Quelli che la zootecnia di precisione…

Visita all'azienda Ambrosini di Casale Cremasco (Cr) dove oggi sono in funzione diverse tipologie di sensori "a bordo dell'animale". Un aiuto prezioso anche quando si è a migliaia di chilometri di distanza

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Igor, Alfio e Fabrizio Ambrosini e Christopher Ferri

"La scorsa estate ero seduto all'interno del Delta Sky Club di Atlanta in attesa del volo aereo, e sul cellulare ho ricevuto un sms con il numero identificativo di una vacca che di lì a poco avrebbe partorito nella nostra azienda di Casale Cremasco, dall'altra parte del mondo. Ho postato la fotografia della schermata su Instagram e ho chiesto ai miei cugini che andassero in stalla a dare un'occhiata".

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Proprio così, quello che alla generazione dei nostri genitori poteva sembrare un sogno, oggi è realtà. E chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le nuove tecnologie e con i dispositivi della zootecnia digitale, può sperimentare un modo diverso, sicuramente più comodo ma anche più efficiente e preciso di allevare il bestiame.

Il sistema invia le notifiche direttamente sullo smartphone. La scorsa estate Christopher Ferri era negli Stati Uniti e da lì ha indicato ai cugini quali vacche andare a controllare nella stalla di Casale Cremasco
Il sistema invia le notifiche direttamente sullo smartphone. La scorsa estate Christopher Ferri era negli Stati Uniti e da lì ha indicato ai cugini quali vacche andare a controllare nella stalla di Casale Cremasco

Eccoci ad esempio nell'azienda Ambrosini (500 vacche in mungitura) che i fratelli Igor, Alfio e Fabrizio Ambrosini conducono insieme al cugino Christopher Ferri. È proprio lui, il più giovane dei quattro (24 anni), che la scorsa estate si trovava negli Stati Uniti. "Ci vado tutti gli anni per seguire la Summer School della Cornell University - spiega Christopher, laureando in Scienze delle produzioni animali con una tesi proprio sulla raccolta e sulla gestione dei dati aziendali - ed è negli Usa, e più precisamente al Miner Institute, che nel 2017 ho potuto vedere all'opera i collari che poi, d'accordo con i miei cugini, abbiamo acquistato e che da più di un anno a questa parte utilizziamo sulle bovine adulte".

Bovini con il collare


Giovani e tecnologici

Piccolo passo indietro: prima di acquistare i sensori a collare cui fa riferimento Christopher, che per ogni singolo animale monitorano attività motoria, ruminazione, il tempo di ingestione e un eventuale affanno respiratorio, i quattro giovani allevatori cremaschi avevano già preso confidenza con gli attivometri per il rilievo dei calori, applicati alle manze da fecondare (che sono allevate con il resto della rimonta in una stalla a parte).

I collari sono applicati all'intero effettivo di vacche in lattazione
I collari sono applicati all'intero effettivo di vacche in lattazione

E in azienda ci sono pure i sopracitati sensori per il rilievo del parto: applicati alla base della coda dei soggetti in pre-parto, sono in grado di allertare l'allevatore 40-120 minuti prima della nascita del vitello.

Il gruppo del pre-parto. Nell'imminenza del parto, sulla base della coda delle bovine viene applicato il sensore che misura le contrazioni della muscolatura uterina e allerta l'allevatore 40-120 minuti prima del parto
Il gruppo del pre-parto. Nell'imminenza del parto, sulla base della coda delle bovine viene applicato il sensore che misura le contrazioni della muscolatura uterina e allerta l'allevatore 40-120 minuti prima del parto

Va poi ricordato che nell'azienda Ambrosini (stalla delle vacche adulte) dalla scorsa estate è in funzione anche il nuovo impianto di raffrescamento: anch'esso invia i suoi segnali sullo smartphone e può essere controllato da remoto. Non mancano le sinergie: se ad esempio i sensori a collare rilevano un gruppo di vacche in iperventilazione (segno di stress da caldo) è possibile potenziare il raffrescamento di quell'area.

