Siccità, a rischio il pomodoro da industria (e non solo)

Il caldo e la comparsa di virosi in alcune aree mettono a rischio la produzione nel sud Italia. La testimonianza di un produttore del foggiano

Michela Lugli di Michela Lugli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 8 anni fa

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La produzione di pomodoro da industria nel distretto del sud Italia, in particolare nell’area produttiva del Tavoliere delle Puglie,  è a rischio per le alte temperature registrate negli ultimi giorni”.
Questo l'allarme lanciato da Fedagri Confcooperative per voce di Giorgio Mercuri, presidente di Confcooperative Foggia e vice presidente nazionale.
Il danno, spiega Mercuri, è proprio a carico dei frutti che pur richiedendo, per svilupparsi, temperature sui ventotto gradi, qualora il termometro salga troppo come sta succedendo in queste settimane, si assiste ad una drastica riduzione dell'allegagione con comparsa di marciumi apicali a danno dei piccoli frutti.

 

Non solo caldo

All'emergenza caldo – spiega ad Agronotizie Giovanni Napolitano, produttore di orticole e pomodoro da industria nella provincia di Foggia – si aggiungono la siccità che perdura ormai da quest'inverno e la comparsa di virosi esplosa in questi giorni e imputabile ai massicci attacchi di insetti - tripidi -, divenuti incontrollabili proprio per effetto delle elevate temperature.
Si tratta, per quest'ultimo, di un problema localizzato ad alcune aree della provincia di Foggia e sul quale l'Università di Bari sta lavorando per capire, con l'analisi di alcuni campioni di piante, l'esatta origine del virus o dei virus”.

Al contrario, il caldo e le temperature davvero troppo elevate per la media stagionale che perdurano da una ventina di giorni, sono un fenomeno diffuso in tutta la regione e in tutto il sud Italia.

E' dalla Puglia però, come specifica Napolitano, che proviene circa il 50% del volume nazionale di pomodoro da industria.

 

Ma allora, quale sarà la situazione che si prospetta a livello di mercato? Cosa prevedono i contratti con le cooperative in caso di mancato o ridotto conferimento?

I contratti già firmati al nord e in via di definizione al sud – spiega il produttore pugliese -, prevedono rettifiche della produzione in funzione di eventi climatici imprevedibili ma – prosegue -, alla carenza di produzione corrisponderà un abbassamento della Plv con conseguente danno economico a carico dei produttori.
Per il momento parliamo di una riduzione di resa imputabile al caldo quantificabile in un venticinque per cento circa della produzione totale; ad essa vanno aggiunti i danni dovuti alla perdurante siccità e quelli, non ancora quantificabili, delle virosi che in alcuni campi, hanno colpito il cento per cento della produzione”.

 

Ci saranno ripercussioni sulla prossima campagna?
"Il prezzo per questa campagna è ormai stabilito, ma se come prevedibile la produzione risulterà essere inferiore a quella stimata qualche mese fa, gli industriali dovranno riflettere – afferma Napolitano. Il danno che potremo quantificare con certezza solo tra quindici giorni, infatti, sarà totalmente a carico dei produttori che subiranno una contrazione della Plv reale.

L'industria dovrà riflettere e pensare di mantenere un giusto livello di prezzo nella vendita del prodotto trasformato così da poter girare sulla parte agricola della filiera, non dico in questa ma nella prossima campagna, il maggiore introito derivante dal  trasformato venduto”.

 

Ma l'industria è disposta?
Mi sento – prosegue il produttore -, di spezzare una lancia a favore dell'industria che in passato, a fronte della carenza di prodotto, ha pagato prezzi superiori a quelli stabiliti. Non è quindi impossibile ma perché avvenga il prodotto trasformato non può essere venduto a prezzi troppo bassi".

 

Caldo e siccità non solo al Sud

Mentre l'Italia intera e le regioni del centro sud in particolare sono in balia degli effetti di Caronte, il secondo anticiclone africano dopo Scipione, anche in Veneto la siccità sta mettendo in seria difficoltà il sistema agricolo.

E' Coldiretti  a portare l'attenzione sull'emergenza idrica che sta colpendo in particolare la bassa padovana, l'alto veneziano e il Polesine dove, a causa della scarsità delle scorte accumulate nello scorso inverno e primavera, la richiesta d'acqua per l'irrigazione, soprattutto del mais, è superiore alla disponibilità.

 

Occhio ai parassiti

Se la situazione dovesse perdurare, “i danni a carico di frutta e ortaggi – spiega Cia -, potrebbero essere più o meno gravi con disseccamenti a carico di porzioni di pianta, ridotta crescita dei frutti e scottature del colletto e dei fusti in giovani piante per arrivare fino alla spaccatura dei frutti; senza considerare – prosegue l'associazione – che condizioni climatiche come quelle delle ultime settimane, aumentano il rischio di attacchi parassitari.
Tutto ciò, in un momento, quello estivo, di grande richiesta di frutta e verdura. Meloni, angurie, pesche, albicocche, insalate, pomodori e cetrioli arrivano, infatti, a coprire il sessantacinque per cento della spesa ortofrutticola degli italiani"  conclude la confederazione.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: frutticoltura interviste meteo eventi in primo piano

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