Tuta absoluta (Meyrick, Povolny) è un piccolo lepidottero appartenente alla famiglia dei Gelechiidi (di cui fa parte anche la tignola della patata) la cui patria d’origine è il Sud America dove era già nota dagli anni ’60.

Nel 2006 si sono avute le prime segnalazioni della sua presenza in Europa cominciando dalla Spagna e successivamente si è diffusa a macchia d’olio nel Bacino del Mediterraneo con una velocità impressionante. Nell’ultimo anno Tuta absoluta è stata segnalata anche in Olanda, Francia, Russia, Algeria, Tunisia, Marocco e Malta.

L’insetto infesta maggiormente il pomodoro, ma anche melanzana, peperone e patata oltre che solanacee spontanee come Solanum nigrum, Datura stramonium.
In coltura protetta e a determinate latitudini essa può svolgere anche 10-12 generazioni all’anno con un ciclo, che in estate, varia dai 25 ai 45 giorni, anche senza diapausa se trova il clima adatto e la continuità di piante ospiti.

Sul pomodoro, Tuta absoluta infesta germogli, foglie, fiori e frutti con perdite di produzione che possono raggiungere anche il 100% se non controllata in tempo.
La femmina di Tuta absoluta depone circa 250 uova, prevalentemente sulla pagina superiore delle foglie apicali, che impiegano da 4 a 5 giorni per schiudere.
Le larvette iniziano subito l’attività trofica introducendosi nel mesofillo fogliare senza intaccare le due epidermidi e producendo delle mine a chiazze irregolari.
Gli stadi successivi delle larve sono in grado di penetrare nel fusto a livello dell’ascella delle foglie e nei frutti immaturi dalla zona dei sepali. Se l’attacco è forte si arriva al totale disseccamento della pianta.

Le larvette iniziano l’attività trofica introducendosi nel mesofillo fogliare
senza intaccare le due epidermidi
e producendo delle mine a chiazze irregolari

La lotta contro questo insetto si presenta piuttosto difficoltosa ed impegnativa a causa del suo elevato potenziale riproduttivo, per la sua capacità di adattamento ai nostri climi e per la sua notevole attitudine a sviluppare resistenza agli insetticidi per cui il criterio più valido è quello di attuare una strategia di difesa integrata che preveda l’impiego di trappole feromoniche per il monitoraggio e/o la cattura massale dei maschi, la protezione delle serre con reti anti insetto, la distruzione dei residui colturali infestati, la selezione di varietà con maggiore tolleranza e l’utilizzo di antagonisti naturali come il Nesidiocoris tenuis e il Macrolophus caliginosus, miridi predatori di uova di Tuta absoluta.

Riguardo gli agrofarmaci, i formulati a base di Bacillus thuringiensis ed azadiractina, anche se di efficacia non eccezionale, sono importanti nei periodi di minore pericolosità dell’insetto essendo selettivi nei confronti dei predatori naturali e dei bombi.
Nel periodo di massima pressione dell’insetto vengono impiegati invece prodotti a base di spinosad, indoxacarb e metaflumizone che, alternati, riescono a fronteggiare la Tuta in modo sufficiente soprattutto se vengono miscelati con oli vegetali in grado di migliorare la performance dell’agrofarmaco.

Anche l’oxamil, prodotto con effetto nematostatico, dato nelle prime fasi di vita del pomodoro, sembra riesca a contenere abbastanza bene l’insetto.

Siamo, inoltre, in attesa della registrazione sulle solanacee, di due nuovi principi attivi, l’emamectina benzoato e il chlorantraniliprole che sfruttando meccanismi d’azione innovativi potranno aiutarci nel contenimento della Tuta absoluta.

A cura di Antonio Altieri - socio di Antesia

 

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Vedi qui un articolo precedente con la mappa delle rilevazioni della Tuta absoluta.