La cooperazione in cerca di unità

Legacoop agroalimentare: si apre oggi a Roma l'assemblea nazionale. Il presidente Luppi: 'Servono alleanze strategiche'. Aspettative negative per il 2012

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

Foto-luppi-legacoop-2012.jpg

Giovanni Luppi, presidente di Legacoop agroalimentare

“Nel 2011 la cooperazione agroalimentare ha dato forti segnali di vitalità, soprattutto attraverso una serie di importanti acquisizioni: è una strada che continueremo a percorrere e che sarà rinforzata da proposte per il settore di cui si discuterà nel corso dell’assemblea”.

Così il presidente di Legacoop Agroalimentare, Giovanni Luppi, durante la conferenza stampa di presentazione dell'assemblea nazionale che si apre oggi a Roma e che vedrà la pratecipazione del ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, del presidente del Cogeca, Paolo Bruni, del presidente di Fedagri/Confcooperative, Maurizio Gardini e del presidente di Agrital/Agci, Giampaolo Buonfiglio.

Riorganizzazione e aggregazione sono le parole chiave. "E' strategico stringere alleanze - ha detto Luppi - il settore ha bisogno di unità. Rispetto al futuro ci poniamo l’obiettivo di aumentare la presenza cooperativa nell'agroalimentare" che oggi, a differenza della gran parte dei Paesi europei, in Italia corrisponde solo a un terzo del settore.


Preconsuntivi 2011

Luppi, i vice presidenti Miriano Corsini e Tommaso Innocenti e il direttore Giuseppe Piscopo hanno presentato i dati di preconsuntivo 2011 e le previsioni per il 2012.

Dall'indagine realizzata su un campione di 41 cooperative, le stesse del 2010, che realizzano in termini di fatturato, 4.351.440.000 di euro, pari al 53% dell’intero comparto agroalimentare di Legacoop, di cui 619.540.000 (14%) generati dalle esportazioni, effettuate principalmente dai settori vitivinicolo, oleario, lattiero-caseario (soprattutto per le acquisizioni effettuate dal Gruppo Granarolo), ortoflorofrutticolo e zootecnico.

Confrontando i dati con quelli del 2010 si evidenzia una crescita del fatturato del 6,5% (in valore assoluto circa 265.600.000 euro), trainato anche dall'aumento dell’export del 4,8% (in valore assoluto circa 28.300.000 euro).
In particolare, è aumentato il numero di imprese con un giro d’affari stabile, mentre si sono ridotte le percentuali di cooperative con variazioni positive e negative.

Le cooperative hanno dichiarato, nel 63% dei casi, una crescita del fatturato, il 7% stabilità e il 30% un calo. Il fatturato è cresciuto in tutti i settori, fatta eccezione per quello olivicolo, in cui si è avuta una variazione negativa del 9%.

 

L’export del campione, rispetto al 2010, è cresciuto del 4,8%, mantenendo il trend in crescita seppure con velocità più moderate (+8% 2010 sul 2009). Le variazioni sono state positive tranne che per quello ortoflorofrutticolo, in cui si è registrato un -17,7%.

 

I soci del campione rappresentano il 25% di tutti i soci di Legacoop agroalimentare. Rispetto al 2010 hanno subito nel complesso una leggera flessione, con un trend in calo quasi in tutti i settori, che rispecchia gli andamenti del 2010.
Hanno subito una riduzione del 3,6% rispetto al 2010, passando da 55.112 a 53.080 soci nel 2011 (nel 2010 si erano mostrati stabili sul 2009). La situazione si discosta in parte da quella dell’anno precedente, con un aumento al 44% di aziende che dichiarano stabilità, il 34% di cooperative che fa registrare un calo e il 22% un aumento dei soci.

Gli addetti del campione rappresentano il 53% del totale. Dai dati si rileva un andamento di segno inverso rispetto ai soci, con una variazione positiva del 7,7% (+1.192 unità) che ribalta i risultati dei pre-consuntivi del 2010, in cui si era calcolata una riduzione del 4% rispetto al 2009.

Andamento dei margini operativi

Il 37% delle cooperative stima un trend in calo, il 44% una sostanziale stabilità e il 19% valori in crescita. Rispetto al 2010 la fetta di aziende con margini operativi in crescita si è dimezzata.

 

Prospettive per il 2012

Le aspettative per il 2012 sono decisamente più negative rispetto al 2010. La percentuale di risposte di aspettative critiche è notevolmente cresciuta, passando dal 5% del 2011 al 20% di quest’anno, a scapito soprattutto delle prospettive di ripresa che da un anno all’altro si sono dimezzate, dal 46% nel 2011 al 22% nel 2012. Il 58% delle cooperative, invece, si attende nel 2012 una situazione di stabilità.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 260.633 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner