Film plastici per l'ortoflorovivaismo

Un importante convegno e incontro tecnico su questo tema di grande attualità è in calendario a Flormart di Padova, venerdì 10 settembre 2010

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Una veduta dei padiglioni del Flomart targato 2009
Fonte foto: Padova Fiere/Flormart

Esaminare e fare il punto sullo stato dell'arte delle tecniche, delle innovazioni, dei prodotti e delle applicazioni dei manufatti film plastici nel settore delle colture protette e della pacciamatura

E’ questo l’obiettivo del convegno/incontro tecnico sul tema dei ‘Film plastici per l’ortoflorovivaismo’ che si svolgerà nell’ambito di Flormart, il Salone internazionale del florovivaismo e giardinaggio, venerdì 10 settembre 2010, alle 9, nella sala 7A.

L’appuntamento è rivolto a tecnici liberi professionisti, operatori agricoli o dipendenti di strutture e/o organismi associativi pubblici o privati operanti nel comparto orto-floro-frutticolo.

Il convegno avrà luogo dalla ore 9 alle ore 13.

Programma e Relazioni
Film plastici innovativi per colture protette: i risultati della sperimentazione agronomica
Relatori: Ferruccio Filippi e Galileo Magnani, Dipartimento Biologia delle piante agrarie - Università di Pisa;

Evoluzione tecnologica nei film plastici per agricoltura
Relatore: Andrea Ferraresi - Agriplast di Vittoria (Rg)

Film di pacciamatura biodegradabili: opportunità per un’agricoltura sostenibile  
Relatore: Giovanni Minuto, direttore Centro regionale di sperimentazione e assistenza agricola (CeRSAA) – Cciaa di Savona 

Vernici biodegradabili per pacciamatura orticola e florovivaistica: risultati della ricerca e problematiche
Relatore: Mario Malinconico, Research director, Ictp-Cnr (Pozzuoli, Napoli)

Applicazioni di materiali biodegradabili in agricoltura: risultati e prospettive
Relatore: Sara Guerrini, Novamont

Additivi per film plastici
Relatore: Manuele Vitali – Basf Italia srl (Pontecchio Marconi - Bo)

Abstract delle relazioni
Film plastici innovativi per colture protette: i risultati della sperimentazione agronomica 
Relatori: Ferruccio Filippi, Galileo Magnani
L’evoluzione dei materiali plastici utilizzati per le colture protette ha portato allo sviluppo di film innovativi che presentano particolari proprietà ottiche, radiometriche e meccaniche che li rendono materiali ‘attivi’ nella gestione dei parametri ambientali all’interno degli apprestamenti coperti. Fra questi vi sono i film a durata predefinita, ovvero materiali plastici studiati per mantenere nel tempo le caratteristiche ottiche e meccaniche, preservandole dall’azione disgregante determinata dall’azione solare e dal calore, stabilizzati con prodotti che consentono l’ottenimento di manufatti con caratteristiche ‘funzionali’, ossia che possono influenzare i parametri dell’ambiente protetto riducendo,  ad esempio, lo sviluppo di certe fitopatie.
Un'altra classe di film innovativi è rappresentata dai materiali cosiddetti termici che agiscono sulla temperatura dell’aria all’interno degli apprestamenti in maniera differenziata  a seconda della loro formulazione, ossia aumentando le temperature minime notturne e/o riducendo le escursioni termiche nel corso della giornata. Oltre a questi vi sono poi film detti ‘luminescenti’ che assorbono gli UV trasformandoli in radiazione attiva red/far red.
Tutti e tre le tipologie di film hanno evidenziato, attraverso la sperimentazione agronomica, dei buoni risultati in termini di crescita e produzioni delle piante, risultati spesso superiori a quelli ottenibili con i materiali di copertura tradizionali.

Film di pacciamatura biodegradabili: opportunità per un’agricoltura sostenibile 
Relatore: Giovanni Minuto
I film di pacciamatura per il contenimento delle infestanti, ma anche per produrre vantaggi alle colture in termini di sviluppo, precocità di entrata in produzione e maggiore efficienza nell’uso dell’acqua, sono considerati 'mezzi agronomici' il cui impiego in combinazione, o in alternativa, ai mezzi chimici riveste sempre maggiore importanza a livello europeo.
Nel quadro di un’agricoltura sostenibile, che guardi alla riduzione dell’uso di mezzi chimici di difesa, ma che tenga anche conto delle emissioni di gas serra nella fase di realizzazione dei fattori produttivi e che preveda non solo il riciclo, ma anche la biodegradazione dei materiali, s’inserisce l’opportunità d’uso di materiali pacciamanti diversi dal polietilene e biodegradabili, applicabili in tutti quei casi in cui sia possibile combinare cicli colturali di medio-breve durata (3-6 mesi) con la semplicità e la comodità del loro impiego.
I film a base di amido termoplastico sono ormai un prodotto capace di contenere lo sviluppo delle infestanti in modo efficace ed efficiente ad un costo confrontabile con quello degli stessi film in polietilene, ma anche alcuni nuovi teli a base di cellulosa appaiono promettenti, avendo risolto, o fortemente attenuato, i noti problemi di degradazione precoce e di resistenza alle lesioni nel corso del ciclo colturale.
Una sintesi dei risultati ottenuti e una valutazione ragionata delle effettive opportunità d’uso di questi prodotti è sviluppata nell’incontro tecnico “Film plastici e prodotti innovativi per l’orto-floro-vivaismo”.

