Vitroplant, un esempio di eccellenza nel vivaismo

L'azienda vivaistica cesenate lavora a partire da materiale micropropagato in vitro. Nei giorni scorsi ha ricevuto la visita dell'assessore regionale Simona Caselli, che ha fatto il punto sulla questione Xylella

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Nella foto, una serra di Vitroplant
Fonte foto: Vitroplant

Oggi AgroNotizie va alla scoperta di Vitroplant Italia, azienda del gruppo Orogel, che si occupa di vivaismo, attuato a partire da materiale micropropagato in vitro.

La Società è costituita da tre aree di produzione: il laboratorio di micropropagazione, le serre dove le piantine vengono ambientate e il vivaio per la produzione degli astoni innestati e autoradicati da vivaio a radice nuda, oltre a portainnesti da vivaio a radice nuda e microinnesti.

Vitroplant è stata la prima azienda ad aver ottenuto e poi diffuso portainnesti micropropagati certificati virus-esenti, oltre ad aver prodotto e commercializzato, dopo un'attenta sperimentazione agronomica, le prime piante di kiwi, però, pesco, albicocco e vite autoradicate. A livello di ricerca e sviluppo si sta lavorando molto per accrescere la qualità delle tecniche per la radicazione e per la sperimentazione agronomica, per la diffusione commerciale di noce, ulivo, castagno, albicocco e piante da biomassa.

Inoltre l'azienda è stata oggetto di visita alcuni giorni fa da parte dell'assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna Simona Caselli, accompagnata dalla consigliera regionale Lia Montalti.
E' stata l'occasione, oltre che per far conoscere all'assessore Caselli un'azienda cesenate che rappresenta un'eccellenza nell'attività vivaistica, ed in particolare in quella attuata a partire da materiale micropropagato in vitro – ha sottolineato la Montalti – per fare il punto sui danni indiretti dell'emergenza registrata in Puglia da Xylella fastidiosa, che le aziende emiliano-romagnole registrano sul piano delle esportazioni”.

In Emilia Romagna non c'è nessun caso di Xylella, secondo i dati più recenti del Servizio fitosanitario regionale – ha concluso Montalti – Forti di questi risultati l'Emilia Romagna ha rinnovato al Mipaaf la richiesta di definire ufficialmente un'area "Xyllella free" sul territorio italiano, e di sostenere questa posizione sia a Bruxelles sia in tutti i contesti utili a sostenere i nostri produttori, che ad oggi sono vittime di barriere commerciali non fondate sui fatti”.

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