Come dice il famoso brano di Endrigo: "Per fare tutto ci vuole un fiore". È da questa frase che si può partire per spiegare cosa vuol dire studiare agraria, soprattutto a tutti quegli studenti delle scuole superiori che in questo momento dell'anno stanno pensando a cosa fare dopo la maturità.

 

Frequentare un'università di agraria insegna ad osservare il mondo nei suoi più piccoli dettagli, a capire che la nostra vita su questo pianeta è governata dalla natura e che per questo c'è bisogno di salvaguardarla.

 

Inoltre, un'università come quella di agraria permette di unire a questa parte romantica, la pratica e l'azione. In primis si impara a conoscere le piante e le interazioni di queste con l'ambiente per poi imparare a coltivarle e a trasformarle.

 

Attenzione però, non vuol dire che chi studia agraria è destinato solo ad andare in campo a piantare e raccogliere. È un settore, quello agricolo, in continua evoluzione e sempre più alla ricerca di ruoli  innovativi.

 

In questo articolo sono sintetizzate le informazioni più importanti per chi vuole studiare agraria all'università, in particolare per chi vuole cominciare iscrivendosi ad un corso di laurea triennale: cosa si studia? quanto dura e dove si può studiare? quali gli sbocchi?

 

Per maggiori informazioni si rimanda all'approfondimento Università di agraria: conoscerla, iscriversi, studiare, dove è possibile trovare anche una serie di testimonianze di ex studenti, ricercatori e docenti universitari.

 

Come funzionano i corsi di laurea triennale in agraria

Quando si parla di corsi triennali in Scienze e Tecnologie Agrarie si fa riferimento alla classe L-25 (si tratta di un raggruppamento di tutti i corsi di laurea che hanno gli stessi obiettivi formativi qualificanti). A questi però sempre più spesso si aggiungono corsi di laurea triennali più specifici come Viticoltura ed Enologia o Agroingegneria, che possono fare riferimento ad altre classi di laurea (ad esempio: L-26 o L-P02).

 

A questi corsi si accede con il diploma che non deve essere per forza di un Istituto Tecnico Agrario. In più, serve superare un test di ingresso perché le lauree triennali di agraria sono ad accesso limitato.

 

Per il test di ingresso bisogna prepararsi su alcune materie scientifiche quali biologia, chimica, fisica e matematica e su domande di logica, ragionamento e lingua inglese. Molte università usano un test chiamato Tolc che viene erogato online nelle aule informatiche delle sedi universitarie.

 

Se si passa il test ci si può iscrivere pagando le tasse universitarie. Qualcuno può passare il test ma risultare comunque carente in alcune materie scientifiche. In questo caso, ci si può iscriversi ma vengono assegnati degli Obblighi Formativi Aggiuntivi (Ofa) per cui durante l'anno lo studente dovrà svolgere attività di recupero obbligatorie per quelle materie.

 

Per aiutare gli studenti con il pagamento delle tasse ci sono le borse di studio erogate dalla regione, quando si tiene conto dei requisiti relativi alla sola condizione economica, o dall'ateneo quando vengono premiati gli studenti meritevoli e privi di mezzi economici.

 

Chi ha difficoltà a seguire tutte le lezioni per impegni lavorativi o familiari o per motivi di salute, può iscriversi a tempo parziale e pagare una retta ridotta. Gli anni di studio però verranno raddoppiati.

 

Con la laurea triennale si ottengono 180 Crediti Formativi Universitari (Cfu) superando un massimo di 20 esami. Ogni credito vale 25 ore di lavoro che comprendono lezioni, esercitazioni e lo studio a casa e sono molto utili per comparare corsi di studio di diverse università.

 

Le università di agraria funzionano tutte secondo il sistema 3+2. La laurea triennale dura appunto 3 anni, dopo si può scegliere se continuare a studiare e intraprendere il percorso di studi magistrale che dura 2 anni.

 

Modalità di iscrizione ai test di ingresso e di immatricolazione ai corsi di laurea sono diverse a seconda dell'ateneo e del corso. Perciò, per informazioni più dettagliate si consiglia di consultare i siti dei vari atenei.

 

Un po' di numeri: chi studia e dove

In Italia ci sono 51 corsi di laurea triennali di ambito agricolo. Nella cartina dell'Italia (mappa 1) viene mostrata l'offerta formativa accademica triennale di scienze agrarie che fa riferimento all'anno accademico 2022-2023. Speriamo possa essere utile agli studenti per farsi un'idea dei corsi forniti dai vari atenei.

