Agriculture Bill, che aria tira?

Si preannuncia complicato il cammino dell'atto legislativo del governo britannico che traccia la politica post-Ue nel settore agricolo. Le preoccupazioni degli operatori del settore

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Secondo alcuni il disegno di legge non si occuperebbe abbastanza di agricoltura e di produzione alimentare
Fonte foto: © Pixelbliss - Fotolia

Brexit senza pace. Tira aria di tempesta sul nuovo Agriculture Bill, il primo importante atto legislativo del governo britannico che traccia la politica post-Ue nel settore agricolo. Il piano prevede il taglio graduale del sistema di sovvenzioni garantite nell'ambito della Politica agricola comune, sostituite da interventi pubblici maggiormente orientati a obiettivi di tutela dell'ambiente, della biodiversità e della qualità dell'acqua. Obiettivi chiari e semplici sulla carta, ma non altrettanto, a quanto pare, alla prova dei fatti.

A mettersi di traverso sul cammino dell'Agriculture Bill è il deputato conservatore Neil Parish, secondo il quale gli interventi delineati per abolire i pagamenti diretti agli agricoltori nel dopo-Brexit minacciano di svantaggiare le comunità rurali.

A leggere le cronache del quotidiano online di settore "Farmers Weekly", il deputato Parish, nel corso dell'ultima seduta del Comitato sull'economia rurale alla Camera dei Lord, ha sostenuto che il disegno di legge non si occuperebbe abbastanza di agricoltura e di produzione alimentare e che non affronterebbe in maniera dettagliata il modo in cui il denaro destinato allo sviluppo rurale deve essere stanziato. "Sappiamo davvero come funzionerà? No, non lo sappiamo - ha dichiarato -. L'unica cosa che si può dire è che è un enorme disegno di legge che conferisce enormi poteri al segretario di Stato. Non sono abbastanza sicuro che il governo abbia realmente compreso il legame tra la produzione alimentare e l'ambiente".
 
Il Comitato della Camera dei Lord pubblicherà le sue conclusioni entro la fine di marzo 2019, ma di certo l'opinione di Parish non è destinata a rimanere lettera morta: è lui, infatti, a presiedere il Comitato per l'Ambiente, il cibo e gli affari rurali alla Camera dei Comuni, il cui compito è esaminare attentamente la politica governativa in ambito agricolo.

D'altro canto, le opinioni di Parish riflettono le preoccupazioni di non pochi operatori del settore, secondo i quali gli agricoltori non saranno in grado di fornire benefici ambientali senza una produzione alimentare redditizia.

Ma Parish non è il solo a criticare l'Agriculture Bill. È sempre la piattaforma online "Farmers Guardian", uno dei media più seguiti dagli operatori rurali, che dà notizia di un gruppo trasversale di deputati che starebbe pianificando una revisione radicale della legge sull'agricoltura, colpevole di conferire troppo potere ai ministri sulle sorti degli agricoltori e per questo etichettata come incostituzionale.
Secondo questo gruppo di parlamentari, il disegno di legge consentirebbe al governo di eludere qualsiasi controllo sui fondi pubblici, conferendo nel contempo ai ministri poteri radicali per multare e persino incarcerare gli agricoltori.

Guy Smith, vicepresidente della National farmers' union (Nfu), il sindacato di rappresentanza degli imprenditori agricoli del Regno Unito, ha sottolineato che la mancanza di supervisione parlamentare degli attuali programmi agroambientali progettati dal dipartimento per l'Ambiente, il cibo e gli affari rurali del Regno Unito (Defra) potrebbe in effetti causare dei problemi.
"Probabilmente - ha commentato il vicepresidente della Nfu, Smith - è troppo prematuro iniziare a discutere i dettagli della progettazione e della consegna del nuovo Schema di gestione del territorio ambientale (Elms). Tuttavia, ritengo sia logico che lo vedano quanti più occhi possibile".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Redazione Agronotizie

Tag: pac giurisprudenza politica agricola

Temi caldi: Brexit

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