Il kiwi in Italia è sempre stato rappresentato dalla varietà verde Hayward (Actinidia deliciosa), tutt'oggi ancora molto popolare e predominante nel panorama varietale, nonostante la forte contrazione della produzione. Al verde poi si è affiancato il kiwi a polpa gialla e più recentemente quello a polpa rossa.

 

Quest'ultimo in particolare si sta facendo lentamente conoscere e apprezzare dai frutticoltori per alcune sue peculiari caratteristiche agronomiche, come ad esempio per la precocità di raccolta (rispetto ad Hayward) e per l'elevato prezzo di vendita.

 

Si sta espandendo anche grazie al più alto grado Brix e a una componente sub acida praticamente assente, caratteristiche che rendono il frutto più dolce e perciò più apprezzato da alcuni consumatori.

 

La varietà più promettente è sicuramente la Dong Hong* ma in altri paesi come Cina e Nuova Zelanda si stanno costituendo nuove cultivar ibride con diverse concentrazioni di antociani, ovvero le sostanze responsabili del pigmento rosso.

 

Caratteristiche varietali

Anche se è una specie diversa il kiwi rosso fa sempre parte del genere Actinidia, quindi in generale possiamo dire che necessita delle stesse cure agronomiche del kiwi verde.

 

Il produttore però deve comunque prestare attenzione ad alcuni aspetti fisiologici che influiscono fortemente sulla produttività e la qualità finale del frutto e che determinano il successo o meno dell'impianto. Vediamo qui questi aspetti.

 

Portainnesti

Il kiwi rosso è tendenzialmente meno vigoroso del kiwi verde: questa caratteristica lo rende meno flessibile alle diverse condizioni dei terreni, più suscettibile ad alcune malattie fitopatologiche e anche meno produttivo.

 

La soluzione è quella di innestare questa tipologia con Actinidia deliciosa perché molto più vigoroso, meno suscettibile ad alcuni stress biotici ed abiotici e meno suscettibile alla carenza ferrica. I portainnesti più usati sono Hayward, Bounty o Tomuri.

 

Per scegliere al meglio il portainnesto il produttore può affidarsi alle analisi del terreno in fase di pre impianto.

 

Qualità del suolo

A proposito di terreno, per evitare l'indebolimento della pianta l'ideale sarebbe impiantare su un suolo con una bassa percentuale di limo e argilla, perciò un suolo non pesante che non consenta ristagni d'acqua.

 

La finestra di pH può andare da 7 a 8,5 senza riscontrare problemi nell'assorbimento di macronutrienti e micronutrienti, mentre è consigliato mantenere il calcare reattivo inferiore a 4 per evitare la carenza di ferro.

 

Clima e coperture

Il kiwi è un'arborea che mal sopporta lo stress da caldo e la carenza d'acqua perché è una pianta originaria del sottobosco, e quindi predilige crescere in ambienti umidi e ombrosi.

 

Esistono però diversi gradi di suscettibilità e le varietà di kiwi rosso tendono ad essere molto più delicate rispetto all'Hayward. Difatti per mantenere l'impianto produttivo e sano è obbligatorio per questa specie utilizzare le coperture ombreggianti.

 

Le reti ombreggianti servono per evitare bruciature fogliari e stress foto ossidativo, causati dall'alta temperatura, e che comportano gravi perdite produttive.

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Usare questa tipologia di telo sul kiwi rosso inoltre consentirebbe di ottenere una colorazione più omogenea della polpa. Sotto il telo inoltre aumenta la percentuale di luce diffusa che favorisce la corretta maturazione dei frutti che si trovano nelle parti più interne della chioma.

 

Nonostante questa suscettibilità il miglioramento delle tecniche agronomiche sta permettendo di coltivare questa tipologia di Actinidia anche nel Sud Italia.

 

Sotto il telo ombreggiante il frutticoltore può installare l'irrigazione sottochioma per permettere alla pianta di sopportare meglio i picchi di temperatura durante i mesi estivi.

 

Per i mesi invernali invece per i primi due anni di impianto è consigliato usare l'irrigazione antibrina per contrastare le gelate tardive, oppure si possono utilizzare differenti coperture (antipioggia o antigrandine) in base all'areale di coltivazione. Questo perché il kiwi mal sopporta temperature troppo rigide.

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Per le esigenze fisiologiche che lo caratterizzano ne consegue che i costi d'impianto iniziali e poi quelli di produzione siano più elevati, rispetto ad un classico impianto di Hayward. Questi elevati costi però potrebbero essere comunque compensanti dal prezzo premium di vendita.

 

È bene ricordare che l'espansione del kiwi rosso in Italia è ancora in fase di lancio. Il 2024 quindi sarà l'anno decisivo per questa tipologia?

 

Polpa rossa: il colore passa dal controllo genico

Il colore rosso come abbiamo scritto all'inizio dell'articolo è causato da un accumulo di antociani in uno specifico tessuto, nel caso del kiwi nella polpa.

 

Gli antociani sono coloranti che derivano dal metabolismo secondario della pianta e perciò sono naturalmente prodotti dalla stessa.

 

I fattori di trascrizione responsabili di questo fenomeno sono gli R2R3-MYB (TF) e nel kiwi sono stati mappati 93 geni R2R3-MYB assieme a cinque nuovi geni AcMYB, anche questi coinvolti nella biosintesi degli antociani e anche nella crescita del frutto.

 

Per esempio, gli studi hanno rilevato che i geni AcMYB58, AcMYB61, AcMYB73 e AcMYB75 hanno una trascrizione maggiore durante le fasi di sviluppo del frutto, quindi influenzano questa fase, e si ha un elevato accumulo di pigmenti nei tessuti.

 

Gli studi su questi geni stanno proseguendo per definire la loro struttura genica e che tipo di proteine sintetizzano, al fine di comprendere meglio le risposte fisiologiche date dall'interazione pianta-ambiente.