Magis tra tecnologia e sperimentazione

Intervista a Paolo Balsari, Dipartimento di Economia e ingegneria agraria forestale e ambientale (Deiafa) di Torino

Michela Lugli di Michela Lugli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

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Paolo Balsari, Dipartimento di Economia e ingegneria agraria forestale e ambientale di Torino

Qual è il ruolo dell'agricoltura di precisione nel contesto nazionale che rincorre l'orizzonte europeo proiettato verso le nuove direttive? E ancora, quale il suo grado di accessibilità soprattutto economica? E Magis come interviene?
Su questo - e su altro ancora - è intervenuto Paolo Balsari, del Dipartimento di Economia e ingegneria agraria forestale e ambientale (Deiafa) di Torino.

 

Una fotografia che rappresenti il livello di conoscenza e di gestione delle macchine, ma anche il grado di penetrazione dell'agricoltura di precisione nel tessuto rurale italiano, cosa mette a fuoco?

Dobbiamo innanzitutto distinguere il concetto di agricoltura di precisione da quello che è un livello medio di conoscenza che vogliamo raggiungere per quanto riguarda le macchine utili alla distribuzione in campo.
Oggi, abbiamo due direttive europee emanate di recente con cui è necessario confrontarsi. La 128che introduce ad un impiego sostenibile dei fitofarmaci riducendone i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull’ambiente, promuovendo il ricorso alla difesa integrata e a tecniche alternative “e la 127 - entrambe del 2009 -, relativa alle macchine utilizzate per la distribuzione e finalizzata a migliorarne lo stato. Per questo, tanto i costruttori dovranno adeguarsi a nuove norme facendo macchine sempre più rispettose dell'ambiente quanto l'usato dovrà essere periodicamente controllato per verificarne la rispondenza ai nuovi requisiti.

In Italia, sono circa seicentomila le macchine da controllare e, di queste, abbiamo stimato che quasi centocinquanta-duecento mila afferiscono al settore della viticoltura.
Va poi considerato un livello superiore, quello dei prototipi oggi realizzati o in fase di realizzazione e rivolti ad un'agricoltura di precisione. In questo campo, siamo sicuramente leader a livello costruttivo e di studi manca però la diffusione e l'informazione tra i fruitori.
Credo che Magis offra l'opportunità di applicare tecnologie moderne dimostrandone i risultati d'impiego in grandi aziende che fanno da cassa di risonanza presso le altre; in tal modo ne diffonde e promuove l'approccio e il successivo impiego più diffuso. Non si tratta di un passaggio semplice, in America ci sono voluti anni. Ma senza andare oltreoceano, pensiamo solo al tempo che ha richiesto la diffusione del pc nel comparto agricolo italiano; pian pianino ci riusciremo”.

 

L'agricoltura e, in questo caso, la viticoltura di precisione è la soluzione a tutti i mali?

Non è che con la viticoltura di precisione abbiamo risolto i problemi della difesa integrata; si tratta di una componente, una possibile soluzione per far fronte alle richieste del approccio integrato. Sicuramente, andando a distribuire in modo preciso i fattori della produzione, quindi essenzialmente i prodotti chimici ma anche le lavorazioni del terreno che possono avere un maggiore impatto sull'ambiente, riusciamo a ridurre il rischio ambientale”.

 

Un accenno ai prototipi in lavorazione?

"Partiremo quest'anno, a giorni ormai, con le concimazioni differenziate. C'è un accordo tra Kuhn e Magis per l'impiego di uno spandiconcime a rateo variabile, in aziende nelle quali negli anni precedenti è stata fatta una valutazione dello stato sanitario della pianta incentrato più che altro sulla vigoria. Andremo, quindi, a concimare in funzione di questa mappatura creata proprio per distribuire la giusta dose di concime su quelle piante che riteniamo possano dare una risposta produttiva importante.
Parallelamente, stiamo partendo con una macchina che ci consentirà di risparmiare nella distribuzione dei fitofarmaci, ritengo fino ad un quantitativo pari al 50-60% garantendo, inoltre, maggiore sicurezza ambientale".

 

E per quanto riguarda i costi?

"E' chiaro, le tecnologie costano ma se aspettiamo che qualcuno improvvisamente abbassi i costi, non si partirà mai. Pensiamo solo a quanto costavano qualche anno fa i pc e i palmari; se questo tipo di tecnologia si diffonderà, i costi si abbasseranno. Se al contrario ci fermiamo di fronte al fattore costo, è difficile che il meccanismo si inneschi e l'ingranaggio funzioni.
Magis è un trampolino di lancio
anche per le aziende che dispongono di scarsa disponibilità d'investimento. Godere del supporto di aziende che ci credono e vogliono promuovere il concetto, scegliendo la sperimentazione in aziende leader come elemento di divulgazione, può essere la strada vincente".

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