L'irrigazione collettiva al Sud deve crescere per sostenere l'agricoltura meridionale secondo criteri di sostenibilità economica ambientale e sociale nel lungo periodo: e qualcosa si muove. In Sardegna sarà ampliato e razionalizzato l'intervento del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, con un investimento di 7 milioni di euro con la nascita di un nuovo distretto irriguo nelle campagne del Parteolla e con la possibilità di raggiungere in futuro anche il Basso Campidano. Intanto la Puglia ragiona su come potenziare l'irrigazione in provincia di Foggia, a cominciare dal collegamento con il bacino sotteso alla Diga del Liscione su fiume Biferno in Molise, ma sono necessari approfondimenti tecnici tra l'Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Puglia e i vertici del Consorzio per la Bonifica della Capitanata.

 

Sardegna, 7 milioni per il Parteolla

Sette milioni di euro stanziati dalla Legge Finanziaria regionale da pochi giorni approvata dal Consiglio a Cagliari, 2 milioni per il 2023 e 5 milioni per il 2024, saranno destinati dalla Regione Sardegna alla razionalizzazione e all'efficientamento irriguo delle campagne della regione storica del Parteolla, grazie ad un progetto del Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale.

 

I 7 milioni di euro finanziati per il primo lotto funzionale saranno in particolare destinati alla realizzazione di due condotte irrigue e di un dispensatore dalla condotta Ente Acque della Sardegna, costituenti la dorsale di un'infrastruttura complessiva più ampia di possibile realizzazione. 

 

Una proposta progettuale che nasce dalle esigenze manifestate dalle amministrazioni locali e da numerose realtà imprenditoriali che trarrebbero grande beneficio dall'irrigazione delle numerose aziende agricole a vocazione vitivinicola e olivicola con produzioni di grande pregio, attualmente costrette a fare fronte alle loro esigenze idriche tramite l'approvvigionamento con emungimento da pozzo: oltre ai maggiori costi per il pompaggio, le imprese agricole stanno affrontando problemi di impoverimento e di peggioramento della qualità della risorsa idrica della falda.

 

I territori interessati dal progetto ricadono prevalentemente nei comuni di Serdiana, Donori, Soleminis, Dolianova, Ussana, Sestu e Settimo San Pietro. La porzione di territorio interessata è limitata ad Est e a Sud dalla strada statale numero 387, a Nord dalla statale numero 466, e ad Ovest risulta prossima alla linea adduttrice dell'Enas, che dalla località Sa Mandara si dirige alla diramazione per l'impianto di potabilizzazione di Donori collegando il sistema del Flumendosa al Cagliaritano.

 

L'intervento attuale è propedeutico alla realizzazione di lotti successivi, in particolare per l'area del Basso Campidano, da realizzarsi con successivi finanziamenti.

 

"Si tratta di un intervento atteso da oltre un ventennio - ha dichiarato ieri, 7 febbraio 2023, il presidente della Regione, Christian Solinas - portato a compimento grazie ad un'attenta politica di ascolto sui territori. Con questo stanziamento diamo la copertura finanziaria necessaria ad un'opera di natura infrastrutturale che permetterà di dare sostegno ad un'area rurale ad alta potenzialità quale è quella del Parteolla, territorio caratterizzato dalla presenza di un'importante filiera produttiva nel settore agricolo e vitivinicolo".

 

"Intervenire sul miglioramento dei contesti produttivi - ha aggiunto il presidente - è un'azione imprescindibile per rendere sempre più forte e competitiva l'eccellenza dei nostri prodotti".

 

Puglia, serve più acqua dal Molise

Una verifica e un aggiornamento delle priorità nella programmazione delle infrastrutture idriche della provincia di Foggia sono stati al centro della riunione tecnico operativa che si è svolta il 6 febbraio scorso tra il vicepresidente della Regione Puglia e assessore alle Infrastrutture e Risorse Idriche, Raffaele Piemontese, e il presidente del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, Giuseppe De Filippo.

 

Piemontese e De Filippo sono partiti dalla piena condivisione degli obblighi dettati dal Piano di Sicurezza per cui la Diga di Occhito non può mai raggiungere la sua piena capacità di 250 milioni di metri cubi di acqua, a costo di doverne riversare in mare 30 o 40 milioni di metri cubi, per poter ricevere le acque del fiume Fortore in piena ed evitare così straripamenti.

 

Si tratta di un evento già avvenuto il 5 marzo 2005, quando il versante adriatico dell'Italia fu diviso in due per la chiusura dell'autostrada A14, della strada statale 16 adriatica e della ferrovia nei tratti fra Termoli e Lesina.

 

Fu proprio a seguito di quell'evento che fu varato un cosiddetto Piano di Laminazione dell'invaso di Occhito, per cui, al raggiungimento di 192 metri sul livello del mare, le paratoie vengono posizionate per lasciar defluire l'acqua raccolta verso il mare in modo da poter accogliere eventuali piene e proteggere dalle alluvioni vite umane, campagne, fabbricati e infrastrutture.

 

Nell'incontro - a cui hanno partecipato anche il dirigente della Sezione Risorse Idriche della Regione Puglia, Andrea Zotti, il direttore generale e il direttore dell'Area Ingegneria del Consorzio di Bonifica della Capitanata, Francesco Santoro e Raffaele Fattibene - è stato il fatto il punto su tre interventi su cui tornare a confrontarsi, a breve, per scandire i tempi operativi.

 

Va condotto in porto il collegamento di 10 chilometri dalla Diga del Liscione, in provincia di Campobasso, per il quale c'è l'assenso della Regione Molise, e l'annesso potabilizzatore di Finocchito, in provincia di Foggia, che porterebbe in Puglia un volume medio annuo stimato in 40-60 milioni di metri cubi d'acqua che attualmente il Molise è costretto a sversare in mare.

 

Mentre è ancora un progetto quello della nuova Diga di Piano dei Limiti, sempre al confine tra Puglia e Molise, che arriverebbe a raccogliere 42 milioni di metri cubi d'acqua.

 

Altro progetto da portare avanti: un invaso a Palazzo d'Ascoli, in piena provincia di Foggia, per una capacità di 70 milioni di metri cubi d'acqua, che servirebbe in particolare una porzione della Capitanata tra le più fertili per la produzione ortofrutticola.

 

Il vicepresidente Piemontese e il presidente De Filippo hanno chiesto ai rispettivi organi tecnici di svolgere gli approfondimenti utili ad aggiornare un nuovo incontro già a partire dalle prossime due settimane.