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Export di olio verso la Ue a dazio zero, Tunisi chiede la proroga

L'ulteriore franchigia di 35mila tonnellate da esportare verso l'Ue era stata concessa in via eccezionale nel 2016 per sostenere il paese maghrebino. Da Bruxelles la levata di scudi degli europarlamentari italiani

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Il contingente tariffario temporaneo era stato utilizzato come aiuto all'economia tunisina dopo gli attentati terroristici dell'estate 2015
Fonte foto: © Ecopim Studio - Fotolia

Trova conferme ieri a Bruxelles il tentativo del governo della Tunisia di richiedere una proroga del Regolamento di esecuzione (Ue) 2016/605 della Commissione Ue adottato il 19 aprile 2016, con il quale si era concessa l’apertura e gestione di un contingente tariffario temporaneo di olio d'oliva originario della Tunisia da 35mila tonnellate anno, per il 2016 ed il 2017.
 

Le reazioni

"Siamo preoccupati della richiesta del Governo tunisino di rinnovare la concessione temporanea di contingenti d'esportazione di olio d'oliva a dazio zero verso l'Ue, oltre alle quantità tradizionalmente importate. A rischio è il futuro degli olivicoltori italiani, in particolare pugliesi, colpiti da drastici cali delle rese di produzione e dalla continua espansione del batterio della Xylella fastidiosa".

Con queste parole ieri, 4 giugno 2018, Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, e la collega Elena Gentile si sono fatti portavoce da Bruxelles delle preoccupazioni del settore italiano ed europeo, mentre il Capo delegazione Patrizia Toia, a nome dell'intero gruppo parlamentare PD, ha scritto in questo senso all'Alto Rappresentante dell'Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini.

De Castro e Gentile sottolineano che "le licenze di esportazione supplementari a dazio zero erano state accordate dall'Ue alla Tunisia nel 2016 e 2017 per un totale di 70mila tonnellate (ulteriori rispetto alle 56mila tonnellate l'anno concesse dal 1995 in via definitiva NdR), per favorire la stabilità politica dopo i gravissimi atti terroristici subiti da quel paese. Tuttavia quelle quantità sono state utilizzate solo nelle misura del 3,7%, senza portare vantaggio all'economia tunisina, ed è solo un caso fortuito che non abbia determinato gravi problemi nel sud dell'Europa".

"Attenzione però - mettono in guardia gli eurodeputati - le conseguenze negative potrebbero verificarsi invece quest'anno poiché si registrano già forti aumenti della produzione e dell'export di olio d'oliva dalla Tunisia verso l'Ue, ed in particolare verso l'Italia".

Il tema della proroga richiesta da Tunisi è stato sollevato dall'europarlamentare della Lega Nord Angelo Ciocca, che aveva sottolineato: “La proroga del provvedimento non sarebbe tecnicamente attuabile perché andrebbe in contrasto proprio con l’eccezionalità del contingente temporaneo a dazio zero ed inoltre non sono stati riscontrati vantaggi al mercato ed all'economia tunisina nei due anni nei quali il provvedimento è stato attivo”.
“Un eventuale rinnovo – aveva concluso Ciocca - potrebbe solo causare gravi danni al comparto produttivo dell'Europa mediterranea a causa del forte aumento delle esportazioni di olio proveniente dalla Tunisia”.
 

Contenuto e storia del Regolamento di esecuzione (Ue) 2016/605

Con il voto definitivo dell’aula del Parlamento europeo, il 10 marzo 2016 venne dato il definitivo via libera a quello che sarebbe diventato il Regolamento di esecuzione (Ue) 2016/605 della Commissione adottato il 19 aprile 2016 recante norme per l’apertura e gestione di un contingente tariffario temporaneo di olio d'oliva originario della Tunisia e che modifica il regolamento (CE) n. 1918/2006. Nella sostanza, si consentiva alla Tunisia di esportare in via straordinaria senza dazio verso i paesi Ue 35mila tonnellate anno di olio di oliva in più rispetto al contingente già definito e solo per gli anni 2016 e 2017, per complessive 70mila tonnellate.

Leggi anche: Olio tunisino, via libera dell'Europarlamento

Il voto parlamentare aveva fatto seguito all'accordo intervenuto al Consiglio europeo che aveva accolto le richieste del Parlamento di ulteriori garanzie per i produttori olivicoli e oleari europei con il voto favorevole anche dell'Italia. Queste includevano: una valutazione intermedia da parte della Commissione Ue, un impegno ad aggiornare la misura ove avesse danneggiato i produttori di olio di oliva comunitari, la clausola di rintracciabilità obbligatoria per garantire che tutto l'olio d'oliva nell'ambito del contingente sarebbe stato ottenuto interamente in Tunisia e trasportato direttamente da quel paese verso l’Ue.

Il testo approvato risultò però privo dell’ulteriore modifica proposta da Paolo De Castro, e suggerito da questi all’allora ministro per gli Affari esteri, Paolo Gentiloni, nel tentativo di raggiungere un accordo al Consiglio europeo: la concessione di licenze d’importazione verso la Ue mensili, da gennaio a settembre, quantificate in modo da evitare contraccolpi sui prezzi dell'olio comunitario. Lega Nord e Forza Italia il 10 marzo 2016 all'europarlamento votarono contro l'accordo raggiunto al Consiglio europeo.

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Fonte: AgroNotizie

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Tag: import/export export olio unione europea olivicoltura politica agricola

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