Vallagarina, viticoltori a raccolta per il bilancio dell'annata

Riflettori puntati sull'andamento climatico e fitosanitario in viticoltura. L'incontro tecnico è stato organizzato dallo Iasma

Francesca Bilancieri di Francesca Bilancieri

Questo articolo è stato pubblicato oltre 10 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

vallagarina-iasma-incontro-tecnico-viticoltura-annata-2009.jpg

Un momento dell'incontro tecnico viticolo

Oltre 200 viticoltori hanno partecipato mercoledì 16 dicembre 2009, presso il Polo tecnologico di Rovereto, all'incontro tecnico viticolo organizzato dall'Istituto Agrario di San Michele all'Adige

Tecnici e tecnologi del Centro Trasferimento Tecnologico hanno fatto il punto sull'andamento climatico e fitosanitario in viticoltura e sui risultati ottenuti dal monitoraggio del territorio. Riflettori puntati sui vecchi e nuovi principi attivi contro la malattia della peronospora e sull'importanza della tecnica di applicazione nella difesa della vite e dei nuovi insetti "minatori". Altri argomenti affrontati sono stati la condizionalità in viticoltura, le alternative meccaniche al diserbo dei filari e la gestione del terreno tra i filari.

"Giallumi" e "mal dell'esca" in calo
Il tecnico Flavio Mattedi ha spiegato che il 2009 è stato un anno positivo, con risultati agronomici interessanti. Nei circa diecimila ettari di vigneto trentino, sono stati prodotti 1.300 mila quintali, quantitativo pressoché simile al 2004 e con un leggero aumento rispetto all'anno scorso. Il livello qualitativo si può definire più che soddisfacente con uve sane, esenti da marciumi e al giusto grado di maturazione. Come per gli anni scorsi, l'Istituto Agrario ha proseguito l'attività di monitoraggio del territorio per quanto riguarda i giallumi (legno nero e flavescenza dorata) e il mal dell'esca. Dai dati raccolti emerge che la presenza di tali malattie è in leggero calo rispetto alle annate scorse.

Allo studio un nuovo insetto "minatore" della vite
Questi insetti sono chiamati così perché creano dei fori nelle foglie della vite. Le specie attualmente segnalate sono tre: Holocacista rivillei, Phyllocnistis vitegenella e recentemente Antispila sp. Quest'ultima specie - ha spiegato Mario Baldessari - è stata rinvenuta e descritta nel 2007 per la prima volta per l'Italia e l'Europa in Valsugana dai tecnici dell'Istituto Agrario di San Michele. Sebbene siano considerati insetti "minori", in talune aree viticole si sono manifestate recentemente pullulazioni anche molto intense. L'Istituto Agrario sta valutando la dannosità di questi insetti e cercando misure per il contenimento.

Quando la condizionalità diventa opportunità
A seguito della riforma del settore vitivinicolo (OCM vino) e della politica agricola comune anche le superfici vitate, a partire dal primo gennaio 2009, sono entrate in condizionalità. Michela Dalpiaz ha spiegato quali sono i vincoli di condizionalità sull'intera azienda che si attuano mediante il rispetto della nuova norma di mantenimento dei vigneti in buone condizioni vegetative, al fine di assicurare un livello minimo di salvaguardia dei terreni ed evitare il deterioramento degli habitat e l'abbandono.

Annata tranquilla per la peronospora
Marco Delaiti ha spiegato che per quanto riguarda le problematiche dei funghi ed in particolare la difesa antiperonosporica l'annata appena trascorsa è risultata relativamente tranquilla, senza grandi problemi. Non cosi è stata l'annata 2008, che rimarrà alla storia come l'annata della peronospora.

La meccanica nei vigneti, buona alternativa alla chimica
Matteo Secchi e Roberto Zanzotti hanno spiegato che le lavorazioni meccaniche possono essere considerate una buona alternativa al diserbo chimico per il controllo delle malerbe sul filare e hanno esposto vantaggi e svantaggi di tale tecnica e le caratteristiche delle macchine maggiormente diffuse tra le varie tipologie in commercio.

Per un'efficace distribuzione degli agrofarmaci
Daniel Bondesan ha evidenziato che per massimizzare i risultati di un trattamento fitosanitario e far esplicare all'agrofarmaco la massima efficacia è importante distribuire la miscela in maniera omogenea sui diversi organi della pianta. Diventa essenziale saper scegliere i parametri di lavoro (pressione d'esercizio, volume d'irrorazione, quantità di aria e velocità di avanzamento) anche in relazione della forma di allevamento e della massa vegetale da bagnare.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Iasma - Istituto agrario S.Michele all'Adige

Autore:

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 234.571 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner