Fragola, la Basilicata punta sulle piante fresche

Mentre in Italia calano le superfici coltivate, i produttori lucani puntano su qualità e novità

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

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Fonte foto: plantgest

La campagna fragolicola italiana ha aperto i battenti grazie alle coltivazioni precoci delle aree meridionali.

Attualmente la produzione mondiale di fragole è di circa 2,5 milioni di tonnellate e l'Italia con 130.000 tonnellate è uno dei principali produttori. Stando però agli ultimi dati pubblicati dal CSO di Ferrara il nostro Paese risulta in calo del 7% rispetto al 2009 attestandosi su una superficie coltivata di 3.500 ettari. Circa l'80% della superficie è in coltura protetta mentre il restante 20% in pieno campo.

Il calo di superfici deriva con tutta probabilità dall'andamento negativo del mercato lo scorso anno con prezzi che non hanno portato grandi soddisfazioni ai produttori. I principali bacini produttivi rimangono nell'ordine: Campania, Veneto, Basilicata, Emilia-Romagna, Sicilia e Calabria.

Tra i paesi del Sud Italia la Basilicata ha avuto da sempre una rilevante importanza economica in questo settore, favorita dalla manodopera a basso costo, disponibilità di nuove aree irrigue e condizioni climatiche favorevoli. Dopo alcuni anni di andamento altalenante in termini di superficie coltivata, per il 2010 si è riscontrata una certa stabilità di crescita produttiva con valori pari a 450 ettari (rispetto ai 460 ettari del 2009). Tale inversione è riconducibile all'introduzione in modo massiccio (90%) delle piante fresche e cima radicata a discapito di quelle frigo-conservate (10%). Le varietà più utilizzate nelle piante fresche sono Candonga® Sabrosa*Ventana* e Camarosa*, mentre per le piante frigo-conservate Candonga® Sabrosa*Siba* e Amiga*.

Le piante fresche permettono di ottenere interessanti risultati produttivi e commerciali. I principali vantaggi del loro utilizzo sono:
• Un anticipo della produzione;
• Minore durata del ciclo della pianta per trapianto più tardivo;
• Migliore qualità dei frutti;
• Riduzione manodopera e riduzione dei costi;
• Migliore gestione degli impieghi di manodopera;
• Possibilità di moltiplicare le piante nell'areale.

Va comunque messo in evidenza come l'uso di queste piante determini anche alcuni effetti negativi, soprattutto in presenza di andamenti stagionali poco favorevoli associati ad un comportamento vegeto-produttivo anomalo. In questi casi le piante possono presentare danni a livello quantitativo e qualitativo.

Una regione in evoluzione varietale
La Basilicata ha dunque sfruttato lo sviluppo e la diffusione di nuove varietà che si adattano meglio alle condizioni climatiche ed ambientali del territorio e che permettono un migliore sfruttamento delle risorse economiche ed agricole oltre ad una sostanziale riduzione dei rischi.

La principale varietà coltivata è rappresentata da Candonga® Sabrosa* (79%) seguita da Ventana* (6,6%), Camarosa* (3,8%), Amiga (2,2%) e Siba (2,0%). Il passaggio da Camarosa a Candonga ha portato a valorizzare un prodotto di notevole valore per il territorio lucano. Si è potuto così puntare sia su aspetti quantitativi di tutto rispetto sia sulla qualità: il valore aggiunto per il consumatore e per il mercato. E' proprio la qualità il punto di forza della fragolicoltura italiana dei prossimi anni, sempre più orientata a soddisfare il gusto del consumatore.

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