Macerata, accordo per raccolta smaltimento e recupero dei rifiuti agricoli

Riuniti nel protocollo d'intesa rappresentanti di Coldiretti, Confederazione agricoltori, Unione agricoltori, Copagri e Ordine provinciale dei medici veterinari

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Nelle foto, la firma del protocollo d’intesa la conferenza stampa che è seguita

E’ stato sottoscritto nella sede della Provincia di Macerata, un protocollo d’intesa per favorire la raccolta, lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti agricoli e, quale uno dei primi casi in Italia, anche i rifiuti di natura medico-veterinaria

Il presidente Antonio Pettinari, che ha riunito intorno al tavolo i rappresentanti di Coldiretti, Confederazione agricoltori, Unione agricoltori, Copagri e Ordine provinciale dei medici veterinari, ha ricordato come “l’impresa agricola, benché non produca rifiuti in misura maggiore di altre attività, è quella che più di altre trova difficoltà, sia nella fase di smaltimento, sia nell’affrontare le tante incombenze che le normative regionali, nazionali e comunitarie impongono a tutela delle salubrità”

In provincia di Macerata operano attualmente circa 6mila imprese agricole e circa 2.800 sono gli allevamenti che, grazie all’iniziativa della Provincia volta ad implementare e migliorare il servizio su tutto il territorio provinciale, trovano ora agevolazioni nell’espletare i vari adempimenti amministrativi connessi allo smaltimento dei rifiuti.

Ai singoli agricoltori e allevatori viene richiesta, senza alcun onere da parte loro, la sola sottoscrizione di un modulo di adesione al servizio presso uno dei centri di conferimento. La gestione dei rifiuti agricoli, infatti, viene effettuata presso specifici centri di conferimento fissi e mobili gestiti da cooperative agricole, Consorzi agrari, rivenditori di prodotti per agricoltura o altri gestori di centri di stoccaggio. Attualmente sul territorio della provincia di Macerata sono presenti 18 centri di conferimento che a loro volta sono convenzionati con i Consorzi obbligatori ai quali inviano periodicamente i rifiuti raccolti per il successivo smaltimento o recupero.

Sono una ventina le tipologie dei rifiuti che il protocollo d’intesa prevede, in particolare oli e filtri di motori agricoli, batterie esauste, pneumatici, contenitori vuoti di fitofarmaci e farmaci veterinari, materiale plastico e tubi in pvc per irrigazione, imballaggi e rifiuti di imballaggi, materiali ferrosi, oli e grassi vegetali esausti.

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