Multifunzionalità, un corso per i professionisti dell'agricoltura

Il Parco Scientifico Romano dell'Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata' ha attivato il corso 'Multifunzionalità in agricoltura' per dar vita ad un network nazionale di consulenti ed esperti del settore

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Multifunzionalità in agricoltura, corso di formazione

Formare figure professionali per lo sviluppo dell’azienda agricola multifunzionale. E' questo l'obiettivo del corso "Multifunzionalità in agricoltura" ideato e organizzato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata – Parco Scientifico in collaborazione con la Fondazione Diritti genetici, la Società per il Parco Scientifico Romano e l'Associazione Innovaroma e finanziato dal ministero del Lavoro e della Previdenza sociale. 
Da qui usciranno i futuri consulenti che supporteranno l’impresa nell’analisi, nella programmazione e nella gestione dei processi per la diversificazione delle attività per migliorare l’inserimento occupazionale.
Al corso, iniziato a settembre, hanno preso parte studenti provenienti da tutte le Regioni, dalla Calabria al Veneto, dalla Puglia alla Liguria. La classe è formata da 25 studenti (numero massimo previsto dal bando) che nelle fase d’aula hanno la possibilità di confrontarsi con docenti e focalizzare anche grazie alla loro collaborazione gli aspetti dell’agricoltura multifunzionale  approfonditae nella fase on the job.

Nella progettazione del corso sono stati coinvolti soggetti provenienti dalle maggiori organizzazioni e dagli enti più rappresentativi attivi nel settore agroalimentare: Inea, Wwf, Arsial Lazio, Arsia Toscana, Arusia Umbria, Isa - Istituto sviluppo agroalimentare, ministero delle politiche agricole e forestali, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Anci Res Tipica, Slow Fodd, Agriturist Nazionale, Federparchi, Crf, oltre poi l’università “Tor Vegata” e Fondazione Diritti genetici.
Il corso è stato pensato e implementato con lo scopo di dar vita ad un network, di cui gli studenti saranno parte integrante, che “funzioni” al di là e oltre la durata del percorso formativo con la convinzione che tutto il settore che gira intorno all’agricoltura sia in larga crescita e costituiscea uno dei punti di forza dell’economia italiana in un contesto in cui la qualità e la diversificazione diventano a livello europeo la risposta per esempio alla competizione industriale asiatica.
 
Gli stages
Dopo il periodo in aula di 250 ore i partecipanti al corso, 25 laureati con voto superiore a 100/110, stanno attivando progetti di analisi relativi agli aspetti della multifunzionalità in agricoltura per i quali dovranno relazionarsi con imprese ed enti che operano a vario titolo  nel settore agricolo. In termini di macrotematiche il corso ha suddiviso gli aspetti della multifunzionalità in: accoglienza, filiera corta, energie da fonti rinnovabili e biodiversità.

All’interno di ogni macrotematica  i partecipanti, con il supporto dei tutors del corso hanno individuano argomenti specifici da approfondire in collaborazione con gli enti selezionati.
La fase on the job prevede attività di progettazione che vedono coinvolti enti da tutta Italia, in linea con la eterogenea provenienza regionale degli studenti i quali, in parte hanno iniziato il percorso formativo con una chiara idea sul settore specifico da approfondire, in parte hanno individuato e sviluppato il loro interesse grazie alle interazioni con i docenti che hanno partecipato al corso e con i quali in alcuni casi hanno continuato una collaborazione anche nella fase di stage.
Sin dall’inizio il corso è stato impostato con il fine preciso di costituire una rete tra gli studenti, i docenti e tutti i soggetti che a vario titolo operano nel settore dell’agroalimentare.

Il corso non è stato pensato e impostato come uno strumento di formazione “dall’alto” e con semplici destinatari di informazioni e testimonianze, ma l’idea di base è stata quella di creare un network a livello nazionale destinato ad allargarsi quanto più possibile su un settore che in Italia è non è ancora sufficientemente sviluppato nonostante la strategia di Lisbona abbia indicato quale modello agricolo europeo, quello di una agricoltura multifunzionale, che garantisce non soltanto la produzione di beni, ma anche tutta una serie di altre funzioni, che vanno dalla tutela del territorio, all’ambiente, alla difesa di un tessuto socio-economico vitale che mantiene un paesaggio, una certa cultura.

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