Vigneto, un aiuto in più arriva dagli inerbimenti autunno-primaverili

Più resilienza allo stress idrico, miglioramento della fertilità del suolo, ma anche un aiuto nella lotta antiparassitaria e alle malerbe. I primi risultati del progetto Resilvigna

Giulia Romualdi di Giulia Romualdi

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Un interfilare seminato nella Tenuta Pernice società agricola
Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore

Ruolo di inerbimenti autunno-primaverili temporanei nell'incremento della resilienza allo stress idrico nonché come fattori coadiuvanti di lotta antiparassitaria, di lotta alle malerbe e di miglioramento della fertilità del suolo. E' questa la seconda delle cinque azioni che caratterizzano Resilvigna.
 
Come dice il nome, Tecniche di miglioramento di resilienza ed efficienza idrica per i vigneti dell'areale piacentino, il progetto, finanziato dalla Regione Emilia Romagna e dedicato alla viticoltura della provincia di Piacenza, vuole mettere in atto tutta una serie di pratiche utili a mitigare gli stress idrici e termici del vigneto.

I modelli climatici prevedono un aumento delle temperature medie e una, sia pur modesta, riduzione delle precipitazioni, con un parallelo aumento dei giorni consecutivi senza pioggia. Con il progetto si vuole quindi aumentare la resilienza del vigneto alla carenza idrica e consentire all'impianto di superare i momenti critici senza dover ricorrere ad input irrigui esogeni.

Come accennato, una delle cinque azioni dirette a raggiungere quest'ambizioso obiettivo è rappresentata dagli inerbimenti temporanei, mediante i quali si vuole aumentare la capacità di ritenzione idrica del suolo, ridurre le perdite per evapotraspirazione e contrastare le erbe infestanti. Ovvero, valutare l'integrazione di diverse tecniche allo scopo di adattarle ad esigenze viticole passate e future, rispondendo anche alla previsione del cambiamento climatico che potrebbe trovare impreparati i viticoltori. In più sarà integrata una valutazione sulla riduzione della carica d'inoculo primaria di Plasmopara viticola, l'agente della peronospora della vite.


Cos'è l'inerbimento?

Innanzitutto per inerbimento autunno-primaverile si intende una pratica agronomica che prevede la semina ad autunno di un miscuglio di specie erbacee selezionate per apportare elementi nutritivi e aumentare la sostanza organica. Durante la stagione invernale il ciclo autunno-primaverile delle specie selezionate permette di mantenere una copertura vegetale del suolo; quindi ridurre fenomeni erosivi dannosi per la fertilità ed evitare o limitare la competizione idrica con la vite durante la fase più critica che coincide con la stagione estiva.

Interfilari di Ortrugo seminati a ottobre (sinistra) e situazione post emergenza a dicembre (destra), anno 2020 presso Tenuta Pernice società agricola
Foto 1: Interfilari di Ortrugo seminati a ottobre (sinistra) e situazione post emergenza a dicembre (destra), anno 2020 presso Tenuta Pernice società agricola
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)

Le semine, effettuate con successo i primi di ottobre 2020, hanno mostrato un ottimo attecchimento con un tasso di emergenza che, ai primi dicembre, ha determinato già una buona copertura del suolo. E le prove sono state e continueranno ad essere svolte presso la Tenuta Pernice società agricola nella Val Tidone, in un vigneto di Ortrugo (Foto 1) e in uno di Barbera (Foto 2), due varietà particolarmente diffuse nell'areale piacentino.

Tenuta Pernice che è coinvolta nel progetto insieme ad altre tre realtà viticole, senza dimenticare l'Università Cattolica del Sacro Cuore con il dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili (Diproves), capofila, e Centoform Srl per la parte legata alla formazione.

Interfilari di Barbera seminati a ottobre (sinistra) e situazione post emergenza a dicembre (destra), anno 2020 presso Tenuta Pernice società agricola
Foto 2: Interfilari di Barbera seminati a ottobre (sinistra) e situazione post emergenza a dicembre (destra), anno 2020 presso Tenuta Pernice società agricola
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)

Entrando più nel dettaglio di questa seconda azione, si nota subito che a sua volta si articola in tre sottoazioni:
  • Azione 2.1: Efficacia dell'inerbimento temporaneo autunno-primaverile in funzione di composizione floristica e modalità di terminazione.
  • Azione 2.2: Verifica di fattibilità di una pacciamatura naturale sottofila ottenuta da residui di sfalcio.
  • Azione 2.3: L'inerbimento temporaneo autunno-primaverile come coadiuvante alla lotta alla peronospora (Plasmopara viticola).


