Il 2023 è stato un lungo anno di attese per chi ha aspettato i fondi destinati alla meccanizzazione agricola messi a disposizione dal Pnrr.

 

Se a gennaio 2023 i 400 milioni di euro - cifra stanziata per supportare l'investimento nel settore delle macchine agricole - sono stati suddivisi tra le regioni, soltanto a inizio agosto è stato pubblicato il Decreto (Masaf n. prot. 413219) per la definizione delle modalità di emanazione dei bandi regionali. E, solo a fine dicembre - il temine ultimo era fissato per il 31 del mese -, le regioni hanno pubblicato i singoli bandi che AgroNotizie® ha letto e analizzato, per proporvi una sintesi di quanto il Pnrr mette sul piatto a livello di ogni singola regione per le macchine agricole.

Leggi anche Fondo Pnrr e macchine agricole: l'analisi di AgroNotizie®

Come prescritto dal Decreto, le Regioni e le province autonome hanno definito nei loro bandi le indicazioni pratiche per accedere al fondo, inclusi i relativi tempi per presentare domanda di finanziamento, le aliquote di contributo applicabili e i criteri di selezione per la creazione della graduatoria

 

Fondi Pnrr: i bandi regionali

AgroNotizie ha raccolto e analizzato, navigando tra i diversi portali regionali, i bandi approvati dalle Giunte e riassunto nella tabella successiva le date di apertura - dove non espresse perché non indicate o non ancora disponibili -, le date entro cui presentare la domanda e la dotazione disponibile per ciascuna regione e province autonoma.

 

  REGIONE Apertura BANDO Chiusura BANDO DOTAZIONE disponibile (euro) BANDO
1 Abruzzo ND 26/03/2024 14.686.192,53 Consulta il bando
2 Basilicata ND 18/03/2024 (17:00) 13.277.381,52 Consulta il bando
3 Calabria 28/12/2024 29/02/2024 22.141.052,34 Consulta il bando
4 Campania 29/01/2024 15/03/2024 21.262.268,45 Consulta il bando
5 Emilia Romagna ND 15/03/2024 29.140.843,78 Consulta il bando
6 Friuli Venezia Giulia ND 18/03/2024 8.074.496,71 Consulta il bando
7 Lazio ND 31/03/2024 23.470.293,12 Consulta il bando
8 Liguria ND 31/03/2024 3.552.584,39 Consulta il bando
9 Lombardia 22/01/2024 29/03/2024 25.963.839,53 Consulta il bando
10 Marche 15/01/2023 20/03/2024 (13.00) 12.348.866,53 Consulta il bando
11 Molise 15/01/2023 29/03/2024  5.559.161,82 Consulta il bando
12 Piemonte 10/01/2024 21/03/2024 (18:00) 26.526.600,23 Consulta il bando
13 Puglia 15/01/2023 31/03/2024 47.618.688,91 Consulta il bando
14 Sardegna 15/02/2024 31/03/2024 30.346.119,46  Consulta il bando
15 Sicilia 15/01/2023 29/03/2024 44.295.040,94 Consulta il bando
16 Toscana 22/01/2024 28/03/2024 (13.00) 22.358.979,57 Consulta il bando
17 Trento 02/01/2024 29/02/2024 5.081.576,29 Consulta il bando
Bolzano 01/02/2024 31/03/2024 7.779.545,18 Consulta il bando
18 Umbria 16/01/2024 29/03/2024 10.064.056,25 Consulta il bando
19 Val d'Aosta 08/01/2023 17/03/2024 1.672.976,19 Consulta il bando
20 Veneto ND 31/03/2024 (13:00) 17.345.605,38 (Pmi agricole) Consulta il bando
7.433.830,88 (agromeccanici) 

Date di inizio e fine dei bandi regionali per accedere ai fondi Pnrr e relativi collegamenti ai portali regionali
(Fonte: AgroNotizie)
(Clicca QUI per ingrandire la tabella)

 

Le regioni confermano le percentuali (massime)

Proseguendo con l'analisi dei bandi, il Decreto di agosto aveva già posto numerosi paletti riguardanti i beneficiari, le soluzioni finanziabili ma anche gli aspetti economico finanziari da inserire nella stesura del bando, lasciando alle Regioni un ridotto margine operativo.

 

Quali sono i beni finanziabili?

In tutti i bandi sono riportati i medesimi investimenti ammissibili (da ora in avanti indicati con le sole lettere a,b e c, ndr.):

a. → Supporto all’investimento in macchine e attrezzature per l’agricoltura di precisione;

b. → Sostituzione di veicoli fuoristrada per agricoltura e zootecnia;

c. → Supporto all’investimento per l’innovazione dei sistemi di irrigazione e gestione delle acque

 

In particolare, nella tipologia a - che non include i trattori - rientrano macchine (un elenco completo è fornito nella tabella successiva con i relativi requisiti) come sensori e droni, e gli Automated Guided Vehicles (in altre parole robot, NdR). Ma anche attrezzature di precisione per ottimizzare l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti e mezzi per il settore zootecnico dall'elevato livello di automazione. Qualora i dispositivi fossero dotati di motore, questo deve essere elettrico o a biometano.

