Fabbricanti di mezzi tecnici: come avviene l'ispezione Reach

Corretta gestione delle schede di sicurezza: Image Line ha preparato un decalogo con le regole da rispettare da parte di tutti i componenti della catena di approvvigionamento

Ivano Valmori di Ivano Valmori

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Come avviene e come va affrontata una visita ispettiva: gli argomenti al centro dell'incontro 'L’ispezione Reach ai fabbricanti di mezzi tecnici in agricoltura'

Sono già 45 le aziende produttrici di mezzi tecnici per agricoltura che impiegano SDS OnDemand per fornire etichette, schede di sicurezza e comunicazioni obbligatorie agli oltre 19.000 punti vendita che forniscono agrofarmaci, fertilizzanti, ausiliari, trappole, combinati e altri prodotti agli agricoltori.
 
SDS OnDemand: i numeri

Tutta la catena di approvvigionamento risulta corresponsabile della corretta fornitura di questi documenti che stanno alla base dell’impiego in sicurezza di questi prodotti e tutta la catena di approvvigionamento (fabbricante, importatore, refiller, rebrander, confezionatore, distributore, utilizzatore professionale) ha le proprie responsabilità ed è soggetto a controlli e sanzioni da parte delle autorità preposte. 
Dopo agrofarmaci, corroboranti e biocidi, nel “Piano nazionale dei controlli sui prodotti chimici” dal 2019 compaiono anche i fertilizzanti (compresi ammendanti, correttivi e biostimolanti). 

Complessivamente le visite ispettive svolte annualmente sono diverse centinaia e interessano fabbricanti, importatori, distributori e utilizzatori a valle di tutte le regioni italiane.
 
SDS OnDemand: ruoli delle imprese controllate
I dati relativi alle ispezioni svolte nel 2017
(Clicca sull'immagine per vederla più in grande)

Con l’obiettivo di fare chiarezza su come avviene una visita ispettiva e quali sono gli adempimenti a cui devono sottostare le aziende produttrici di mezzi tecnici in agricoltura, Image Line ha organizzato a Milano l’incontro sul tema “L’ispezione Reach ai fabbricanti di mezzi tecnici in agricoltura”.
 

Cosa dice la legge

La complessa normativa, ampiamente dettagliata dalla relazione di Chiara Pozzi di Federchimica, prevede una serie di adempimenti che sono stati “distillati” in un decalogo di regole pratiche da rispettare da parte di tutti i componenti della catena di approvvigionamento.

Scarica il decalogo in pdf

Di particolare interesse l’approfondimento sulle sette domande poste agli Ispettori per comprendere come avviene e come va affrontata una visita ispettiva.
Per ogni domanda è stata svolta una interpretazione normativa a cura di Giovanna Landi di Landilex, sono state esaminate le risposte preventivamente fornite da chi svolge l’ispezione ed è stato svolto un approfondimento con i partecipanti all’incontro.
 

Le 7 domande a cui si è dato risposta

  1. Cosa viene verificato in sede di ispezione ai fabbricanti con riferimento alle modalità di invio e di ricezione delle SDS lungo la catena di approvvigionamento?
  2. Quali sono i soggetti presso cui è possibile verificare l’avvenuto invio e ricezione delle SDS? Effettuate verifiche incrociate tra fornitore di prodotti/sostanze e utenti a valle?
  3. Come viene verificato in sede di ispezione che l’utente a valle riceva gli aggiornamenti delle SDS e cosa può garantire la prova soddisfacente di ricezione (es. Pec, ricevuta del fax, ricevuta della raccomandata, ricevute di consegna, ecc.)?
  4. Come viene verificato l’obbligo di trasmissione degli aggiornamenti della SDS a tutti gli utenti a valle che hanno acquistato il prodotto/sostanza nel corso dei 12 mesi precedenti?
  5. Per i preparati previsti dall’articolo 32 del Reach (esenti da SDS) valgono le stesse regole modalità di fornitura e aggiornamento delle schede informative?
  6. Qual è il livello di conformità alla normativa e di conoscenza in materia di trasmissione di SDS delle imprese chimiche (e dei relativi clienti) in Italia?
  7. Cosa può fare un utilizzatore a valle che non riceve le SDS dal suo fornitore? In caso di mancato invio di SDS quali e quanti soggetti possono essere sanzionati? Come valutate i comportamenti dei singoli soggetti (es. l’utente a valle ha richiesto le SDS ma non le ha mai ricevute, il fornitore dice di averle spedite ma l’utente a valle non le ha mai ricevute ecc.)?
 

Cosa è emerso…

L’incontro ha avuto una durata di alcune ore ed è impossibile riportare in un articolo tutte le considerazioni e gli approfondimenti emersi.

Vediamo solo tre aspetti fondamentali:
  • Tutti i partecipanti alla catena di approvvigionamento sono “corresponsabili” affinché le schede di sicurezza (per i preparati pericolosi) e le informazioni di sicurezza (per tutti gli altri preparati) siano nella tempestiva disponibilità dell’utilizzatore professionale al primo acquisto e per i 12 messi successivi. Se l’informazione non viene trovata presso l’utilizzatore finale o viene trovata con versione diversa rispetto quella aggiornata, viene sanzionata quella parte di catena che non ha funzionato (normalmente l’utilizzatore finale e il distributore…) 
  • Le schede e le informazioni di sicurezza, le etichette e le comunicazioni obbligatorie vengono normalmente correttamente fornite e aggiornate dai fabbricanti e dagli importatori fino ai distributori (SDS OnDemand svolge un ottimo servizio in tal senso…); manca invece la piena consapevolezza da parte di molti distributori della necessità di fornire queste informazioni a valle (in particolare agli utilizzatori professionali). Per questo molto spesso gli agricoltori sottoposti a controllo non hanno i documenti aggiornati e vengono sanzionati assieme ai distributori inadempienti;
  • Mancano i documenti di valutazione dei rischi (DVR) e le relative azioni correttive in buona parte della catena di approvvigionamento, specialmente a valle (distributori e utilizzatori finali).

In pratica c’è ancora molto da fare… ma siamo sulla buona strada!
 

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