Azione 2.1

In base alla composizione e alla modalità di terminazione primaverile dell'inerbimento verranno valutati gli effetti fisiologici e agronomici su Barbera ed Ortrugo. I miscugli di semi utilizzati per gli inerbimenti sono di due tipologie: Stratus e Humusfert, come da nomi commerciali dei prodotti (Padana sementi elette Srl).

Il miscuglio Stratus (Foto 3) presenta nove essenze e la composizione è per il 48% di graminacee, il 34% di leguminose, il 14% di brassicacee ed il 4% di boraginacee. Stratus è idoneo a produrre un'elevata quantità di biomassa e di conseguenza si presume che dimostri l'idoneità a creare uno strato pacciamante spesso e compatto. Invece Humusfert (Foto 4) è composto per l'83% da graminacee, il 10% da leguminose, il 4% da brassicacee ed il 3% da boraginacee. Come si intuisce dal suo nome, l'effetto atteso è quello di migliorare progressivamente la fertilità del suolo apportando sostanza organica e quindi elementi nutritivi con i residui vegetali.

Particolare della semente del miscuglio Stratus
Foto 3: Particolare della semente del miscuglio Stratus
(Fonte foto: Università cattolica del Sacro Cuore)

Trovare la migliore combinazione fra miscuglio di essenze, modalità di terminazione dell'inerbimento e caratteristiche del vigneto è l'ultimo scopo di questa sottoazione di Resilvigna. La gestione aziendale del suolo che prevede interfilari alterni, lavorati ed inerbiti, sarà messa a confronto con tre terminazioni diverse delle biomasse ottenute dagli inerbimenti autunno-vernini: un sovescio che prevede lo sfalcio e l'interramento dei residui, una pacciamatura interfila realizzata tramite schiacciamento del cotico erboso con un rullo dentato ed una pacciamatura sottofila effettuata con una macchina trincia-andanatrice in grado di trinciare il prato, raccoglierlo e convogliarlo ai lati.

I risultati ottenuti permetteranno di ottenere delle linee guida utili ai viticoltori piacentini per l'adattamento di queste tecniche di gestione del suolo alle loro realtà viticole.

Particolare della semente del miscuglio Humusfert
Foto 4: Particolare della semente del miscuglio Humusfert
(Fonte foto: Università Cattolica del Sacro Cuore)


Azione 2.2

La seconda sottoazione di cui si andrà a valutare l'efficacia è la pacciamatura sottofila ottenuta dai residui di sfalcio dell'inerbimento seminato ad ottobre scorso. Tale tecnica richiede per la sua riuscita un grande quantitativo di biomassa ed un efficace convogliamento dello sfalcio lungo la striscia del sottofila.

Il risultato dovrà essere l'ottenimento di uno strato di pacciamatura organica spesso e compatto che, anche una volta giunto a disidratazione, assicuri una copertura uniforme del suolo ed una riduzione pressoché totale della quota di radiazione che raggiunge il suolo. Sarà utilizzata una trincia-andanatrice che convoglierà lo sfalcio in corrispondenza del sottofila (Foto 5). Particolare attenzione sarà posta sulla modalità di sfalcio, la velocità di avanzamento e la direzione del convogliamento dei residui vegetali.

Trincia convogliatrice Falc spitgreen. Al centro gli elementi trincianti, ai lati le due ali convogliatrici dello sfalcio calibrabili in base alle caratteristiche desiderate
Foto 5: Trincia convogliatrice Falc spitgreen. Al centro gli elementi trincianti, ai lati le due ali convogliatrici dello sfalcio calibrabili in base alle caratteristiche desiderate
(Fonte foto: Falc macchine agricole)


Azione 2.3

L'eziologia delle infezioni primarie di peronospora della vite, causata dal fungo Plasmopara viticola, è piuttosto nota. Le infezioni iniziano in primavera quando le gocce di pioggia battenti il suolo causano il cosiddetto fenomeno della dispersione (splashing) che trasporta dal suolo ai germogli in accrescimento della vite le oospore del fungo. Nella stagione primaverile, un inerbimento costituito da essenze che prima della terminazione possono raggiungere anche il metro di altezza dal suolo può fungere da ostacolo al rimbalzo delle gocce di pioggia verso la vite, con una conseguente riduzione della carica di inoculo delle infezioni primarie. Per cui saranno monitorate le foglie per valutare la presenza di sintomi ed il monitoraggio continuerà per tutta la stagione.

La convalida di un protocollo che attesti l'efficacia di questi inerbimenti anche come coadiuvanti alla lotta alla peronospora, come ulteriore strumento per ridurre gli input chimici nei vigneti e tutelare l'ambiente, sarà il prodotto di questa sottoazione.

Il logo di Resilvigna

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