Flies4Feed, la multifunzionalità per produrre a basso costo proteine ad uso zootecnico

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Un modello di filiera che produce farina da insetto utilizzando scarti agroindustriali in aziende agricole dotate di impianto di biogas
Fonte foto: Agronotizie

Si chiamano bugs farm e sono aziende agricole che allevano insetti per produrre proteine per la mangimistica, e che potrebbero aiutare a ridurre la dipendenza dall'importazione di materia prima sempre più costosa dall'estero (per fare un esempio l'Ue importa soia per 6 miliardi di euro) e aumentare la multifunzionalità delle aziende.

Alla creazione di un modello di filiera italiana delle proteine per uso zootecnico sta lavorando Flies4Feed, finanziato dal Psr della Regione Emilia Romagna.

Già nel 2017 l'Unione Europa aveva aperto all'utilizzo delle farine di insetti in acquacoltura e per i volatili da compagnia e nel 2021 l'autorizzazione è stata estesa all'alimentazione di suini e avicoli.

Il vantaggio degli insetti è che crescono velocemente e tra le specie già approvate dall'Ue, quella più promettente è la mosca soldato (Hermetia illucens), utilizzata da Flies4Feed.

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Larve di mosca soldato (Hermetia illucens)
(Fonte foto: Crpa)

 

Il progetto, entrato nel secondo anno di attività, sta realizzando un modello di filiera in grado di avere un reale sviluppo commerciale per la produzione di farina da insetto a basso costo e sostenibile utilizzando scarti agroindustriali come substrato per la crescita. Le tecnologie per l'allevamento della mosca soldato vengono applicate in aziende agricole dotate di impianto di biogas, allo scopo di utilizzare i cascami termici per mantenere la temperatura adatta allo sviluppo degli insetti.

In pratica, la nuova filiera vuole sviluppare completamente il concetto di economia circolare, con il recupero pressoché totale di materia (sottoprodotti agroindustriali) e di energia (cascami termici), mentre l'uso del residuo post allevamento come ammendante nei suoli potrà arricchirli in sostanza organica portando indirettamente alla mitigazione dell'effetto serra.

All'interno del progetto, oltre al Centro di Ricerca Produzioni Animali (Crpa) e all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore), ci sono tutti gli anelli necessari allo sviluppo della filiera dimostrativa: l'azienda agricola Energy 3 dotata di impianto di biogas per la produzione, lavorazione e conservazione della farina proteica di insetto, Progeo per la trasformazione in mangime e lo stoccaggio, Italmix per il confezionamento e la commercializzazione, l'azienda agricola I Giardini dell'Acqua che alleva salmonidi e trote e l'azienda Ca’d’Gianant specializzata nella produzione di trote.

Nel corso della prima annualità del progetto, Unimore ha valutato le prestazioni di sviluppo delle larve di mosca soldato su diversi scarti della filiera molitoria testati singolarmente: farinetta di mais, crusca, cruschello, farinaccio di grano tenero e farinaccio di grano duro.

Dato che i substrati utilizzati erano eccessivamente secchi per consentire lo sviluppo larvale è stato necessario aggiungere una frazione liquida. In un primo momento è stata utilizzata acqua, che successivamente è stata sostituita da digestato ottenuto dalla produzione di biogas, per valutarne l'efficacia in vista di un potenziale utilizzo visto anche il suo buon contenuto in nutrienti.

I migliori tassi di conversione del substrato sono stati registrati per farinetta di mais e farinaccio di grano tenero e, in tutti i casi, le performance migliori si sono ottenute utilizzando il digestato come frazione liquida. 

Il Crpa, da parte sua, ha analizzato l'idoneità dei sottoprodotti utilizzati come substrato a produrre convenientemente biogas. In particolare, è stata analizzata la quantità di solidi totali, solidi volatili, azoto totale, azoto ammoniacale, fosforo, potassio, fibre e lipidi e valutato il potenziale biochimico di produzione di metano (Bmp).

Tutte le miscele presentano una ripartizione della componente fibrosa (cellulosa, emicellulosa e lignina) molto simile, adatta allo scopo energetico, mentre sono state riscontrate alcune differenze nella concentrazione di azoto e fosforo. Questa variabile non è rilevante dal punto di vista della produzione energetica, ma rimane da indagare se può esserlo dal punto di vista nutrizionale e della crescita delle larve.

A conclusione delle attività, che possono essere seguite sul sito di progetto, l'innovazione di Flies4Feed sarà un prototipo di bugs farm scalabile e replicabile da altre aziende dotate di impianto di biogas.

Per maggiori informazioni sul Flies4Feed visita la pagina dedicata al progetto o scrivi al contatto: flies4feed@crpa.it

 

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