Il 21 giugno è iniziata ufficialmente la stagione estiva, anche se di fatto il caldo si è imposto sul Mediterraneo centrale già dai primi giorni del suddetto mese. Quello che abbiamo vissuto potrebbe però aver rappresentato l'anteprima di una tendenza che, con ogni probabilità, ci terrà compagnia per i prossimi mesi, ovvero luglio e agosto, proponendo un susseguirsi di forti ondate di calore intervallate da rare ed effimere parentesi più fresche.

 

Questo 2022 sembra proprio voler battere ogni record imponendosi dalla tarda primavera con temperature roventi, localmente record, con quasi un mese di anticipo rispetto al calendario. I dati climatici rilevati ed elaborati dall'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (Isac) del Cnr di Bologna confermano difatti come l'andamento del mese di maggio appena trascorso abbia chiuso a livello nazionale con un'anomalia di +1.83°C rispetto alla media trentennale 1991-2020, in riferimento quindi al trentennio più caldo mai registrato da quando si eseguono registrazioni con strumentazioni scientifiche. Anche il mese di giugno purtroppo ha rincarato la dose, tant'è che ha proposto un'anomalia di +3.00°C circa, seppur in via non ancora ufficiale (in attesa della comunicazione sui canali accreditati di riferimento).

 

Valori che portano questi due mesi della stagione più calda 2022 al secondo posto sulla classifica generale dal 1850 ad oggi, di poco inferiore all'infuocato 2003, in poche parole il periodo appena trascorso passerà alla storia tra i più caldi di sempre, risultato tangibile dei cambiamenti climatici in atto con effetti sempre più evidenti.

 

La seconda parte estiva: luglio e agosto roventi

Le ultime proiezioni del centro di elaborazione europeo Ecmwf conferma, purtroppo, una tendenza orientata a forti anomalie termiche positive sul lungo periodo, quindi per tutto il mese di luglio e agosto.

 

La nostra analisi per il mese di luglio evidenzia difatti la costante presenza di una vasta anomalia pressoria positiva nell'areale del Mediterraneo, questo traducibile nella presenza più o meno insistente dell'anticiclone subtropicale di origine africano, destinato così ad imporsi significativamente sulla nostra Penisola; se l'ipotesi dovesse trovare conferma sul destino italiano potrebbero vedersi valori termici fino a +2-3°C oltre le medie del periodo.

 

L'assetto barico favorirebbe difatti ondate di caldo con frequenti richiami dal cuore del Continente Africano, direttamente dal deserto del Sahara, con punte massime costantemente oltre i 35°C in Val Padana, sulle zone interne delle due Isole Maggiori e parte del Centro Sud peninsulare.
L'elevata energia in gioco porterà però un rovescio della medaglia sulle aree alpine e prealpine, alle prese con i classici eventi meteo estremi che potrebbero generarsi in queste situazioni: caldo e umidità in aumento faciliterebbero la genesi di forti temporali, con grandinate e forti colpi di vento, considerando soprattutto i contrasti termici in gioco.

 

Poche novità anche per il mese di agosto, quando i modelli avvalorano la possibilità di ulteriori ondate roventi dall'Africa, dovendo quindi fare i conti con temperature oltre la media di circa +2°C: di conseguenza ci aspetterà un mese molto caldo specie al Centro Nord.

 

Siccità: nessuna buona notizia

Le precipitazioni sono un'altra nota dolente, perché si presenteranno sulle regioni meridionali e parte di quelle centrali molto scarse sia a luglio che ad agosto, ipotizzando un serio rischio per la siccità.

Discorso diverso invece per i settori montuosi settentrionali, ove invece continueranno a svilupparsi strutture convettive nel corso delle ore più calde, le quali produrranno rovesci e temporali tra il pomeriggio e la sera.

 

I due aspetti, quello termico e quello precipitativo, seguiranno le stesse sorti per il medesimo motivo, ovvero la permanenza del campo anticiclonico africano che di fatto impedirebbe alle depressioni atlantiche di raggiungere i settori centromeridionali e le zone a Sud del Po, o in maniera prettamente effimera.

 

Se le previsioni dovessero trovare un riscontro non sono da escludere forti disagi per l'approvvigionamento idrico, l'irrigazione delle colture, ma anche per l'uso civile.