Entro fine anno il valore delle importazioni di olio d'oliva in India supererà i 20 milioni di dollari (15,71 milioni di euro).

L'India è il primo importatore a livello mondiale e il terzo maggior consumatore di olio, ma rispetto all'intero mercato di olio commestibile, la quota di mercato dell'olio d'oliva ha ancora dimensioni contenute ed è nella sua fase nascente: conta per lo 0,1% dei 3,5 milioni di tonnellate  di olio presente nel paese. Ciò nonostante la crescita media negli ultimi tre anni è stata del 40-50%. Ed è proprio per questo che il mercato indiano presenta grandissime opportunità di crescita per il settore.

 

Sono i dati sulle prospettive di consumo ed export di olio d'oliva nel mercato indiano, illustrati ieri in una conferenza stampa al ministero delle Politiche agricole, dal Ceq, Consorzio extravergine di qualità.

L'incontro, a cui hanno partecipato giornalisti indiani presenti in Italia per il tour presso le maggiori aziende olivicole aderenti al Ceq, è stato anche l'occasione per presentare lo stato dell'arte delle attività di “Oliveitup”, la campagna triennale che il Ceq sta realizzando in India per la promozione dell'olio d'oliva europeo.

 

"Le previsioni di crescita dell'intero mercato alimentare e i cambiamenti in atto nella società ci confermano che l'olio d'oliva può gradualmente entrare a far parte della cultura indiana" ha detto Elia Fiorillo, presidente del Ceq.

 

Entro il 2015 il consumo di olio in India dovrebbe toccare quota 25 milioni di tonnellate e l'industria olearia crescerà ad un ritmo del 6% annuo. Il mercato indiano di olio dipende totalmente dalle importazioni, ma presenta una grande varietà di marchi e qualità. L'olio d'oliva sconta ancora una grande preferenza per la sansa e, soprattutto, prezzi troppo elevati per i consumatori medi. In prima linea ci sono Italia e Spagna. Sono però le aziende spagnole a detenere il comando con il 60% delle importazioni in India.