Emergenza Covid-19, Abi e Ismea operativi per il credito alle imprese

Nel corso del meeting, organizzato da Confagricoltura, sono stati messi in luce gli strumenti a disposizione degli imprenditori agricoli per ottenere un aiuto economico. E dall'8 maggio scorso è operativo lo sportello Ismea dedicato alla cambiale agraria

Barbara Righini di Barbara Righini

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Si tratta di prestiti per un importo fino a 30mila euro ad azienda per una durata di cinque anni, comprensivi di due anni di preammortamento (Foto di archivio)
Fonte foto: © stockpics - Adobe Stock

Ismea e Abi a confronto sul tema credito in agricoltura: venerdì scorso si è tenuto, online, un affollato meeting, organizzato da Confagricoltura, che ha cercato di dare qualche delucidazione sugli strumenti a disposizione degli imprenditori agricoli per ottenere un aiuto economico in questo difficile periodo caratterizzato dall'emergenza Covid-19.

Proprio da venerdì scorso è operativo lo sportello Ismea dedicato alla 'cambiale agraria'. "La cambiale agraria ora è disponibile, Ismea mette in gioco 30 milioni di euro, erogando direttamente mutui a tasso zero, senza burocrazia o istruttoria", ha detto Raffaele Borriello, direttore generale Ismea che ha approfittato dell'occasione per ricordare che, ogni giovedì del mese di maggio alle ore 15:00, è possibile chiedere delucidazioni anche pratiche sugli strumenti finanziari di Ismea seguendo gli appuntamenti in diretta live sulla piattaforma Zoom.

La cambiale agraria è a disposizione di tutti gli imprenditori messi a dura prova dalla pandemia, si tratta di prestiti per un importo fino a 30mila euro ad azienda per una durata di cinque anni, comprensivi di due anni di preammortamento. Ismea ha inoltre lavorato assieme ad Abi per rendere operative le possibilità concesse dal decreto Liquidità.

"Ismea - ha detto Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura - ha davanti un ruolo da protagonista. È necessario - ha continuato - aprirsi al mercato dei capitali e Ismea dovrebbe fare da driver, accompagnata dal sistema bancario, un po' la Mediobanca del settore agricoltura, anche per portare in Italia capitali Ue". Giansanti ha poi sottolineato che i contorni della crisi che si sta affacciando sono ancora indefiniti, i settori maggiormente coinvolti sono: florovivaismo, agriturismi e vitivinicolo.

"Quando riapriranno i mercati europei e mondiali la competizione sarà diversa" ha continuato Giansanti. "Vista la necessità di liquidità da parte delle imprese, solo quelle più competitive riusciranno a restare sul mercato. Per settori strategici andrebbero individuate politiche di sviluppo, liquidità e sostenibilità economica. Il settore del vino, per esempio, ha fatto negli anni scorsi enormi investimenti, l'incidenza del piano di ammortamento è pesante. Crediamo che Ismea debba, con il sistema bancario, individuare percorsi specifici dedicati ai settori che da sempre sono stati più performanti, bisogna lavorare su linee dedicate alle filiere con più valore aggiunto".

Sul tema mercato dei capitali concorda anche Abi: "Dobbiamo cominciare da subito a programmare il futuro" ha detto durante l'incontro Giovanni Sabatini, direttore generale Abi. "L'approccio deve essere lungimirante e quindi bisogna guardare al mercato dei capitali per ottenere liquidità per le imprese. Il progetto Capital market union (progetto europeo alle battute finali, Ndr) in questo senso sarà fondamentale per fornire capitali di rischio alle imprese. In particolare il settore agroalimentare, con il successo che sta avendo nel mondo, potrebbe beneficiare di questi nuovi strumenti".
Il Capital market union, ovvero l'Unione dei mercati dei capitali, è un'iniziativa Ue lanciata nel 2014. Si tratta di approfondire e integrare i mercati dei capitali degli Stati membri, un mezzo per diversificare le fonti di finanziamento creando opportunità d'investimento anche per investitori al dettaglio.

Collegati durante l'evento live anche molti esponenti politici, fra loro anche il sottosegretario Giuseppe L'Abbate che ha ricordato che la Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera al Fondo predisposto nel decreto 'Cura Italia' per far fronte a danni diretti e indiretti derivanti dell'emergenza Covid-19. Si tratta di 100 milioni di euro per il 2020 che saranno gestiti da Agea e da Ismea. Per la copertura totale degli interessi passivi su finanziamenti bancari destinati al capitale circolante e alla ristrutturazione dei debiti sono a disposizione 20 milioni di euro, gestiti da Ismea. Ogni azienda agricola può ricevere un contributo massimo di 20mila euro. Altri 60 milioni, gestiti da Agea, sono a disposizione per coprire i costi sostenuti per gli interessi maturati e pagati negli anni 2018-2019 su mutui contratti nell'esercizio d'impresa. Il range di contributo va da 500 a 6mila euro ad azienda. Gli ultimi 20 milioni sono destinati alle imprese della pesca e dell'acquacoltura danneggiate dall'emergenza.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: credito credito agricolo

Temi caldi: Coronavirus

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