SmartAgriHubs, obiettivo: digitalizzazione dell'agricoltura

Il progetto dell'Unione europea, finanziato dal programma Horizon 2020, prevede attività di digitalizzazione in tutti i cinque settori agroalimentari: seminativi, allevamento, verdure, frutta e acquacoltura

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Il progetto copre tutta Europa ed è diviso in nove distretti regionali comprendenti tutti gli Stati membri europei
Fonte foto: © ekkasit919 - Fotolia

SmartAgriHubs è un consorzio di startup, professionisti e centri di ricerca che mira alla digitalizzazione dell'agricoltura. Interessati i settori seminativi, allevamento, verdure, frutta e acquacoltura.
Il distretto Italia-Malta è guidato dal Consorzio per l'innovazione della Regione Emilia Romagna (Art-ER) e da Coldiretti. Esempi virtuosi in viticoltura ed acquacoltura. Presto un nuovo portale web per maggiori informazioni.


SmartAgriHubs, digitalizzare dal seminativo all'allevamento

SmartAgriHubs è un progetto dell'Unione europea da 20 milioni di euro finanziato dal programma di ricerca e sviluppo Horizon 2020 che mira a realizzare, nel suo periodo di progettazione 2018-2022, la digitalizzazione dell'agricoltura europea. Coordinato dall'Università di Wageningen, riunisce un consorzio di oltre 164 partner, tra cui Pmi, startup ed esperti di tecnologia.

Il progetto SmartAgriHubs prevede attività di digitalizzazione in tutti i cinque settori agroalimentari, quali seminativi, allevamento, verdure, frutta e acquacoltura.
 

Startup e professionisti per un'agricoltura d'avanguardia

I Digital innovation hubs (Dihs) o Centri di innovazione digitale sparsi per tutta Europa ad oggi sono 400. Attorno ad essi ruotano circa 20mila Centri di competenza (Cc), ovvero università, startup e reti di professionisti che procurano le infrastrutture tecnologiche di prova necessarie all'innovazione digitale, quali laboratori ed impianti sperimentali. L'attività di questi centri è costituita da 70 Esperimenti di innovazione suddivisi nei vari paesi europei, ossia sottoprogetti che, con un budget di 6 milioni di euro, mirano a diventare dei punti di riferimenti per lo scambio di conoscenze e tecnologie nell'agricoltura, ad attirare nuovi investimenti privati.


Il distretto Italia-Malta

Il progetto copre tutta Europa ed è diviso in nove distretti regionali comprendenti tutti gli Stati membri europei. Il distretto regionale Italia-Malta, guidato dal Consorzio per l'innovazione della Regione Emilia Romagna (Art-ER) e da Coldiretti, ha l'obiettivo di creare nuovi centri di innovazione digitale partendo da realtà produttive esistenti con un potenziale finora inespresso nel settore agroalimentare.


Due esempi virtuosi: viticoltura ed acquacoltura

Il progetto ha individuato già 140 Digital innovation hubs (Dihs) che coprono vari settori agroalimentari sul territorio italiano, includendo, ad esempio, attività di digitalizzazione della viticoltura ed acquacoltura. Per quanto riguarda la viticoltura, Daniele Sangiorgi, project manager Art-ER, cita l'esempio di un sistema "con un sensore su trattore che raccoglie dati necessari durante le operazioni di raccolta" e successivamente "li utilizza per supportare l'agricoltore nell'irrigazione, la potatura e la fertilizzazione".

Per quanto riguarda invece l'acquacoltura, è stato brevettato "un monitoraggio a sensori dello stato di salute dei molluschi in una regione, la valle di Comacchio, soggetta a temperature elevate che causano diminuzione di ossigeno, evaporazione e una salinità maggiore".
 

Passi futuri

Sangiorgi fa sapere che, per quanto riguarda il distretto Italia-Malta, verrà lanciato a breve un portale allargato a chiunque si voglia iscrivere per diventare un punto d'incontro e di discussione, sia tra i partner che per altri attori dell'ecosistema che vogliono confrontarsi sulle tematiche lanciate dal progetto.
 
In collaborazione con Michele Calamaio

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