo e come lo svolgo è la normalità, lo svolgo soprattutto con passione e solitamente quando un lavoro si fa con passione non pesa".

Cosa consigli a chi vuole cimentarsi in questo tipo di coltivazione?
"Quello che consiglio è di non cimentarsi in un solo tipo di coltivazione, ma di integrarla in una pratica agricola che mette al primo posto l'importanza della biodiversità in un'azienda agricola sostenibile".

Nell'azienda agricola, oltre al mais glass gem, sono presenti più di duecento varietà fra ortaggi vari, tuberi e mais
Nell'azienda agricola, oltre al mais glass gem, sono presenti più di duecento varietà fra ortaggi vari, tuberi e mais
(Fonte foto: Azienda agricola Il Vecjo Mulin)
 

Racconti, esperienze e realtà di chi, nella propria azienda agricola, ha riscoperto la tradizione unendola all'innovazione.
Se anche tu hai una storia da raccontare, scrivi a redazione@agronotizie.it.
Leggi tutte le altre testimonianze nella rubrica AgroInnovatori: le loro storie

 


Azienda agricola Il Vecjo Mulin - pagina Facebook
Via C. Colombo 29/A
Illegio - frazione di Tolmezzo (Ud)
Cel: 3665089881
E-mail: zozzolimarco@gmail.com

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 229.903 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner