Cnel: 'L'agricoltura è strategica per il Paese'

Pac, Psr, agroalimentare made in Italy, crisi tra i temi del seminario tenutosi il 13 luglio a Roma

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Il tavolo dei relatori: da sinistra, Giuseppe Blasi del Mipaaf, Giancarlo Panero, Antonio Marzano, Roberto Orlandi e Francesco Giustini

L'agricoltura è strategica per il Paese: è questo il messaggio emerso dal seminario 'Agricoltura fra sviluppo e recessione: lo stato di attuazione della nuova Pac', organizzato dal Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) e tenutosi il 13 luglio 2010 nella sua sede di via Lubin, nel Parco di Villa Borghese.

I lavori sono stati aperti da un saluto del presidente del Cnel, Antonio Marzano, che ha rilevato come sia necessario dare "valore sociale" all'agricoltura e per farlo occorre superare la misurazione economica effettuata con il solo parametro del Pil, per approdare a nuovi indicatori economici da affiancare al Pil il quale, da solo, non è in grado di inglobare e misurare i concetti di benessere dei Paesi e delle popolazioni.

'Oltre il Pil' peraltro è un tema oggetto di discussione fra gli economisti di vari Paesi ed è quindi significativo che il presidente Marzano (anch'egli economista) abbia candidato il Cnel, già sede delle parti sociali, come luogo dove elaborare il contributo italiano a questa riflessione, partendo precisamente dall'agricoltura, individuata come settore 'trasversale' e come laboratorio per un esercizio di ricontabilizzazione dei benefici che essa apporta alla crescita complessiva del Paese ed al benessere globale.

La relazione introduttiva del seminario è stata svolta a 'due voci'. 

Una prima parte, più politica, è stata affidata al consigliere Cnel Roberto Orlandi (foto sotto), che è anche presidente del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, il qualeha illustrato un poderoso documento licenziato dal Cnel nei giorni scorsi su 'Lo stato di attuazione della nuova Pac ed i Piani di sviluppo rurale'.

Orlandi si è incentrato, fra l'altro, su quella che ha definito una "stridente contraddizione": nonostante l'imporsi in tutto il mondo del 'made in Italy'  agroalimentare, peraltro ampiamente imitato e falsificato, mentre in Italia i redditi delle imprese agricole hanno perso quota e spesso il valore dei prodotti è inferiore ai costi di produzione.

Una della soluzioni immediatamente attuabili è quella dell'etichettatura d'origine, per rendere informati e consapevoli i consumatori.

Orlandi ha poi osservato come i fondi che la collettività destina al settore agricolo ritornano indietro all'intera società moltiplicati: l'attività agricola infatti previene i dissesti idro-geologici, preserva il paesaggio, fornisce energie pulite ed alternative, preserva la salute umana e migliora la qualità della vita.

Infine Orlandi ha evidenziato i gravi ritardi delle Regioni nel dare attuazione ai Psr, con il rischio che importanti risorse finanziarie ritornino definitivamente a Bruxelles (tema questo poi ripreso dal dottor Blasi, rappresentante del Mipaaf).

La seconda parte della relazione introduttiva è stata svolta dal dottor Francesco Giustino, economista, che insieme ad Orlandi ed altri consiglieri Cnel ha lavorato al documento; sua l'illustrazione degli aspetti economici della Pac, la sua genesi ed evoluzione, fino ai nuovi obiettivi della Ue 20.20.

Sono quindi seguiti gli interventi delle organizzazioni professionali e sindacali.

Per la Confragricoltura Giandomenico Consalvo (componente di giunta), per la Coldiretti il vicepresidente Gennaro Masiello, per la Cia il dottor Paolo Surace del Centro Studi, per Copagri il presidente Franco Verrascina, per la Flai-Cisl (alimentaristi) il segretario Carlo Galuppi, per la Cgil Luigi Rotella, per la Ugl Paolo Mattei.

Il ministero delle Politiche agricole e forestali era rappresentato dal direttore generale Giuseppe Blasi il quale, nell'esprimere il proprio apprezzamento al Cnel per l'iniziativa ha, fra l'altro, approfondito un tema toccato da molti degli intervenuti: quello del rischio di dover restituire alla Unione Europea, entro il 31 dicembre 2010, centinaia di milioni di euro non spesi e non impegnati dalle Regioni, in particolare quelle del Sud Italia.

Se il monitoraggio svolto dal Cnel al 31 marzo 2010 aveva rilevato come a rischio di restituzione la cifra di 680.000.000 di euro (solo quota Ue, escluso il co-finanziamento nazionale), Blasi ha portato dati freschi, al 30 giugno 2010, che riducono questa somma a 520.000.000 di euro, pur sempre una cifra enorme.

Blasi ha indicato anche cosa intende fare il Governo per limitare i danni, pur nella difficoltà di dover trattare con 20 diverse burocrazie regionali.

I lavori sono stati chiusi da Giancarlo Panero, presidente della Commissione Ambiente del Cnel.

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