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Le tendenze internazionali del mercato del biogas

Impressioni dalla fiera di Birmingham. A cura di Mario A. Rosato

Mario A. Rosato di Mario A. Rosato

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Un impianto di biogas
Fonte foto: © vschlichting - Fotolia

La 7ª Fiera internazionale del biogas ha avuto luogo a Birmingham (UK) dal 5 al 6 luglio 2017.
L'evento è stato caratterizzato, oltre alla partecipazione di ditte inglesi, da una forte presenza delle filiali inglesi di gruppi tedeschi, con minore partecipazione di aziende olandesi, austriache e italiane.

Questo dimostra che la Brexit non sembra aver scalfito l'interesse delle aziende del settore in un mercato in forte crescita, come quello del biogas inglese. Anzi, alcuni operatori locali con i quali abbiamo colloquiato, vedono nella Brexit una possibilità di crescita più veloce ancora, per la "deregulation" che si attende una volta completato il processo.
Secondo i nostri referenti, i vincoli burocratici e modelli normativi che Bruxelles voleva imporre, e che il Governo britannico non condivideva, hanno frenato molto la diffusione del biogas nell'Inghilterra.

La fiera è stata affiancata da una folta agenda di seminari (Foto 1), distribuiti nelle tre aree tematiche principali del biogas: rifiuti urbani, fanghi fognari, e industria agroalimentare.
Nel comparto agroalimentare constatiamo che gli argomenti che interessano maggiormente gli operatori e investitori inglesi sono praticamente gli stessi che in Italia: riduzione dell'utilizzo delle colture dedicate e più facile accesso a biomasse considerate "rifiuti", biometano da autotrazione, iniezione di biometano nei gasdotti, politiche di incentivazione.
 
 
Foto 1: Uno dei seminari tenutosi durante la fiera

Fra i prodotti e servizi esposti abbiamo trovato pochissime novità, a dimostrazione che la tecnologia del biogas è ormai molto consolidata e rimane dunque poco spazio per introdurre miglioramenti che si possano definire rivoluzionari. In totale abbiamo contato 24 aziende che propongono soluzioni per la purificazione del biogas (upgrading) a biometano, segno inequivoco delle tendenze politiche da entrambe le sponde della Manica.
Britannici ed europei continentali sembrano condividere almeno la visione sull'utilizzo più sostenibile della digestione anaerobica: sostituire i combustibili fossili per l'autotrazione ed il comparto residenziale, responsabili di circa un quarto delle emissioni climalteranti.

La novità della 7ª Fiera internazionale del biogas rispetto alle precedenti edizioni è stata la presentazione della World biogas association (Associazione mondiale del biogas), ente no-profit con sede a Londra. La stessa ha per scopo la promozione della tecnologia del biogas a livello mondiale, come uno dei mezzi più validi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg-Sustainable develoment goals) fissati dalle Nazioni Unite il 25 settembre 2015 (Foto 2).
 
Foto 2: I 17 obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, riprodotti dalla pagina web ufficiale delle Nazioni Unite

E' importante sottolineare come, malgrado le campagne di disinformazione di alcuni gruppi politici e dei "comitati del no", il biogas agricolo abbia un ruolo di primo ordine per raggiungere molti degli obiettivi suddetti.
 
  • Obiettivo n.2: le riserve di fosforo minerale si stanno velocemente esaurendo. L'utilizzo del digestato come fertilizzante è il modo più semplice ed economico per riciclare il fosforo, assieme all'azoto ed altri nutrienti, per assicurare le scorte alimentari all'intera popolazione.
  • Obiettivo n.6: la digestione anaerobica è il processo più efficiente per stabilizzare la materia organica residuale, quale letame, lettiere, scarti del raccolto, ecc.
  • Obiettivo n.7: il biometano può rimpiazzare i combustibili fossili, anche nello stesso processo produttivo dell'azienda agricola, riducendo quindi le emissioni climalteranti del comparto agricolo, che ne contribuisce con circa il 12% delle emissioni globali di gas serra.
  • Obiettivo n.11: l'iniezione di biometano agricolo nei gasdotti consentirebbe di veicolare un vettore agroenergetico alle città, garantendone la loro maggiore sostenibilità.
  • Obiettivo n.13: i reflui zootecnici non trattati contribuiscono per circa il 12% alle emissioni di effetto serra. L'utilizzo generalizzato dei digestori anaerobici in tutti gli allevamenti potrebbe dunque contribuire fortemente a frenare il cambiamento climatico.
  • Obiettivo n.15: il biogas, proveniente da rifiuti e scarti agrozootecnici, consente di rimpiazzare la biomassa solida, contribuendo così alla lotta contro la deforestazione ed il cambio di destinazione d'uso dei terreni (detto in gergo Afolu, Agriculture forestry and other land use, responsabile per circa un quarto delle emissioni climalteranti). In poche parole, più impianti di biogas significano meno ettari di boschi abbattuti per utilizzare la legna come combustibile.
La Wba è una associazione molto giovane, nata a novembre del 2016, che raggruppa aziende, professionisti, enti pubblici e associazioni nazionali, attivi in tutti i campi relativi alla digestione anaerobica.
Nel seguente video riportiamo l'intervista che ci ha concesso il presidente, David Newman, in perfetto italiano.

 

Conclusione

Malgrado la Brexit, l'Inghilterra rappresenta un mercato in forte crescita, molto interessante per le aziende del biogas.
La nascita di una associazione mondiale del biogas, che va ad affiancare e complementare le realtà nazionali già esistenti, è un segnale forte ai governi di tutti i paesi sull'importanza di tale vettore energetico, e in particolare quello agricolo, per raggiungere gli obiettivi prefissati dalle Nazioni Unite per il 2030.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: agroalimentare rifiuti biomasse biogas sostenibilità digestato

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