Una nuova strategia si sta rivelando molto interessante per il controllo dell'oidio: l'uso dei raggi ultravioletti.

 

I raggi ultravioletti sono un tipo di radiazione elettromagnetica invisibile all'occhio umano, con una lunghezza d'onda compresa tra i 400 e i 100 nanometri.

 

In particolare esistono 3 tipi di raggi Uv: i raggi Uv-A (con lunghezza d'onda da 400 a 315 nanometri), i raggi Uv-B (da 315 a 280 nanometri) e i raggi Uv-C (da 280 a 100 nanometri).

 

Queste radiazioni, normalmente presenti anche nella luce del Sole, hanno vari effetti sugli esseri viventi, sia positivi che negativi

 

Negli esseri umani i raggi Uv sono fondamentali per la produzione della vitamina D, ma possono anche essere dannosi per la loro capacità mutagena, in grado cioè di alterare il Dna, causando problemi che vanno dalle semplici scottature, ai carcinomi e ai melanomi della pelle.

 

Nelle piante un eccesso di raggi Uv può causare danni ai fotosistemi, ma anche portare all'aumento della produzione di alcune sostanze come terpeni e flavonoli o rendere più intensi i colori di alcune piante ornamentali.

 

Nei microorganismi, come funghi e batteri, l'esposizione ai raggi Uv può portare alla morte, tanto che le lampade a Uv vengono normalmente utilizzate come uno strumento di disinfezione.

 

Ora un nuovo filone di ricerca sta lavorando sull'uso dei raggi Uv per il controllo dei parassiti fungini delle piante coltivate e in particolare dell'oidio.

 

I primi studi sono stati fatti dal gruppo di ricerca coordinato dal dottor Aruppillai Suthaparan e dal professor Hans Ragnar Gislerød dell'Università di Scienze della Vita di Ås, in Norvegia.

 

Già nel 2012 i ricercatori dell'Università norvegese osservarono un'elevata efficacia dei raggi Uv-B contro il fungo responsabile dell'oidio della rosa (Podosphaera pannosa) in una prova in serra, semplicemente esponendo le piante alle lampade a Uv per brevi periodi.

 

I ricercatori norvegesi ottennero altri risultati interessanti, sempre in serra, contro il fungo Podosphaera xanthii responsabile dell'oidio dei cetrioli e contro Oidium neolycopersici, agente dell'oidio dei pomodori, esponendo le piante ai raggi Uv durante la notte.

 

E gli studi sull'utilizzo dei raggi Uv per il controllo dell'oidio hanno continuato ad anadare avanti. Nel 2023 tre articoli scientifici hanno valutato gli effetti su pomodori, meloni e perfino su vite.

 

Lo studio sull'oidio dei pomodori è stato fatto dall'Università dell'Oregon, negli Stati Uniti, utilizzando lampade a Uv-C in serra dopo il tramonto, ottenendo un'efficacia anche migliore di quella ottenuta con un fungicida a base di bicarbonato di potassio, ammesso in biologico.

 

Sempre i raggi Uv-C sono stati usati con successo anche su melone, in una prova in serra fatta all'Università della Florida, dove brevi esposizioni notturne alle lampade Uv hanno ridotto o eliminato l'incidenza dell'infestazione da oidio - in questo caso dovuto al fungo Podosphaera xanthii - tanto da portare i ricercatori a progettare anche prove in pieno campo.

 

Infine buoni risultati sono stati ottenuti anche su vite, in prove sperimentali in serra fatte alla Cornell University, sempre negli Stati Uniti, azzerando la germinazione delle spore di Erysiphe necator, responsabile dell'oidio, e anche riducendo del 70% l'infezione e la sporulazione della peronospora (Plasmopara viticola).

 

E già interessanti risultati sono stati ottenuti, sempre dalla Cornell University, in pieno campo, in un vigneto di Chardonnay trattato con 2 irraggiamenti notturni settimanali con un prototipo sperimentale applicato ad un trattore.

 

La strada verso una nuova strategia per il controllo fisico e a residuo zero dell'oidio è aperta, non resta che continuare a svilupparla.

Riferimenti bibliografici consigliati

Buckland et al., 2023 - Reducing Powdery Mildew in High-tunnel Tomato Production in Oregon with Ultra Violet-C Lighting.

 

Gadoury et al., 2023 - Effects of Nighttime Applications of Germicidal Ultraviolet Light Upon Powdery Mildew (Erysiphe necator), Downy Mildew (Plasmopara viticola), and Sour Rot of Grapevine .

 

Lopes et al., 2023 - Effective management of powdery mildew in cantaloupe plants using nighttime applications of Uv light.

 

Suthaparan et al., 2012 - Suppression of Powdery Mildew (Podosphaera pannosa) in Greenhouse Roses by Brief Exposure to Supplemental UV-B radiation.

 

Suthaparan et al., 2014 - Suppression of Cucumber Powdery Mildew by Supplemental UV-B Radiation in Greenhouses Can be Augmented or Reduced by Background Radiation Quality.


Suthaparan et al., 2016 - Determination of UV action spectra affecting the infection process of Oidium neolycopersici, the cause of tomato powdery mildew.


Suthaparan et al., 2017 - Daily light integral and day light quality: Potentials and pitfalls of nighttime UV treatments on cucumber powdery mildew.