Semina Ogm, in Friuli scoppia la guerra del mais

Ferma condanna del mondo agricolo (e dei centri sociali) dopo la semina di sei piante geneticamente modificate in un terreno pubblico per mano degli Agricoltori federati

Michela Lugli di Michela Lugli

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Mais Ogm e la semina della discordia

Ancora una volta si torna prepotentemente a parlare di biotecnologie e Organismi Gm.
Il bandolo della vicenda è individuabile nella sentenza con la quale lo scorso 19 gennaio - due giorni prima della decisione della Conferenza Stato-Regioni di rinviare l'approvazione delle linee guida per la coesistenza tra colture convenzionali, bio e Ogm - il Consiglio di Stato ha inferto un duro colpo al percorso istituzionale alle semine biotech, accogliendo il ricorso fatto da Silvano Dalla Libera, agricoltore e vicepresidente di Futuragra, associazione di imprenditori agricoli favorevoli all'impiego di Ogm.
Dalla parte di Dalla Libera solo Confagricoltura che, per voce del presidente Federico Vecchioni, ha parlato di ostracismo ideologico paragonando il veto italiano agli ogm a quello per il nucleare “che tanto è costato al Paese”.
Un punto alla questione, o almeno così sembrava, lo ha disegnato Luca Zaia, allora ministro delle Politiche agricole, firmando il 19 marzo scorso un decreto anti Ogm, successivamente sottoscritto anche dai ministri Fazio e Prestigiacomo, che seguito alla decisione della Commissione Sementi ha risolto la questione. “Non vogliamo Ogm nei nostri campi e sulle nostre tavole e siamo determinati a far valere le nostre ragioni” aveva sentenziato Zaia. 

La chiara intenzione di Futuragra a proseguire nella sua battaglia pro Ogm, anche alla luce del decreto, si è mantenuta nell'ambito della legalità con la presentazione di un ricorso alle autorità competenti da parte del vicepresidente Dalla Libera.

Diversa, invece, la direzione scelta dall'associazione di categoria Agricoltori federati e dal Movimento libertario, che, portando nuovamente la questione oOm in prima pagina, con un comunicato diffuso lo scorso 26 aprile, hanno indetto una conferenza stampa nella quale preannunciavano un'azione di 'disobbedienza civile' così definita da Fidenato, presidente degli Agricoltori federati e membro del Movimento libertario. L'azione - una semina dimostrativa di mais Ogm -avrebbe dovuto essere messa in atto il giorno 30 aprile.

Cori di condanna hanno da subito risuonato dalle più diverse e distanti parti del mondo agricolo e la stessa Futuragra ha preso le distanze dall'iniziativa auspicando la sospensione della semina e spiegando che, in un momento in cui attorno alle aperture del ministro si stava aggregando un fronte ampio di consensi, un'azione di questo tipo sarebbe stata strumentalizzabile.

"Credo che la questione degli Ogm meriti, da parte di tutti, un supplemento di attenzione” ha  dichiarato il neo ministro Galan intervenendo sulla questione. “Per questo chiedo a chi medita di risolvere la questione con azioni dimostrative, di sospendere ogni iniziativa che travalichi i confini della legalità, anche perché troverà in me un interlocutore libero da pregiudizi".

In realtà, già prima che tutto esplodesse scatenando commenti, indignazione e comunicati da parte di tutto il mondo politico, associazionistico e non, la semina era già avvenuta. Anzi, era avvenuta ancora prima che venisse annunciata la conferenza stampa. Un video diffuso venerdì 30 aprile dagli Agricoltori federati, mostra infatti Fidenato e Facco, amministratore delegato del Movimento libertario, che il 25 aprile seminano 6 piante di mais Ogm (Yeldgard di Monsanto) in un terreno pubblico di una località segreta.

“Dal punto di vista legale riteniamo - dice Fidenato raggiunto telefonicamente - che tutte le leggi fatte in Italia per impedire la semina del mais Ogm sono illegittime e vanno contro la direttiva europea. Di fronte all'arroganza e al potere non ci resta che la disobbedienza civile”. Fidenato, che si rifà alla corrente americana libertarianism, porta avanti idee di liberalismo integrale a difesa del capitalismo puro e dei diritti naturali che, se nella cultura americana trovano una sua forza, risultano  un po' forzati soprattutto quando i fattori che fanno capolino nella questione non sono liquidabili con leggerezza.
“Esercitiamo il diritto naturale di proprietà privata e quindi il diritto di impresa, di essere liberi di provare quello che riteniamo più giusto”
dice lui. “Trovare una soluzione al problema della piralide ci sembra giusto e opportuno, anzi dirò di più - continua - secondo noi il biologico ormai passerà per il biotech. Le misure contro la commistione - a suo dire - sono un problema di carattere economico".

Le reazioni all'azione di Fidenato e Facco sono giunte da ogni parte. In primis dal movimento Ogm - Organismi genuinamente mobilitati appartenente ai centri sociali di Friuli e Veneto che, il primo maggio, hanno messo in atto una protesta presso la sede degli Agricoltori federati.

Ha ribadito la sua posizione il ministro Galan, rimarcando l'intenzione di non mettere in discussione la linea seguita fino ad ora dal governo ma aggiungendo “sono sempre stato a favore della ricerca e del sapere e intendo proseguire su questa strada anche per gli Ogm”.

Seguendo passo passo sul sito del movimento libertario le 6 piante che crescono, arriveremo all'estate, quando stando alle parole di Frederic Vincent, il portavce del commissario Ue alla Salute John Dalli, la Commissione europea intende preparare una proposta sulla coltivazione degli Ogm definendo le modalità di gestione della problematica nell’Unione europea. 
“Sappiamo”
ha affermato il portavoce “del dibattito che c’è sulla questione, in particolare in Italia. Per noi l’appuntamento è a giugno".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: agroalimentare ogm interviste politica agricola

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