Vernici Biodegradabili per pacciamatura orticola e florovivaistica: risultati della ricerca e problematiche
Relatori: Mario Malinconico, Barbara Immirzi, Gabriella Santagata
L’elevato consumo di materie plastiche in agricoltura e in particolar modo per la pacciamatura, mette gli operatori del settore di fronte ad un problema non secondario rappresentato dallo smaltimento post-consumo delle stesse. E' stato osservato come in alcuni casi i film plastici sono abbondanti in discariche abusive, nei corsi d’acqua e in campo; altre volte sono bruciati in maniera indiscriminata dagli agricoltori, provocando così il rilascio di sostanze inquinanti con ovvie conseguenze sull’ambiente.
Attualmente il mondo scientifico sta facendo sempre più sua la problematica dello smaltimento delle materie plastiche al termine della loro utilizzazione, rivolgendo una maggiore attenzione sia a livello di progettazione che di produzione e valutazione di nuovi manufatti.
L’interesse verso l’uso di materiali biodegradabili di origine naturale al posto di materiale di origine fossile può contribuire a risolvere il pressante problema dello smaltimento di ingenti quantità di materiali plastici al termine della loro vita utile. L’obiettivo generale delle nostre ricerche è l’incremento della sostenibilità di processo nella floricoltura e orticultura industriale con l’uso di materiali pacciamanti innovativi  rinnovabili, applicabili attraverso tecniche di spargimento spray, a base di miscele di polisaccaridi gelificabili e di fibre di rinforzo provenienti da scarti vegetali e marini. Le prove in corso stanno dimostrando la fattibilità tecnica ed economica dell'approccio, a cui dovrà fare seguito la realizzazione della filiera industriale di produzione dei formulati. 

Additivi stabilizzanti per film plastici
Relatore: Manuele Vitali
I materiali plastici flessibili che vengono normalmente utilizzati per la protezione delle colture non possono essere utilizzati se privi di una opportuna additivazione che ha la finalità di stabilizzare il materiale stesso rispetto agli agenti atmosferici, principalmente la luce solare e il calore. Infatti tali materiali sono a base poliolefinica, che è soggetta a fenomeni di degradazione ossidativa, la quale a sua volta è innescata dall’irraggiamento solare e dal calore generato da esso.
Per questo motivo i film di copertura per le serre e per la pacciamatura devono contenere additivi stabilizzanti cosiddetti “anti-UV”, se si vuole che durino per più di qualche mese.
La strategia di stabilizzazione si può ricondurre a due filoni principali:
- additivi che schermano i raggi ultravioletti, che sono i più dannosi per la plastica; in questo caso l’effetto benefico è limitato dal ridotto spessore dei manufatti di nostro interesse e sarà perciò tanto maggiore quanto maggiore è lo spessore del telone;
- additivi che, con vari meccanismi, combattono e limitano gli effetti che la degradazione ossidativa induce nella plastica.
La presentazione pertanto passerà in rassegna le principali classi di stabilizzanti anti-UV e le relative miscele, dai filtri UV ai “quenchers”, fino ad arrivare alle ammine stericamente impedite (HALS).
Verrà mostrato come la scelta degli additivi stabilizzanti sia strettamente legata al tipo di applicazione del materiale plastico. In particolare l’applicazione agricola risulta essere del tutto particolare, a causa dell’utilizzo dei fitofarmaci. Infatti l’interazione tra molti di questi composti e i loro metaboliti (anche quelli compatibili con l’agricoltura biologica) con alcuni tipi di additivi stabilizzanti contenuti nella plastica può portare alla disattivazione di questi ultimi, con conseguenti effetti negativi sulla resistenza del materiale. L’innovazione ha condotto allo sviluppo di nuovi sistemi stabilizzanti
maggiormente resistenti ai composti agrochimici, fino ad arrivare alla tecnologia NOR® HALS che consente la commercializzazione senza problemi di materiali di copertura multi-stagionali per orticoltura e floricoltura, anche in presenza di elevati livelli di contaminazione da fitofarmaci.
Verranno forniti esempi concreti di applicazioni di film agricoli con diversi tipi di sistemi stabilizzanti in varie condizioni di utilizzo, mettendo in luce caratteristiche, pregi e difetti di ciascuna soluzione, anche in riferimento alle possibili alternative ad esse.

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