 

La tipologia b include invece i veicoli fuoristrada, altresì detti trattori, per l'agricoltura e la zootecnia. Questi devono anch’essi essere dotati di motore elettrico o a biometano e sostituire un veicolo già presente all'interno dell'azienda (da dichiarare in fase di domanda).

 

Nelle spese ammissibili al finanziamento per la tipologia c rientrano infine beni materiali e immateriali (software), finalizzati alla gestione intelligente delle pratiche irrigue a distanza attraverso remote e proximal sensing.

 

Beni agevolabili e relativi requisiti all'interno dei Fondi del Pnrr per la meccanizzazione agricola

Beni agevolabili e relativi requisiti all'interno dei Fondi del Pnrr per la meccanizzazione agricola
(Fonte foto: AgroNotizie)

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Ciascuna impresa può presentare una sola domanda, ma è consentito - laddove non espressamente vietato, come nel bando della Basilicata - presentare proposte progettuali di tipo misto, cioè che includono più tipologie di spesa. Gli investimenti non possono però essere avviati prima della presentazione della domanda di aiuto. 

 

Per l’acquisto di macchine, attrezzature o dispositivi, il richiedente è tenuto ad acquisire almeno 3 preventivi di altrettanti fornitori in concorrenza tra loro. Nella domanda di sostegno deve essere poi riportato solo il prezzo più basso

 

Quote e limiti di spesa: massimi e (alcuni) minimi

Il Decreto indicava già le percentuali di contributo massime (65% e 80% per i giovani agricoltori) e i limiti massimi di spesa (35 mila o 70 mila euro a seconda delle aree d'investimento). Entrambe confermate senza modifiche da tutte le Regioni, ad eccezione del Lazio che riduce le quote percentuali rispettivamente al 55% e al 70%.

 

In aggiunta, le regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Toscana e la provincia autonoma di Bolzano, riportano anche un indicazione sulla spesa minima ammissibile, indipendentemente dalla tipologia di beneficiario o di intervento, pari a 5 mila euro. Solo l'Umbria definisce 3 quote a seconda della tipologia d'investimento: 10 mila euro per la tipologia a, 15 mila euro per la b e 5 mila per la c.

 

Prerequisiti ambientali e digitali: i vincoli del Pnrr

Per essere ammessi al finanziamento, gli investimenti devono rispettare quanto previsto dal Pnrr relativamente al principio Dnsh o Do no significant harms, ovvero, “non arrecare un danno significativo” e agli obiettivi di Tagging digitale, ambientale e climatico.

 

Il Dnsh è uno dei principi trasversali del Pnrr e il mancato rispetto rende la spesa prodotta non rendicontabile dalla Commissione Europea, determinando la revoca del finanziamento ai beneficiar finali.

 

Per l'utente il vincolo si traduce in una valutazione di conformità degli interventi (mediante check list di controllo) da eseguire in fase di presentazione della domanda e, successivamente, anche in fase acquisto del macchinario o realizzazione dell’investimento.

 

Per fare fronte ai cambiamenti climatici, ogni progetto deve contribuire anche alla transizione verde e alla transizione digitale. Ad ognuno vengono associati tag per quantificare le risorse finanziarie utilizzate per raggiungere gli obiettivi prefissati dall'Unione Europea. Nel nostro caso, almeno il 50% delle risorse disponibili devono essere destinate a interventi associati al tag digitale e almeno il 37% a quello climatico

 

Secondo le indicazioni ministeriali, gli investimenti che concorrono al tag digitale sono solo quelli rientranti nelle tipologie a e b. Ne consegue che ogni progetto presentato (singola domanda di sostegno) deve prevedere che almeno il 50% della spesa sia destinato alle tipologie di intervento a e b. Non sono quindi ammessi progetti che prevedano la sola tipologia di intervento c o con più del 50% di spesa destinata a quest'ultima. Per il tagging relativo al cambiamento climatico contribuiscono invece quasi tutte le spese ammissibili.

 

Nella domanda di aiuto e di pagamento, il richiedente deve associare al singolo investimento il tag di riferimento, indicare per ciascuno il valore percentuale raggiunto e fornire gli elementi in base ai quali è stata fatta l’attribuzione. 

 

Stessi criteri ma punteggi diversi. Ogni regione ha i suoi

Unico aspetto per il quale il Decreto ministeriale lascia piena libertà alle Regioni - suggerendo solo i principi da seguire - è la definizione dei criteri di selezione - pressoché identici per ogni regione - e dei punteggi per la formazione delle graduatorie regionali

 

Ogni Regione ha adottato scale diverse e ha assegnato punti leggermente differenti a ciascun criterio, definendo in alcuni casi anche delle soglie minime (vedi tabella successiva). Ogni bando riporta al suo interno, o in allegato, una comoda tabella per il calcolo del punteggio.

