Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea L 164 del 26 giugno scorso è stata pubblicata la direttiva 2009/70/CE del 25 giugno 2009, che ufficializza l'approvazione europea del rodenticida difenacoum, del battericida/fungicida/erbicida/alghicida cloruro di didecildimetilammonio e del fungicida/acaricida zolfo.

 

Non ce ne vogliano gli altri principi attivi, ma iniziamo dal principio attivo inequivocabilmente più famoso.

Zolfo

Per questo elemento essenziale come il Rame la temutissima e inflessibile EFSA, nella sua consueta relazione che pone fine alla valutazione paritaria (il cosiddetto “peer review”), pur non mancando di segnalare alcune carenze che dovranno essere colmate dai notificanti, ha sostanzialmente “benedetto” l'approvazione comunitaria, confermandone il favorevole profilo tossicologico. Le argomentazioni scientifiche hanno anche permesso di sancire la trascurabilità del rischio dell'esposizione allo zolfo attraverso la dieta, rendendo di fatto non necessario il “pacchetto residui” che, sommando tutte le colture maggiori e minori sulle quali lo zolfo è utilizzato, sarebbe costato molte centinaia di migliaia di euro. Questo risparmio probabilmente garantirà il mantenimento dello zolfo anche sulle colture minori, ma dovrà essere reinvestito nella documentazione integrativa riguardante l'ecotossicologia (uccelli, mammiferi, organismi acquatici e artropodi non bersaglio) e che dovrà essere presentata entro il giugno del 2011.

 

Difenacoum

Uno dei pochi rodenticidi rimasti in agricoltura, il difenacoum ha ottenuto l'approvazione comunitaria con alcune limitazioni riguardanti:

- formulazione e confezionamento (esche pronte all'uso in scatole a chiusura protetta e resistenti alle manomissioni);

- la concentrazione (massimo 50 mg/kg);

- gli utilizzatori (solo personale professionale).

La valutazione della documentazione ha anche evidenziato alcune criticità relative alla valutazione del rischio per gli uccelli (avvelenamento primario e secondario) e ha evidenziato alcune lacune da colmare riguardanti la specifica della sostanza attiva tecnica e i metodi di analisi dei residui del difenacoum nei liquidi biologici.

 

Cloruro di didecildimetilammonio

Il celebre composto dell'ammonio quaternario, più utilizzato come disinfettante che come prodotto fitosanitario, è in revisione anche come biocida, con l'Italia come stato relatore. I paesi bassi hanno invece accompagnato il prodotto all'approvazione europea come fitosanitario. Questa purtroppo non infrequente situazione non ha solo come conseguenza un evidente spreco di risorse, ma può originare anche tragicomiche situazioni in cui differenti paesi giungono a conclusioni diverse sulle caratteristiche tossicologiche di sostanze chimiche assolutamente identiche. Le criticità emerse dall'esame del prodotto (come fitosanitario) riguardano la protezione degli operatori e degli organismi acquatici e le lacune da colmare riguardano la specifica della sostanza attiva fabbricata (entro il 1° gennaio 2010) e il rischio per gli organismi acquatici (entro la fine del 2011).