L'innovazione varietale in Italia nell'uva da tavola

Grande cambiamento del panorama varietale italiano negli ultimi vent'anni

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Tecnica
Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Fonte foto: kconnors (kaconnors@yahoo.com)

Nei decenni scorsi la situazione varietale delle uve da tavola appariva statica: i viticoltori preferivano infatti coltivare nei propri vigneti sempre le stesse varietà. In particolare, un ruolo di preminenza tra le varietà coltivate nella Penisola era ricoperto da Regina bianca, che grazie alla sua elevata adattabilità a diversi ambienti pedo-climatici garantiva elevata produzione, ottime qualità organolettiche ed un forte apprezzamento del consumatore.

 

Secondo i dati Istat del 1983 in Italia venivano prodotti 17,7 milioni di quintali suddivisi in alcune regioni (Puglia, Sicilia, Abruzzo, Lazio, Molise, Calabria, Basilicata e Sardegna):

  • In Puglia la varietà preferita era Regina bianca (89%);
  • In Sicilia la varietà preferita era Italia (78,5%) seguita da Cardinal (10,8%), Alphonse Lavallèe (4,7%) e Regina Bianca (3,4%)
  • In Abruzzo la varietà preferita era Regina bianca (91%);
  • Nel Lazio la varietà preferita era Italia (69,5%) seguita da Cardinal (11,5%) e Alphonse Lavallèe (6,3%);
  • Nelle altre regioni interessate dalla coltivazione di uva da tavola (Basilicata, Calabria, Molise e Sardegna) le varietà non si discostano dalle altre con cambiamento delle percentuali e dei valori;

Dal 1985 è iniziata però un'intensa attività di studio di nuove cultivar con lo scopo di assecondare le nuove esigenze del mercato, rivolta principalmente verso le uve apirene; nello stesso periodo si è cercato di allargare il più possibile il periodo di commercializzazione dell'uva, adottando nuove tecniche di coltivazione che prevedono, in particolare, la copertura con film plastici in modo da avere prodotto dall'inizio di luglio (anticipo della maturazione) fino a dicembre (ritardo della maturazione). Oltre a questo furono intensificate le ricerche relative all'applicazione di tecniche colturali per migliorare ulteriormente lo sviluppo del grappolo e le dimensioni delle bacche. 

In seguito a queste innovazione, in Italia meridionale vennero introdotte nuove varietà a tipologia apirena (Es. King's Ruby) che furono poste a dimora in campi sperimentali della Puglia, Molise, Sardegna, Sicilia e Sardegna. Dopo un periodo di sperimentazione ed osservazione, con un D.M. del 15 giugno 1987 fu riconosciuta l'idoneità alla coltivazione di 5 varietà di vite da uva da tavola apirene e non apirene: Canner bianaca, Red Flame nera, Ruby Seedless nera (ex King's Ruby), Sugrafive bianca (ex Early Superior Seedless), ed una con i vinaccioli, Don Mariano (Ex Napoleon). Successivamente, nel 1987, il Ministero autorizzò la coltivazione di altre varietà: Pasiga nera, Nerone nera, Imperatrice rosa, Argentina rosa, Moscatuel rosa, Patrizia rosa, Noica rosa, Carina rosa, Rutilia bianca e Arizul bianca.

Questo percorso ha permesso un profondo cambiamento della consistenza varietale italiana. Molte varietà che per le proprie caratteristiche fisiche e qualitative non erano corrispondenti alle esigenze della commercializzazione ed al gusto del consumatore sono state abbandonate per far posto a cultivar più nuove ed adatte. Per il futuro si prevede una graduale sostituzione delle varietà con semi con quelle apirene, che rispondono maggiormente alle esigenze del mercato (soprattutto quelle del Nord-Europa che rappresenta per l'Italia un mercato molto importante) e si prestano meglio nella preparazione di prodotti alimentari. 

