Trattori in prima fila per l'ambiente

Nella Sala conferenze della Camera dei Deputati a Roma, Same Deutz-Fahr e Unacoma hanno presentato una proposta concreta per ridurre di circa il 50% in 10 anni le emissioni inquinanti del parco trattori europeo

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Ernesto Ferrini, presidente Camae; Lavinia Mennuni, consigliere del Comune di Roma con la delega delle Pari opportunità; Gianni Giacomini, presidente del XX Municipio di Rom; Andrea Bedosti, Executive vice president Sales, after sales e mkt del Gruppo Sdf; Giuseppe Calendino, consigliere del XX Municipio di Roma

Il Gruppo Same Deutz-Fahr (Sdf), tra i principali produttori mondiali di trattori, mietitrebbie, macchine agricole e motori diesel, ha presentato oggi una proposta concreta per ridurre l’impatto ambientale originato dei trattori agricoli, combinando incentivi alla rottamazione diretti e indiretti per stimolare la progressiva sostituzione del parco trattori europeo, ancora oggi costituito per il 90% da macchine con motori prodotti prima dell’entrata in vigore della legislazione per il contenimento delle emissioni inquinanti (1999). La presentazione ufficiale è avvenuta nella Sala Conferenze della Camera dei Deputati all’interno del convegno “Agricoltura e impatto ambientale”, patrocinato dal Comune di Roma e dall’Accademia dei Georgofili prevede la partecipazione del ministero delle Politiche agricole e della Direzione generale della Motorizzazione civile.

Il parco trattori europeo è stimato in circa 8 milioni di unità (2 milioni circa in Italia), il 90% dei quali è equipaggiato con motori Euro 0, ovvero motori altamente inquinanti costruiti prima del 1999.
Tenendo conto che negli ultimi 10 anni soltanto il 10% delle macchine altamente inquinanti sono state sostituite e tenendo conto del calo di mercato causato dall’attuale negativa congiuntura economica e finanziaria, è plausibile pensare che il tasso di sostituzione di macchine inquinanti subirà un ulteriore rallentamento. L’attuale normativa, che prevede nei prossimi anni l’introduzione di motori Euro IIIB ed Euro IV estremamente costosi, rallenterà ulteriormente il tasso di ricambio di vecchie macchine, rendendo trascurabili gli impatti sulla salvaguardia dell’ambiente.
 
“L’alternativa proposta da Sdf - commenta Andrea Bedosti, Executive vice president Marketing, sales and after sales del Gruppo Same Deutz-Fahr - è molto semplice: continuare a produrre trattori con motori Euro IIIB che offre già livelli di emissioni nocive estremamente ridotti ed evitare o dilazionare l’introduzione delle fasi successive. Adeguati incentivi alla rottamazione e alla radiazione di vecchie macchine altamente inquinanti consentirebbero un significativo rilancio per l’industria di settore, portando nel contempo ad un abbattimento delle emissioni nocive, ben superiore a quello ipotizzabile con l’applicazione dell’attuale normativa". “Nel contempo - continua Bedosti - si offrirebbe agli agricoltori mezzi più moderni, più efficienti, meno inquinanti e soprattutto più sicuri. Ciò è del resto quanto avviene da molti anni nel settore dell’automobile e dei veicoli commerciali”.
 
Questa proposta sarebbe soprattutto auspicabile sul mercato italiano dove il parco circolante di trattori è particolarmente vetusto, inquinante e mal sicuro. Infatti, come dimostrano le statistiche, il parco trattori italiano è il più vecchio d’ Europa. In Italia, a differenza di altri paesi europei, i trattori “vecchi” rimangono in esercizio ben oltre la loro obsolescenza tecnica e tecnologica. Anche in tal senso, come avviene in altri paesi europei, sarebbe importante definire con precisione e a termini di legge lo Statuto di “Trattori Storici” ben distinti e distinguibili da trattori semplicemente vecchi, inquinanti e non sicuri.
 
“L’Italia è terra di trattori storici, oggetti d’affezione e patrimonio storico da valorizzare”, dice Ernesto Ferrini, presidente del Club amatori macchine agricole d'epoca. “Ma proprio per valorizzare questi trattori d’epoca, che non lavorano più attivamente nei campi ma sono una testimonianza del passato del nostro Paese, bisogna distinguerli chiaramente da quelli che sono semplicemente trattori vecchi, macchine obsolete, inquinanti e poco redditizie per l‘agricoltore”.
 
“L’obiettivo del convegno di oggi è quello di lanciare un chiaro segnale alle istituzioni: da un lato valorizzare le macchine del passato attraverso il riconoscimento della categoria dei trattori d’epoca, ma dall’altro guardare al futuro dando risposte concrete al bisogno di innovazione dell’agricoltura, che vuol dire maggior produttività, ma anche e soprattutto maggiore rispetto per l’ambiente e la sicurezza. La meccanizzazione agricola è un settore dove l’Italia eccelle da anni e che da solo ha fatturato oltre 8 miliardi di Euro nel 2008” dice Massimo Goldoni, presidente di Unacoma.
 
Il convegno è parte della VI edizione dell’Operazione tuono viaggiante, un’affascinante carovana di trattori storici che da Arezzo raggiungono Roma. Sabato 13 giugno i trattori storici hanno sfilato per le vie di Roma.

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