Nel 2018 il sistema di raffrescamento della stalla è stato rinnovato e nel 2019 verranno montati i sensori che impediscono l'azionamento delle docce in assenza degli animali. Tra i vantaggi il risparmio idrico e la minor diluizione delle deiezioni che alimentano l'impianto di biogas
Nel 2018 il sistema di raffrescamento della stalla è stato rinnovato e nel 2019 verranno montati i sensori che impediscono l'azionamento delle docce in assenza degli animali. Tra i vantaggi il risparmio idrico e la minor diluizione delle deiezioni che alimentano l'impianto di biogas

Entriamo nell'ufficio aziendale per dare un'occhiata al computer su cui è installato il programma dei sensori applicati alle vacche adulte, che colloquia con il programma gestionale (Dairy Comp).

Sul pc viene visualizzato l'elenco delle bovine da fecondare e i soggetti da controllare per via di un indice di salute basso e della scarsa attività ruminativa. Il dato può venire incrociato con quello sulla performance produttiva
Sul pc viene visualizzato l'elenco delle bovine da fecondare e i soggetti da controllare per via di un indice di salute basso e della scarsa attività ruminativa. Il dato può venire incrociato con quello sulla performance produttiva

Ecco il report sulle bovine da fecondare ("Se ne occupa Igor", avverte Christopher) e quello sui capi da controllare. "Questo è compito mio, - dice - e funziona così: ogni mattina consulto la lista dei soggetti che hanno l'indice salute più basso e poi verifico se le stesse bovine hanno anche un numero di atti ruminativi inferiore alla media di stalla. E se ho ancora delle perplessità, posso sempre incrociare questi dati con quelli della produzione giornaliera. Dopodiché vado in stalla a vedere le vacche sospette".

Le vacche dell'azienda Ambrosini hanno una media di 520 atti ruminativi al giorno
Le vacche dell'azienda Ambrosini hanno una media di 520 atti ruminativi al giorno


Vantaggi concreti

E quando gli chiediamo di fare un suo primo bilancio sui sensori, Chistopher non ha esitazioni: "Occorre fidarsi del sistema e fare quello che dice. Ma non ci sono errori: non c'è stata volta in cui le bovine segnalate dal sistema non abbiano mostrato segni di chetosi, febbre, metrite o altre patologie".

Occorre considerare che in un'azienda come quella della famiglia Ambrosini (1.200 capi totale, di cui oltre 500 bovine adulte), l'investimento è stato significativo (tra le diverse tipologie di sensori, sono stati 700 i dispositivi acquistati), ma ne hanno beneficiato lo stato di salute e di benessere della mandria.

Il gruppo del post-parto. L'indice salute è uno strumento affidabile per individuare i soggetti a rischio
Il gruppo del post-parto. L'indice salute è uno strumento affidabile per individuare i soggetti a rischio

E la fertilità: nel 2018 il Pr medio annuale è stato del 24-25%, mentre oggi è più alto, intorno al 26-28%. E nel 2018, complice il nuovo sistema di cooling della stalla, durante l'estate la produzione lattea non ha registrato flessioni, mantenendosi sempre su livelli elevati (nel corso dell'anno la media è sempre stata superiore ai 40 chilogrammi per vacca). C'è poi da dire che siamo soltanto al primo anno, e che i collari per l'attività motoria, la ruminazione, il tempo di ingestione e l'attività respiratoria hanno una durata garantita di sette anni.

"L'occhio dell'allevatore - conclude Christopher - è sempre fondamentale. Ma i collari anticipano l'occhio". E non hanno problemi di miopia.


In stalla con...

Società agricola Vittorio, Bruno e Gianfranco Ambrosini
Via Minore 3 - Vidolasco, Casale Cremasco (Cr)
In stalla: 500 vacche in lattazione (razza Frisona)
Produzioni medie (controllo di gennaio): 41 chilogrammi al 4,08% di grasso e al 3,40% di proteina; cellule somatiche sotto alle 110mila unità/ml Performance riproduttive: Pr medio annuale (2018) 24-25%
Destinazione del latte: alimentare (Sterilgarda)
Altre produzioni: energia da impianto di biogas alimentato a sole deiezioni (250 kWh) e da impianto fotovoltaico su tetto (200 kWh)

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di Alessandro Amadei

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Allevatori Top

Autore:

Tag: allevamento giovani bovini tecnologia zootecnia zootecnia di precisione ruminanti

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