La nostra produzione di uva da tavola è legata a diverse varietà, ma solo alcune di queste vantano una certa importanza: infatti, si tende coltivare solo quelle che incontrano il gusto dei consumatori, portando quindi ad una certa uniformità del prodotto. Sia in Italia che all'estero si preferiscono grappoli di media grandezza, con acini ben sviluppati e coloriti, a polpa croccante, con buccia sottile, sapore dolce, e possibilmente senza la presenza di vinaccioli.

 

L'obiettivo della ricerca di tutto il mondo è quello di produrre varietà apirene che, oltre ad avere caratteristiche idonee per l'adattabilità ai vari ambienti, abbiano requisiti che si riscontrano nelle migliori varietà con semi coltivate oggi.

 

VARIETA' 2000 (%) 1990 (%)
Italia (Bianca con semi con delicato aroma moscato)  53,8 55,0
Victoria (Bianca con semi a sapore neutro) 9,9 0,0
Regina (Bianca con semi a sapore neutro) 8,9 18,8
Red Globe (Rosata con semi e sapore neutro) 2,9 0,0
Cardinal (Nera e con semi a sapore neutro) 2,8 5,0
Matilde (Bianca e con semi e con sapore leggermente aromatico) 2,2 0,0
Michele Palieri (Nera con semi a sapore neutro) 1,9 0,0
Lattuario Nero (Nero senza semi a sapore neutro) 1,5 0,6
Primus (Bianco con semi a sapore di moscato) 1,2 2,6
Baresana (Bianco con semi e sapore neutro) 0,9 0,7
Regina dei vigneti (Bianco con semi e sapore dolce e moscato) 0,7 9,1
Moscato d'Amburgo (Bianco con semi e sapore moscato) 0,6 0,6
Pizzutello bianco (Bianco con semi a sapore nutro) 0,6 0,3
Sugraone (Bianco senza semi con sapore aromatico) 0,6 0,0
Alphonse Lavallèe (Nero con semi a sapore neutro) 0,5 1,3
Panse precoce (Bianco con semi e sapore neutro) 0,4 1,2
Zibibbo (Bianco con semi e sapore dolce, intenso e moscato) 0,3 0,6
Isabella (Nero con semi dal tipico sapore volpino o foxy - di fragola) 0,3 0,0
Black Pearl (Nero con semi a sapore neutro) 0,3 0,0
Ruby Seedless (Nero senza semi e con sapore neutro) 0,3 0,6
Black Magic (Nero con semi e con sapore neutro)    
Fonte dati Elaborazione Ismea su censimenti generali dell'Agricoltura, Istat 2000 e 1990

 

Nuove frontiere con le apirene

Centennial seedless: Pianta a maturazione precoce con albero vigoroso e di buona produttività. Grappolo medio, forma cilindrico-conico e spargolo. L'acino è medio-piccolo e cilindriforme; buccia media, consistente, pruinosa, colore verde-giallo; polpa semicroccante, carnosa, dal sapore neutro ed apirena. Adatta anche per usi industriali come uva sotto sciroppo e uva essiccata.

Sublima seedless: Uva bianca senza semi leggermente aromatica a maturazione precoce (coperta con plastica si anticipa la raccolta alla fine di luglio e se coperta con reti alla fine di agosto). Presenta grappolo a forma piramidale (circa 900 gr) con elevato numero di bacche, indice di compattezza di 1,9 e lunghezza del rachide di 30 cm. L'acino presenta forma ovoidale, polpa croccante, buono il carico di schiacciamento della bacca ed ottimo carico di distacco del pedicello. E' da da alcuni anni in coltivazione nelle regioni meridionali, ottenendo discrete produzioni quali-quantitative. Il succo che si ottiene ha il 14,8% di zucchero, 4,2 g/l di acidità e 3,6 di Ph. La sua coltivazione richiede comunque una certa esperienza nell'applicazione di fitoregolatori ed in particolar modo nell'uso delle giberelline, indispensabili per aumentare le dimensioni delle bacche (mediamente non tanto grandi).