 

Mappa 1 - Offerta formativa accademica triennale di scienze agrarie che fa riferimento all'anno accademico 2022-2023

(Fonte: AgroNotizie®)

 

La dimensione del rombo indica l'ampiezza dell'offerta formativa di quella città: più è grande, più ci sono corsi disponibili. Le città in cui ci sono più corsi sono Milano, Bologna, Bari e Palermo.

 

Sono segnati i corsi che appartengono alle classi L-25, L-26 e L-P102 che ci sembravano rilevanti per chi volesse perseguire una formazione prettamente agricola. Non hanno la pretesa di coprire tutti i corsi L-25, perchè possono essere dedicati anche a corsi di zootecnica, paesaggistica o forestali.

 

Sono quindi compresi i percorsi più tradizionali in "Scienze e Tecnologie Agrarie" e quelli più specifici come "Viticoltura ed Enologia". Ci sono anche corsi più legati alle nuove tecnologie come "Sistemi Digitali in Agricoltura" o alle singole filiere "Produzione Sementiera e Vivaismo" o al mercato come "Economia e Marketing nel Sistema Agroindustriale".

 

Alcuni corsi sono interateneo, cioè si svolgono tra più sedi diverse anche molto distanti tra loro. Abbiamo indicato la sede amministrativa che può essere diversa dalla città dove si svolgeranno le lezioni. Per questo consigliamo ancora una volta di consultare attentamente il sito dell'ateneo.

 

Sembra che in molti negli ultimi anni abbiamo scelto di studiare agraria. Forse spinti dalle questioni ambientali e sociali, come i cambiamenti climatici e l'aumento della popolazione mondiale. Studiare agraria, infatti, può dare la possibilità di specializzarsi in queste tematiche e usare l'agricoltura per produrre cibo più sostenibile. Inoltre, il mondo agricolo si sta aprendo sempre di più a diversi ambiti che, anche se a prima vista sembrano c'entrare poco con l'agricoltura, stanno diventando fondamentali per il suo progresso e la sua evoluzione, come le tecnologie informatiche e meccaniche, la comunicazione e la formazione. Di conseguenza, gli sbocchi lavorativi stanno aumentando e si stanno attualizzando.

 

Un altro punto a favore delle università di agraria è che non sono più considerate prettamente maschili. La parecentuale di donne iscritte sta aumentando negli anni e sempre più donne lavorano nel mondo dell'agricoltura. Nel grafico 1 è possibile osservare l'evoluzione nel tempo degli iscritti maschi e femmine a scienze agrarie (L-25) e nel grafico 2 gli immatricolati maschi e femmine per l'anno 2021-2022.

 

Grafico 1 - Evoluzione nel tempo degli iscritti maschi e femmine a scienze agrarie

(Fonte: AgroNotizie®)

 

Grafico 2 - Immatricolati maschi e femmine per l'anno 2021-2022

(Fonte: AgroNotizie®)

 

Come abbiamo visto nell'articolo i corsi dedicati all'agricoltura non si limitano alla classe di studio L-25, ma siccome i dati delle immatricolazioni sono rilasciati dal Miur per classi, abbiamo preso la L-25 come più rappresentativa.

 

Rircordiamo che, se non si hanno le idee chiare su cosa studiare e dove, le università organizzano eventi e giornate (open day) per aiutrare i giovani studenti nell'orientamento. In questo modo si ha la possibilità di conoscere qualche professore, di entrare nelle aulee e nei laboratori e perché no, di fare qualche esercitazione per entrare più nel vivo del corso di studi.

 

Inoltre, per chi cerca informazioni online, si consigliano i siti Universitaly, Almalaurea e anche i singoli siti di ateneo, per studiare e valutare per bene i corso di laurea e i piani di studio.

 

Che cosa si studia alla triennale di agraria?

Prendendo come esempio il corso di studi triennale di Tecnologie Agrarie di Bologna, il primo anno è previsto lo studio di chimica, economia agraria, matematica, botanica, fisica, genetica agraria e microbiologia agraria.

 

Tra queste ci sono alcune materie fondamentali o di base e altre caratterizzanti, botanica per esempio, è una di queste ultime. È la materia più importante che permette di entrare nel vivo del mondo vegetale; si studia la struttura delle piante, come crescono, come si riproducono e come si nutrono, ma anche la sistematica e la tassonomia cioè come si classificano.

 

Il secondo anno si studia agronomia e agrometereologia, arboricoltura, biochimica e chimica del suolo, entomologia agraria, frutticoltura e patologia vegetale.

