Agromeccanica, Italia Cenerentola d'Europa

Federunacoma ha presentato a Fieragricola (Verona) la situazione di mercato della meccanizzazione. In un contesto di generale ripresa, l'Italia resta indietro, orfana di decisioni politiche

Michela Lugli di Michela Lugli

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Verona, da sinistra: Guidalberto Di Canossa, vicepresidente Veronafiere e Massimo Goldoni, presidente FederUnacoma
Fonte foto: Agronotizie

Il mercato delle macchine è stagnante. O meglio, lo è quello italiano, fermo nelle sabbie mobili della crisi economica. Mentre i mercati esteri, europei e mondiali, stanno piano piano rialzando la testa e sono pronti a uscire dal pantano.

Si tratta del concetto chiave espresso da Massimo Goldoni, presidente di FederUnacomadurante la conferenza stampa di settore che si è svolta a Fieragricola.
Stando ai dati diffusi a novembre 2013 da Agrievolution  - Associazione che riunisce i costruttori di macchine agricole dei maggiori Paesi produttori -, il valore della produzione mondiale del comparto agromeccanico nel 2013 sarebbe superiore a 126 miliardi di dollari, pari a 96 miliardi di euro, globalmente in crescita di 7 punti percentuali.

In tale contesto, crescono il mercato statunitense con 200mila unità immatricolate (+ 9 punti per cento), quello brasiliano che con 65mila unità (+ 17 per cento), mentre la Turchia con un +2 per cento porta a 51mila le trattrici immatricolate; il Giappone che segna un + 15 per cento con 55 mila unità, ma soprattutto cresce l'India che con 620 mila trattrici vendute, fa un balzo di 16 punti percentuali confermandosi primo mercato a livello mondiale.

Italia vs Europa
Nel mercato europeo - che nel 2013 cresce del 2 per cento con 158mila macchine - l'Italia resta a guardare e confida nell'export.
Secondo dati Istat aggiornati a ottobre 2013, il valore della produzione italiana è sceso dagli 8,2 miliardi del 2008 ai 6,3 miliardi; guadagna 5 punti sul mercato dell'export, avvicinandosi alle stime che per il 2013 ipotizzano un valore della produzione di 7,7 miliardi.
Se guardiamo il dato relativo alle immatricolazioni elaborato da Federunacoma sulla base delle elaborazioni del ministero dei Trasporti, si assiste ad un calo per le trattrici dell'1,7 per cento, sufficiente a far precipitare ulteriormente il dato già negativo del 2012 (19.343 trattrici immatricolate ), a 19.017 unità per il 2013. 
Non rappresenta un segnale di ripresa, né una luce in fondo al tunnel della crisi, il recupero dell'ultima frazione dell'anno che ha portato, a dispetto di previsioni ancora più negative, il dato a quota 19.017.
L'aggiornamento dal primo gennaio 2014 degli step di adeguamento delle motorizzazioni alla normativa sulle emissioni in atmosfera, starebbe infatti, alla base della scelta operata dalle case costruttrici di immatricolare in chiusura d'anno le macchine conformi alla precedente Fase III.
La perdita di competitività non si limita alle trattrici ma è allargata alle motoagricole e ai rimorchi. Si salvano solo le mietitrebbiatrici che con 443 macchine - prima della crisi erano 600-700 le unità vendute all'anno -, chiudono il 2013 in positivo con un + 13,9 per cento.

Come sottolineato dal Cema, il Comitato dei costruttori europei, l'immobilità italiana spicca rispetto vivacità dei vicini mercati tedesco e francese, dove le immatricolazioni crescono segnando un + 10 per cento in Francia (42.609 trattrici immatricolate) e un +27 per cento in Germania (36.248). 

Un contesto complicato per una ripresa lontana
"Siamo di nuovo senza ministro" è il commento di Massimo Goldoni che rimarca come in nove anni circa di incarico all'interno di Federunacoma, si appresti nei prossimi giorni ad incontrare il decimo esponente del dicastero preposto all'agricoltura, il presidente Enrico Letta ministro ad interim
"Prospetteremo a Letta le esigenze e le problematiche del nostro settore - ha proseguito Goldoni -, con la volontà di comunicare alla parte 'strutturale' del ministero che conosce bene la dinamica del settore. Da un anno - ha proseguito - giace sul tavolo del ministero una proposta che abbiamo strutturato con l'Abi, l'Associazione bancaria italiana, per ottimizzare lo sfruttamento dei fondi Psr. Non abbiamo mai ricevuto risposta. Non chiediamo ma strumenti di lavoro che ci permettano di cogliere le opportunità eurupee e che troppo spesso non vengono sfruttate per incapacità o eccessiva burocraziaDobbiamo fare di tutto per avere una strategia politica mirata; servono scelte politiche capaci di fornire sostegno al nostro sistema agricolo che fino ad oggi è riuscito a resistere ma adesso ha bisogno di strumenti per compiere uno sforzo e risollevarsi".
"E' indispensabile - ha concluso - che agricoltura e industria comunichino tra loro; la tecnologia italiana è riconosciuta e richiesta nel mondo ma noi dobbiamo avere la possibilità di intercettare questa richiesta".

Una richiesta quella di strumenti, da allargare anche alle imprese agromeccaniche, il cui ruolo nel sistema economico è determinante per la maggiore capacità d'investimento in tecnologie e macchinari che le caratterizza.
Dai dati estrapolati da un'indagine Nomisma e relativi al 2010, si evince che oltre il 33 per cento delle aziende agricole fa ricorso strutturale ai servizi offerti dalle imprese agromeccaniche.
Una percentuale che ha subito un forte incremento negli ultimi dieci anni, confermando il ruolo crescente delle imprese agromeccaniche nel mondo agricolo.

Revisione, nodo da sciogliere
Tra gli aspetti spinosi toccati durante la conferenza stampa da, il processo di adeguamento alla procedura di revisione anche per le macchine agricole, che vede protagonista il nostro Paese da ormai troppo tempo e che ancora una volta, ha mancato la scadenza, spostando tutto a gennaio del prossimo anno.

"La sicurezza è un fattore imprescindibile. Crediamo si possa, e ci stiamo riuscendo - ha spiegato il presidente Federunacoma, che fa parte del gruppo di lavoro costituito presso Enama con il compito di elaborare il documento tecnico utile alla definizione dei decreti attuativi - a dar vita a una proposta accettabile che operi a beneficio degli agricoltori. Detto questo, vanno trovate le risorse economiche. Il Psr non si presta, ma i fondi Inail dispongono di una consistente dotazione finanziaria per la sicurezza che potrebbe essere messa a disposizione del comparto agricolo.
In quanto a tempistiche -
ha concluso - ritengo che riusciremo ad arrivare entro marzo a definire il documento tecnico per arrivare a giugno con una bozza di decreto così che possa essere pronto per la dead line di gennaio 2015".

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