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Tecnologia e sostenibilità, la via di Seeds&Chips all'agricoltura

Innovazione tecnologica, sostenibilità, agricoltura e industria. Sono queste le parole chiave del summit internazionale che ha ospitato l'ex segretario di Stato Usa John Kerry

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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John Kerry è stato il 68esimo segretario di Stato Usa
Fonte foto: Agronotizie

Unire tecnologia e tradizione per avere un settore agroindustriale sostenibile e in grado di sfamare una popolazione mondiale in crescita. Decine di conferenze, aziende e startup animano Seeds&Chips, il summit internazionale dedicato all'innovazione nell'AgroFood (MiCo Milano Congressi, 7-10 maggio). Quattro giorni in cui imprenditori, startupper, policy maker e ricercatori si incontrano per immaginare il futuro del settore primario.

La tecnologia per sfamare l'umanità e salvare il pianeta c'è, bisogna solo adottarla. E' questo il messaggio che John Kerry, 68esimo segretario di Stato Usa, ha voluto lanciare dal palco di Seeds&Chips (di cui AgroNotizie è partner). Secondo Kerry, che ha fatto della lotta ai cambiamenti climatici il suo scopo dopo aver lasciato la Casa Bianca, l'agricoltura e l'industria alimentare hanno un ruolo chiave nel dare una risposta alle sfide del millennio.

"Ogni giorno una persona su nove va a letto con la pancia vuota e questo è inaccettabile. Ma presto saremo nove miliardi di persone sulla terra e dobbiamo trovare il modo di produrre abbastanza cibo per tutti in maniera sostenibile", ha detto Kerry davanti ad una sala gremita. Gli agricoltori hanno un ruolo cruciale non solo perché sono responsabili della nutrizione dell'umanità, ma perché il settore primario è la seconda fonte delle emissioni di gas ad effetto serra.

Uno delle sfide maggiori, secondo Kerry, è quella di ridurre gli sprechi. Oggi più di un terzo del cibo prodotto non viene consumato, ma finisce nel bidone della spazzatura. "E' una vergogna per tutti noi", ha sottolineato l'ex braccio destro di Obama (ospite dell'edizione 2017 di Seeds&Chips) che nel suo discorso ha ricordato Leonardo Da Vinci, il primo grande innovatore.

Non sono mancate frecciatine a Donald Trump, che già in campagna elettorale ha negato il fenomeno del surriscaldamento globale. "Ma gli americani credono nella scienza e la scienza dice che il climate change è realtà", ha ribadito Kerry. "Nel 2017 sugli Usa si sono abbattuti due uragani devastanti. Harvey ha scaricato al suolo in cinque giorni una quantità di acqua pari a quella che passa dalle cascate del Niagara in un anno. E fenomeni simili si vedono in tutto il mondo".

Fenomeni intensi, che nascono in un clima in mutazione, e con cui gli agricoltori devono fare i conti tutti i giorni. Ma cosa accadrebbe se l'equilibrio naturale del pianeta si rompesse definitivamente? Se fenomeni come la Corrente del Messico, che riscalda il Nord Europa, smettesse di fluire. O se i Monsoni si prosciugassero. "Ci sarebbero guerre per l'acqua, migrazioni, conflitti. Uno scenario da evitare". E l'accordo di Parigi sul clima, da cui Trump ha fatto uscire gli Usa, è un passo nella giusta direzione. Una serie di obiettivi per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra che lascia libero ogni paese di trovare la propria strada verso la sostenibilità.

La chiave è sempre la tecnologia, la fiducia nel progresso e la volontà politica di cambiare le cose. A Seeds&Chips si può toccare con mano come cambierà il settore primario nei prossimi anni. Si va dall'agricoltura di precisione con sensori in campo e droni nei cieli. Fino all'utilizzo di big data e intelligenza artificiale per predire lo sviluppo di malattie. Ma ci sono molte innovazioni anche lungo la filiera. Dal packaging 'intelligente' fino ai cibi alternativi (come alghe e insetti), passando per piattaforme social che mettono in contatto agricoltori e consumatori. Un mondo in fermento a cui, secondo Kerry, servirebbe una politica in grado di ascoltare e agire velocemente.

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