 

A questo punto le materie caratterizzanti aumentano. Con l'agronomia si entra di più nella pratica e si studiano tutte le tecniche e le tecnologie da impiegare in campo per coltivare le piante. La chimica del suolo è fondamentale per imparare a conoscere il rapporto che c'è tra le radici delle piante e tutte le sostanze organiche e inorganiche che entrano in contatto con loro. L'entomologia è lo studio degli insetti, si parlerà di quelli utili e di quelli dannosi. Oltre agli insetti anche i funghi, i batteri e i virus possono far ammalare le piante e questo sarà il tema di patologia.

 

L'ultimo anno sono previste lezioni di costruzioni rurali e zootecnia, orticoltura, estimo, idraulica e meccanica agraria, microbiologia applicata alle produzioni vegetali, microbiology applied on the environmental remediation and bioenergy, protezione delle malattie delle colture biologiche e stress biotici e abiotici delle piante e cambiamento climatico.

 

Qui oltre alle materie caratterizzanti si aggiungono quelle affini o integrative, che hanno lo scopo di completare la preparazione del laureato su tematiche non centrali al corso di laurea. È il caso di zootecnia dove si studieranno gli animali d'allevamento o di costruzioni rurali dove si potranno creare con dei programmi informatici delle vere e propie aziende agricole o stalle. Per chi è appassionato di trattori c'è meccanica agraria, che sempre più è incentrata suelle nuove tecnologie e sull'agricoltura 4.0 perciò non si parlerà solo delle classiche macchine agricole, ma anche di sistemi di precisione, dei robot agricoli e dei droni. Infine, non mancano materie in lingua inglese che prevedono sia le lezioni che l'esame finali in inglese.

 

Per molte di queste materie, soprattutto per quelle caratterizzanti e affini sono previste delle ore di pratica. Significa che c'è la possibilità di toccare con mano e mettere in pratica ciò che è stato spiegato durante le lezioni: raccogliere e riconoscere gli insetti, moltiplicare o isolare microrganismi in laboratorio, coltivare delle piante in serra, ecc..

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E dopo la laurea triennale?

L'dea del sistema 3+2 ha come principale obiettivo quello di dare la possibilita di acquisire, anche dopo soli 3 anni, un titolo immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Per questo, dopo la laurea triennale è possibile continuare gli studi iscrivendosi ad una laurea magistrale o specialistica oppure cominciare a fare le prime esperienze lavorative.

 

Ecco alcuni degli sbocchi lavorativi per un laureato triennale in agraria:

  • lavorare presso un'azienda produttrice di mezzi tecnici per l'agricoltura come concimi e fertilizzanti, semi, macchine, agrofarmaci, ecc.;
  • gestire vendita, trasformazione, confezionamento, certificazione o tracciabilità in un'azienda agraria o agroindustriale;
  • lavorare nella pubblica amministrazione per la gestione delle aree verdi o del territorio, come parchi nazionali o aree protette;
  • lavorare nella pubblica amministrazione per enti pubblici, regioni, provinicie o comuni;
  • lavorare come consulenti tecnici nel settore agroalimentare per studi o società;
  • lavorare in un'azienda zootecnica
  • lavorare come esperto di progettazione e direzione di piani di sviluppo agricolo;
  • lavorare come vivaista;
  • lavorare come enologo dopo una laurea professionalizzante in viticoltura. In questo caso si piò partire dalla gestione della produzione dell'uva, della sua trasformazione, dei controlli di qualità e della commercializzazione ma anche ricoprire ruoli tecnici e dirigenziali nell'ambito delle attività dei consorzi di tutela dei vini o delle associazioni di produttori. Inoltre, un enologo può svolgere le sue attività anche in altre industrie alimentari di prodotti trasformati per via fermentativa (industria della distillazione, industria della birra e dei succhi fermentati in genere);
  • lavorare come tecnico economico e gestionale nel settore agroindustriale;
  • lavorare per enti di certificazione del materiale vegetale.

Cosa vuol dire studiare agraria? Come sono strutturate le università di agraria italiane e quali sono le cose da sapere prima di iscriversi? Tutte queste informazioni sono raccolte in un ciclo di articoli chiamato "Università di agraria: conoscerla, iscriversi, studiare” accompagnate anche da una serie di testimonianze di ex studenti, ricercatori e docenti universitari.
 
Ricordiamo che per accedere a qualsiasi corso di laurea è fondamentale consultare il sito dell'ateneo di riferimento. Ogni università ha le proprie modalità e tempistiche di iscrizione e di ammissione.