 

In linea generale e per rispettare i principi indicati dal Decreto, le Regioni devono finanziare in via prioritaria i progetti riguardanti il miglioramento della distribuzione dell’acqua. Per cui, le domande che presentano interventi legati alla tipologia c hanno priorità (punteggi maggiori) rispetto alle altre domande. Tuttavia, è bene ricordare che la spesa in questa tipologia d'intervento non deve superare il 50% della spesa complessiva del progetto.

 

Nei diversi bandi è specificato che se due domande ottengono il medesimo punteggio, ai fini della formulazione della graduatoria, i progetti vengono ordinati in base a criteri di precedenza, quali:

  • imprese con titolare più giovane nel caso di ditte individuali (per le società si fa riferimento alla data di nascita del socio amministratore più giovane);
  • imprese a prevalente conduzione femminile, (in caso di società si fa riferimento alla partecipazione femminile nell’organo di amministrazione che dovrà essere superiore al 51%)
  • altri criteri specifici per ogni bando (vedi tabella successiva). 
 
REGIONE
CRITERI aggiuntivi per la GRADUATORIA PUNTEGGIO
1 2 3  SOGLIA
MASSIMO
1 Abruzzo titolare più giovane - - 30 100
2 Basilicata titolare più giovane - - 0 11
3 Calabria titolare più giovane conduzione femminile - 0 40
4 Campania conduzione femminile titolare < 41 anni - 20 100
5 Emilia Romagna titolare più giovane conduzione femminile investimento minore 0 106
6 Friuli Venezia Giulia titolare più giovane conduzione femminile - 4 74
7 Lazio titolare più giovane conduzione femminile - 10 100
8 Liguria titolare più giovane conduzione femminile investimento minore 15 200
9 Lombardia ordine cronologico - - 0 25
10 Marche titolare più giovane - - 0 100
11 Molise conduzione femminile titolare più giovane - 40 95
12 Piemonte conduzione femminile ordine cronologico - 0 12
13 Puglia investimento minore conduzione femminile titolare più giovane 0 100
14 Sardegna - - - 3 35
15 Sicilia titolare più giovane conduzione femminile ordine cronologico 30 100
16 Toscana titolare più giovane conduzione femminile investimento minore 5 55
17 Trento titolare più giovane - - 0 15
Bolzano conduzione femminile titolare più giovane investimento minore 10 48
18 Umbria titolare più giovane conduzione femminile - 0 47
19 Val d'Aosta titolare più giovane conduzione femminile - 0 100
20 Veneto titolare più giovane conduzione femminile - 0 95 (pmi)
30 (agromec)

Criteri aggiuntivi per la formazione delle graduatorie e punteggi minimi per l'accettazione delle domande
(Fonte: AgroNotizie)
(Clicca QUI per ingrandire la tabella)

 

Nel caso una domanda comprenda spese che fanno capo a diverse tipologie d’investimento, ogni bando definisce esattamente come avviene il conteggio dei punti in graduatoria. Le casistiche sono:

  • ogni investimento determina un punteggio proprio e una propria posizione in graduatoria (è possibile che una domanda venga finanziata parzialmente);
  • il punteggio viene attribuito con riferimento all’intervento con la spesa più alta;
  • il punteggio è la media, ponderata con i relativi costi, dei punti dei singoli interventi.

 

Deadline 2026, ma attenzione agli obiettivi EU

Le fasi procedurali e attuative dei bandi devono seguire obbligatoriamente uno stretto cronoprogramma che, tra le varie scadenze, prevede entro il 31 dicembre 2024 l'erogazione del contributo in favore di almeno il 70% dei beneficiari ed entro il 30 giugno 2026 l'erogazione dei restanti contributi.

 

Oltre ai precedenti vincoli legati all'ottenimento di maggiori performance ambientali e digitali, l'Italia deve rispettare anche un ulteriore requisito tecnico per mantenere la dotazione del fondo invariata. Secondo quanto riportato dal Decreto ministeriale, a fine 2024 almeno 10 mila imprese devono ricevere un sostegno - valore che sale a 15 mila entro fine giugno del 2026 - pena la riduzione o la revoca dei contributi

Per il beneficiario finale (l'agricoltore o l'agromeccanico che presenta la domanda), il mancato raggiungimento nei tempi assegnati degli obiettivi intermedi e finali fissati dal Pnrr, comporta la restituzione di una parte o della totalità delle somme erogate.

 

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Questo articolo è stato modificato dopo la pubblicazione in data 22/01/2024 con l'aggiunta dei dati relativi al bando della Basilcata pubblicato il 18 gennaio.

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