Big Perlon seedless: Varietà di garanzia e di affidamento, in quanto possiede elevata produzione, è apirena, e può permettere un miglioramento delle caratteristiche del grappolo e delle bacche con l'incisione anulare, la potatura e la pettinatura del grappolo. Difetta però per il colore, che è rosa scuro; inoltre è difficile ottenere grappolo spargoli e con acini ben sviluppati.

Sugraone: Tra le apirene risulta essere la migliore per le eccellenti caratteristiche organolettiche e per le prestazioni produttive. Si adatta molto bene alle tecniche di forzatura e copertura con plastica. L'uva prodotta è facilmente collocabile sul mercato a prezzi remunerativi.

Perlon seedless: Grappolo di bell'aspetto, senza vinaccioli, ottima per il consumo allo stato fresco e per l'essiccamento. Buona la precocità e la resistenza sulla pianta, in frigorifero ed anche al trasporto. Il grappolo è grande, tronco-conico, alato, semicompatto con un peso medio di 700 gr.; l'acino medio, elissoidale-ovoidale, presenta buccia abbastanza sottile, pruinosa, di colore rosa violaceo, e polpa croccante, soda, di sapore neutro; apirena con vinaccioli appena accennati. il peso medio dell'acino è 5,35 gr.

Sultanina - Thompson: Cultivar d'origine antichissima, deriverebbe dall'Anatolia da dove si sarebbe diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo orientale. Annovera parecchi sinonimi quale Kechmish in Persia, Coufurogo in Grecia, Sultana in Australia e Thompson Seedless in USA, dove è particolarmente diffusa in California. L'epoca di germogliamento è precoce (fine marzo inizio di aprile) e l'epoca di maturazione avviene nella II epoca d'agosto (Trapani 15-25 agosto; Conegliano 5-25 settembre). La pianta ha vigoria elevata, la fertilità è di circa 1,0 e bassissima nelle gemme basali. La produttività è molto soddisfacente quando viene coltivata negli ambienti ideali. 
Il grappolo è medio-grande, dalla forma cilindrico-conico, abbastanza compatto o semi-spargolo, alato, peso medio gr. 350-450. L'acino è medio-piccolo, di forma ovoidale o ellissoidale, con polpa croccante, di sapore semplice, zuccherina, assai gradevole, buccia poco pruinosa, sottile ma resistente, di colore giallo-dorato o giallo-chiaro. Apirena. Necessita di forme d'allevamento espanse e potatura lunga e ricca. Ottima sia per il consumo fresco sia per la preparazione di succhi e distillati. È l'uva per eccellenza destinata all'appassimento. 

Crimson seedless: La varietà è stata accolta favorevolmente dal mercato per le sue caratteristiche organolettiche molto apprezzate. Il grappolo di forma conica appare ben conformato, medio-grande, spesso compatto. Gli acini, di forma ellittica-cilindrica, si presentano senza semi, consistenti, croccanti, con epidermide di colore da rosato a rossobrillante, gusto molto gradevole.

Ruby seedless: Varietà ottenuta in California attualmente ancora poco diffusa a causa delle sue caratteristiche qualitative modeste. Matura in III epoca a circa 150/160 giorni dal germogliamento. Presenta un grappolo molto grande del peso di gr. 1650, acino medio del peso di gr. 5,2, colore violaceo intenso, polpa soda, sapore neutro, buccia sottile e resistente, apirena. Vitigno molto vigoroso adatto a sistemi di allevamento espansi tipo tendone o spalliera, con sesti di impianto ampi. Senza dubbio è una varietà interessante sotto il profilo produttivo, meno sotto l'aspetto qualitativo; più facile la sua diffusione come uva passa.

 

Autore foto: K. Connors

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Plantgest, il motore di ricerca delle varietà frutticole

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Speciale: Uva da tavola

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