Xylella, in arrivo i 30 milioni di euro per il Salento

Oggi stesso un provvedimento dell'esecutivo dovrebbe trasferire nella disponibilità della misura 5.2 del Psr Puglia la cifra già prevista dalla delibera del Cipe n. 69/2018

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Un momento del tavolo olivicolo oleario ieri al Mipaaft, al margine del quale il presidente di Italia Olivicola Gennaro Sicolo ha confermato che il Governo è pronto a finanziare il Salento con 30 milioni

Oggi il governo dovrebbe finalmente dotare il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Puglia dei primi 30 milioni previsti dal Piano Centinaio per soccorrere le imprese olivicole della zona infetta da Xylella fastidiosa del Salento e non soggetta alle norme ostative ai reimpianti della fascia di contenimento, appostando l'intera cifra sulla misura 5.2 per il ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità e diretta alle sole aziende agricole.

Lo ha comunicato ieri una nota di Italia Olivicola. Si tratta della cifra già prevista dalla delibera 69/2018 del Comitato interministeriale per la programmazione economica del 28 novembre scorso, che dovrebbe però essere modificata, nelle more del trasferimento dei fondi, poiché inizialmente non tutti i soldi del Fondo sviluppo e coesione erano stati destinati alle aziende pugliesi. Infatti, la ripartizione dei fondi tra le azioni della delibera 69/2018, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 35 dell’11 febbraio 2019, era stata così realizzata: ricerca e sperimentazione (3 milioni di euro), ripristino della potenzialità produttiva (15 milioni di euro), prevenzione della diffusione della Xylella e contrasto al vettore (4 milioni), rilancio dell’economia nelle aree danneggiate (5 milioni di euro) e comunicazione (1 milione di euro).

"Domani (oggi Nd.r.) finalmente sarà ufficiale lo stanziamento dei primi 30 milioni sulla misura 5.2 del Piano di sviluppo rurale della Regione Puglia per favorire i reimpianti ed il riavvio dell’olivicoltura salentina compromessa dalla Xylella, mentre per gli altri 300 milioni previsti dalla legge sulle emergenze agricole abbiamo ribadito la nostra posizione: occorre ristorare le aziende ormai in ginocchio e favorire il ripristino delle capacità produttive per consentire a migliaia di olivicoltori di ricominciare a lavorare”.
Così ieri il presidente di Italia Olivicola, Gennaro Sicolo, al termine dell’incontro del tavolo della filiera olivicola convocato in mattina al ministero delle Politiche agricole.

Al momento si attendono dal Mipaaft dettagli sulla natura dell'atto ufficiale che consentirà il trasferimento di risorse sotto la regia dell'Autorità di gestione del Psr Puglia di questa prima tranche da 30 milioni. Mentre gli altri 300 milioni del Fsc stanziati dalla legge 44/2019 per le emergenze in agricoltura - 150 appostati sul 2020 ed altri 150 sul 2021 - entro il prossimo 20 luglio dovrebbe vedere la luce il decreto interministeriale per regolamentare la materia, che vede coinvolti i dicasteri dello Sviluppo economico, delle Politiche agricole e del Mezzogiorno.

“Sarà necessario pensare in Salento ad una olivicoltura sostenibile, mettendo sempre al centro le cultivar resistenti, Favolosa e Leccino, ed incentivando la ricerca di altre varietà italiane in grado di non soffrire questo maledetto batterio – ha continuato Sicolo -. Per gli ulivi secolari ci saranno, sempre attraverso la Misura 5.2, incentivi per gli innesti che potrebbero salvare un patrimonio paesaggistico unico ed inimitabile”.

“Sono state accolte le nostre istanze, finalmente gli olivicoltori salentini possono iniziare ad intravedere una luce di speranza dopo anni di buio ed abbandono”, ha proseguito il presidente di Italia Olivicola.

Durante l’incontro, i dirigenti del Mipaaft hanno illustrato ciò che sta emergendo dalle negoziazioni in corso sulla nuova Pac, con la proposta italiana di modifica degli aiuti settoriali per l’olio di oliva osteggiata dalla Spagna.

Le organizzazioni di produttori, infine, alla luce delle calamità che hanno falcidiato la produzione della campagna appena trascorsa, hanno dato il via libera alla bozza del Dm del Mipaaft sul cambio dei termini per il riconoscimento delle Op che non hanno rispettato i parametri richiesti.

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