Sostenibilità sì, ma attraverso quale strada?

Usa ed Europa stanno seguendo due strade diverse per raggiungere la sostenibilità del settore agricolo. Qual è la migliore e cosa dice la scienza? Se ne è discusso durante l'evento The Future of Food & Farming

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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L'agricoltura può giocare un ruolo chiave nel mitigare gli effetti del climate change (Foto di archivio)
Fonte foto: © jackfrog - Adobe Stock

L'agricoltura deve raggiungere un maggiore grado di sostenibilità, come d'altronde ogni attività umana se si vuole preservare la vita sulla Terra. Questo significa una drastica riduzione dell'emissione di gas climalteranti, fino ad arrivare al loro azzeramento. E una riduzione di tutte quelle attività che possono arrecare danno all'ambiente.

Ma come fare per raggiungere questi obiettivi sfamando al contempo una popolazione mondiale in crescita? Se ne è discusso durante The Future of Food & Farming, un evento promosso da Bayer che si tiene ogni anno e che riunisce aziende, decisori politici, farmer e scienziati per discutere, appunto, del futuro dell'agricoltura.


Carbon neutrality: due modelli, un solo obiettivo

Sia gli Stati Uniti che l'Unione europea hanno messo nero su bianco il proprio impegno per raggiungere la carbon neutrality. A fine 2019 Bruxelles ha reso noto il suo Green Deal nel quale si impegna ad azzerare entro il 2050 la sua carbon footprint. Qualcosa di simile ha fatto Washington che ha annunciato di voler dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030, per poi procedere con una successiva graduale diminuzione.

Le strade scelte sono però differenti. In Europa il Green Deal ha già plasmato la nuova Pac e si chiede all'agricoltore di adottare comportamenti virtuosi per poter accedere ai premi comunitari. Negli Usa invece tutto il processo di transizione verso il carbon farming avviene su base volontaria, confidando che il mercato sia disposto a ripagare gli agricoltori per i loro sforzi.

Un momento dell'evento di Bayer

In questo sforzo verso la sostenibilità giocano un ruolo chiave le aziende produttrici di mezzi tecnici. Durante l'evento, trasmesso in streaming da Parigi, Bruno Tremblay, regional head of Bayer Crop Science in Europa, Medio Oriente ed Africa ha voluto ricordare come Bayer si sia impegnata a raggiungere la climate neutrality entro il 2030.

Ma l'azienda vuole essere al fianco degli agricoltori per rendere lo stesso lavoro agricolo non solo neutrale dal punto di vista climatico, ma addirittura positivo, sfruttando la naturale capacità del suolo di trattenere la CO2.

E nella transizione verso il carbon farming Bayer mette in campo le sue piattaforme digitali, come Climate Field View, i suoi agrofarmaci innovativi e il miglioramento genetico che attraverso le Tea, le Tecnologie di evoluzione assistita, può aiutare l'agricoltura ad essere più efficiente e resiliente. Ma come ricordato da Bruno Tremblay, la transizione verso una agricoltura a zero emissioni può avere successo solo se economicamente sostenibile per gli agricoltori stessi.


La mano del mercato

All'evento parigino ha partecipato Tom Vilsack, ministro dell'Agricoltura Usa, che ha voluto ricordare la strada statunitense alla sostenibilità climatica, denominata Global Coalition for Productivity Growth. Un approccio al problema che si basa sul mettere sullo stesso piano la redditività delle imprese e i loro sforzi verso la sostenibilità.

Se gli agricoltori vedono un guadagno nel diventare sostenibili, certamente si impegneranno a farlo. E' la sintesi della strategia Usa che si basa sull'impegno volontario dei farmer. Impegno che viene remunerato attraverso la creazione di un mercato dei carbon credits che monetizzi la CO2 sequestrata dai farmer nei loro terreni.


Innovazione, la chiave di volta

Quello che tutti i relatori hanno sottolineato è che l'innovazione tecnologica è la chiave per risolvere l'equazione di produrre più cibo impattando meno sull'ambiente. Durante le due giornate di discussioni si è parlato ad esempio di come le Tea possano ridurre l'uso degli agrofarmaci e rendere più efficienti le piante nell'utilizzare i fertilizzanti.

Si è discusso di Agricoltura 4.0 e di come il digitale sia fondamentale per comprendere le necessità delle piante ed essere tempestivi nel soddisfarle. Si è parlato di filiere e di come intervenire per eliminare il food waste, che vede il 30% del cibo prodotto sul globo finire nella spazzatura.

Ma si è discusso anche di suolo e di come proteggere quel capitale su cui si fonda l'agricoltura e che negli ultimi settanta anni gli agricoltori hanno inconsapevolmente depauperato. E poi di api, deforestazione, ricambio generazionale e benessere animale. Tutti temi che è possibile approfondire guardando le registrazioni sul sito dell'evento.

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Fonte: Agronotizie

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