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Mais, al via la certificazione MyControl

Grazie ad una ricerca condotta da Kws, in collaborazione con l'Università di Padova, sono state individuate le varietà di mais più tolleranti alle micotossine

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Nel 2017 le superfici coltivate a mais in Italia sono calate del 15%

Si chiamano fumonisine, fusariatossine e Don. Sono i nomi scientifici di alcune delle micotossine più presenti in Italia, sostanze potenzialmente cancerogene che possono essere presenti nel mais, pericolose per la salute dell'uomo e degli animali.
Una ricerca condotta per tre anni da Kws in collaborazione con il dipartimento di Fitopatologia dell'Università di Padova e diretta dal professor Roberto Causin ha permesso di certificare per la prima volta a livello europeo quali sono le varietà di mais più tolleranti a queste tossine che infestano l'ambiente agricolo italiano.
 

Scenario

Le produzioni di mais in Italia sono in calo e il 2017 è stato uno dei peggiori degli ultimi anni, con una diminuzione delle superfici del 15%. All'origine di questa situazione allarmante i cambiamenti climatici che hanno portato prima una primavera fredda e poi un'estate particolarmente calda e poco piovosa. In queste condizioni le colture subiscono enormi stress e diventano più vulnerabili agli attacchi di funghi che favoriscono lo sviluppo di fumonisine e Don.
Secondo una ricerca del Crea di Bergamo, il 27% dei 320 campioni di mais analizzati conteneva una concentrazione di fumonisine superiore alla soglia critica di riferimento indicata dal Regolamento europeo.

Tra i settori che risentono maggiormente di questa crisi c'è la suinicoltura, un comparto che in Italia coinvolge quasi 8,5 milioni di capi di bestiame. Il mais è infatti il principale ingrediente della dieta dei maiali e rappresenta circa il 47% delle materie prime impiegate per l'alimentazione animale. Ad essere particolarmente interessate sono le regioni della Pianura padana, dove si concentra l'86% del valore complessivo delle produzioni suinicole e al tempo stesso il 90% delle superfici coltivate a mais.
 

Ricerca Kws

Per far fronte alle difficoltà di una coltura all'origine di tante eccellenze del made in Italy, Kws ha dato vita a un capillare lavoro di sperimentazione svolto integralmente presso il suo centro di ricerca di Monselice in provincia di Padova. Inoculando diversi funghi nelle spighe di mais, l'equipe di ricerca di Kws ha potuto valutare con precisione la reazione delle piante e identificare gli ibridi che in un arco temporale di più anni hanno dimostrato maggiore resistenza agli stress tipici dell'ambiente di coltivazione italiano.
Sono quattro le varietà che hanno ottenuto la certificazione MyControl per la loro tolleranza assoluta nei confronti del Don e per una buona tolleranza alle fumonisine rispetto ad altre varietà tra le più coltivate in Italia.

"Fuominisine e Don sono le principali tossine tra quelle che contaminano il mais della Pianura padana e sono in grado di compromettere irrimediabilmente qualità e competitività della filiera" ha dichiarato Roberto Causin. "Dalle analisi di screening condotte sul campo emerge che tra le cause che portano alla contaminazione ci sono indubbiamente le condizioni climatiche, ma anche le pratiche agricole e le caratteristiche della varietà che si sceglie di seminare".

"Abbiamo deciso di identificare le nostre quattro varietà con le migliori caratteristiche di resistenza con il marchio MyControl" ha dichiarato Giuseppe Carli, country manager di Kws Italia. "È importante che agricoltori e allevatori possano avere un'informazione chiara che permetta loro di scegliere un seme in grado di salvaguardare la resa e garantire una produzione sana".
 
Una pannocchia di mais