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Nuova Pac e innovazione, come evitare di perdere risorse

A fronte di un taglio ai fondi Pac la Commissione aumenta quelli destinati all'innovazione. Ma per cogliere le nuove opportunità bisogna arrivare preparati

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Bruxelles ha destinato 10 miliardi all'innovazione in agricoltura
Fonte foto: © Andrey Popov - Fotolia

Le priorità dell'Unione europea sono cambiate. Se nel dopoguerra il sostegno al reddito delle aziende agricole era uno dei pilastri della politica comunitaria, nel corso dei decenni ha assunto sempre meno rilevanza. E con la Proposta di bilancio 2021-2027 Bruxelles ha deciso di tagliare del 5% i fondi destinati alla Politica agricola comune (oggi assorbono il 37% del bilancio Ue) per dirottarli verso altre priorità e per fare fronte alla diminuzione di fondi conseguenti alla Brexit.

Meno risorse per la Pac dunque, che per l'Italia dovrebbe tradursi in un calo da 4,2 a 3,6 miliardi di euro all'anno, ma più risorse per l'innovazione. Già, perché il programma Horizon 2020, che prenderà il nome di Horizon Europe (Orizzonte Europa), avrà una linea dedicata all'agricoltura che passerà da 6 a 10 miliardi di euro.

Dieci miliardi che, secondo la Commissione (ma la proposta è ancora al vaglio di Parlamento e Consiglio Ue), dovrebbero essere sfruttati per ottenere tre risultati:
  • Allargare l'uso dei Big Data in agricoltura
  • Assicurare la tracciabilità del cibo
  • Fornire migliori consigli scientifici sulla sicurezza alimentare.


Big Data

Il progresso tecnologico ci ha permesso di avere sensori efficienti e a basso costo che piano piano stanno entrando nelle nostre aziende agricole. Sensori sui trattori, che permettono la guida assistita. Sensori sulle macchine, per concimare ad esempio a rateo variabile. Sensori al suolo, per misurare l'umidità, e dunque irrigare solo se necessario. Ma anche sensori sulle vacche, per sapere se sono in salute e in calore.

Ogni sensore produce dati, moli enormi di dati, che possono essere utilizzati per ottimizzare le produzioni e renderle più sostenibili. Con i giusti sensori e l'adeguato supporto di analisi è possibile sapere se è il momento di trattare un coltura con un agrofarmaco o se bisogna irrigarla. Si può seminare a rateo variabile risparmiando seme o fare una concimazione di precisione, riducendo l'uso di fertilizzanti.

Insomma, l'idea delle ostituzioni Ue è di passare da un tipo di agricoltura sovvenzionata ad una agricoltura più redditizia e sostenibile tramite l'innovazione. Accedere alle risorse di Horizon Europe per avviare questo processo non è tuttavia così semplice.

Horizon finanzia la ricerca pura e quella applicata. I fondi europei sono dunque solitamente destinati a sviluppare tecnologie e in parte a finanziare il loro ingresso in azienda. Ma per accedervi la strada è in salita.

Ecco qualche consiglio:
  • Monitorare i bandi. Alle risorse di Horizon si accede partecipando ai bandi che di volta in volta vengono aperti. Bisogna dunque essere pronti a cogliere l'opportunità quando si presenta.
  • Sempre più europrogettazione. Scrivere i progetti per partecipare ai bandi è un lavoro, meglio affidarsi dunque ai consulenti, anche attraverso le associazioni di categoria.
  • In squadra è meglio. Solitamente i bandi Ue privilegiano i progetti che hanno al loro interno più partner provenienti da più paesi, meglio dunque fare squadra.
  • Pensare alla sostenibilità. Tutti i progetti che aumentano la sostenibilità delle produzioni hanno più chance di essere finanziati.
 

Tracciabilità

I consumatori sono sempre più attenti a come il cibo viene prodotto e le moderne tecnologie, come blockchain, possono aiutare a certificare la filiera che sta dietro ad un pollo o a una clementina. Blockchain trova la sua applicazione più nota nello scambio di criptovalute, come i bitcoin, ma può essere utilizzata anche per certificare, in maniera sicura, i vari passaggi della filiera.

L'applicazione più immediata della blockchain è il 'disaster recovery'. Quando un prodotto deve essere ritirato la sua provenienza può essere facilmente ricostruita e si può intervenire alla fonte del problema.

Oppure si può usare per monetizzare in fase di vendita gli alti standard di qualità del made in Italy. Un prodotto dalla filiera 'certificata' può spuntare un prezzo più alto sullo scaffale o a parità di prezzo essere scelto dal consumatore.

Horizon Europe finanzierà queste tipologie di progetti. Il problema di fondo è tuttavia sempre la qualità del dato di partenza, di cui abbiamo parlato in questi articoli relativamente a vino e olio.
 

Consigli scientifici

Il terzo obiettivo di Horizon Europe sarà quello di fornire consigli scientifici sui prodotti alimentari. Un punto che anche a Bruxelles ammettono è ancora da chiarire. Dovrebbero essere fondi destinati a fare comunicazione scientifica rivolta ad agricoltori e consumatori, ad esempio su temi controversi come gli Ogm o il glifosate.

Una fonte della Commissione, interpellata da AgroNotizie, riferisce che parte dei fondi dovrebbero essere utilizzati per incentivare il trasferimento tecnologico dai centri di ricerca pubblici e privati alle aziende agricole. Un fronte su cui l'Italia ha estremamente bisogno di lavorare per far entrare in campo le tante innovazioni che oggi sono chiuse nei cassetti dei laboratori.

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