Sardegna, venture capital da 4 milioni per l'agroalimentare

Si punta a mobilitare risorse per ulteriori 50 milioni, grazie all'effetto della leva finanziaria, da banche e investitori garantiti da Regione Sardegna e Confidi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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La Sardegna con questa misura sperimentale punta anche a sbloccare il settore lattiero caseario
Fonte foto: © Lukas Gojda - Fotolia

Un fondo di capitale di rischio da 3 milioni di euro, più un milione presso Sfirs, la Società finanziaria della Regione Sardegna.
Lo ha istituito una delibera approvata il 14 giugno 2016 dalla Giunta della Regione autonoma della Sardegna su proposta degli assessori della Programmazione e dell'Agricoltura Raffaele Paci ed Elisabetta Falchi.

Con questo fondo di capitale di rischio, complessivamente composto da 4 milioni, la Sfirs attiverà strumenti finanziari con lo scopo di agire da moltiplicatore dei fondi regionali, il che permetterà il recupero di risorse aggiuntive, non meno di 50 milioni, da banche e investitori privati garantiti da Regione Sardegna e Confidi a sostegno del settore agroalimentare.
Le misure contenute nella delibera hanno carattere sperimentale e verranno attuate e costantemente monitorate: si ritiene che, entro l'annata casearia 2016-2017, sarà possibile valutare i primi risultati per quanto riguarda allevamenti ovicapirini e caseifici.

"Crediamo molto nelle potenzialità dell'agroalimentare, anche come volano di nuova occupazione - sostiene l'assessore Raffaele Paci - per questo stiamo intervenendo con una misura importante e innovativa a sostegno di un settore che essendo molto indebitato fatica a ottenere finanziamenti ordinari. Quindi ci muoviamo su due fronti: immettiamo nuove risorse che vengono fortemente moltiplicate con gli strumenti finanziari della Sfirs e diamo garanzie attraverso i Confidi. E' chiaro che quando si parla di accesso al credito la Regione non può intervenire direttamente sul sistema bancario, ma abbiamo sempre detto che avremmo fatto tutto quanto in nostro potere per aiutare in questo senso le imprese sarde" conclude l'assessore Paci.

"Stiamo arricchendo il ventaglio di strumenti finanziari a disposizione del comparto agricolo per rafforzare il sistema anche in un'ottica di filiera e rendere le aziende più competitive e capaci di affrontare mercati sempre più complessi e spesso condizionati dalla volatilità dei prezziafferma Elisabetta Falchi.
"In questo momento la priorità è facilitare l'accesso al credito, fattore limitante che mette in difficoltà troppe aziende sarde: per questa ragione abbiamo già attivato il fondo di garanzia per le Pmi agricole e ora aggiungiamo un ulteriore strumento innovativo che serve per superare la vera debolezza del comparto".

L'assessore all'Agricoltura puntualizza inoltre: "Abbiamo studiato questi nuovi strumenti con l'assessorato della Programmazione e con Sfirs, con l'obiettivo di favorire tutti gli anelli della filiera, in particolare le imprese agricole di produzione primaria. E per questo si daranno premialità in fase di attuazione sperimentale ai soggetti che aderiscono a percorsi aggregativi, come le organizzazioni dei produttori e gli organismi interprofessionali, e attuano la gestione trasparente dei dati fondamentale per attivare iter programmatori corretti".

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