L'Europa si impegna per il futuro dell'apicoltura

L'allarme api e l'apicoltura fanno breccia nelle aule del Parlamento europeo di Strasburgo

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 8 anni fa

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L'Aula di Strasburgo ha votato in data 25 novembre una Risoluzione allo scopo di dare sostegno finanziario e un rinnovato ruolo da protagonista all’apicoltura all’interno della Politica agricola comune.

‘Gli apicoltori europei - ha dichiarato Paolo De Castro presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo nel proprio intervento in Aula - devono esser messi nelle condizioni di pianificare le loro attività. Le difficili condizioni di produzione e marketing, la forte e prolungata volatilità dei prezzi e le difficoltà derivanti dalla diffusa mortalità del patrimonio apistico, sono alcuni dei fattori di criticità del settore. Ecco perché oggi abbiamo chiesto all’esecutivo un impegno attivo a difesa e salvaguardia di uno tra i più importanti settori della nostra agricoltura. Miglioramento delle rilevazioni statistiche, maggiore efficacia dei controlli nelle importazioni di miele, ricerca, rafforzamento del ruolo della politica europea veterinaria (affinché includa le patologie che colpiscono le api, come l'acaro Varroa), interventi per contrastare la diffusa mortalità delle api e sostegno finanziario: sono questi alcuni dei principali impegni contenuti all'interno della risoluzione'. 

La risoluzione mette l’accento sulla necessità di migliorare le regole per l’etichettatura d’origine, considerando che l’Ue importa circa il 40% del miele consumato. ‘Si tratta - prosegue De Castro - di rendere più efficaci i controlli alle frontiere per evitare sia l’importazione di miele di scarsa qualità, sia che sofisticazioni e surrogati creino distorsioni. La risoluzione infatti chiede che qualsiasi prodotto contenente miele come ingrediente (o qualsiasi elemento grafico di una confezione) possa essere palesato come tale soltanto se presente in una percentuale uguale o superiore al 50%’.

'Quello che sta per chiudersi - ha concluso De Castro - è stato l’anno internazionale della biodiversità. Ecco perché, ci auguriamo che il voto a larga maggioranza di oggi segni definitivamente l’avvio del percorso di rilancio di un settore particolarmente strategico dal punto di vista della sostenibilità ambientale e del mantenimento della biodiversità, oltre che in termini di incidenza economica e sociale’. 

 

Politica veterinaria a difesa delle api 

In Europa l’ape è in termini economici il terzo animale allevato. Gli allevatori presenti nei paesi dell’Ue sono circa 600.000 e le api rappresentano il 10% del valore della produzione agricola interna dell’Unione Europea (Fonte Unaapi). ‘Finalmente all’apicoltura - sottolinea Francesco Panella presidente di Unaapi Unione nazionale associazioni apicoltori italiani - è stata dedicata la giusta attenzione. L’apicoltura è un settore che non solo crea reddito e occupazione ma è anche fondamentale per le produzioni agricole e conseguentemente per l’intera economia europea. Del resto l’84% delle specie di piante e il 76% della produzione alimentare in Europa dipendono in larga misura dall’impollinazione ad opera delle api. La risoluzione stabilisce che l’ape e gli apicoltori vanno tutelati e gli Stati nazionali dovranno trovare gli strumenti più adatti per farlo. Dobbiamo dire che ci ritroviamo nelle parole espresse in quanto rispecchiano il nostro pensiero e vanno verso una reale valutazione dei problemi del settore. In modo particolare riteniamo che finalmente venga affrontato il delicato problema veterinario che fino ad oggi non era stato considerato oppure considerato in modo marginale. Infatti rispetto alle altre specie l’ape presenta numerose peculiarità che richiedono l’adozione di una specifica politica sanitaria. Tra questi elementi di differenza ci sono: tutte le colonie possono ospitare agenti patogeni senza manifestare segni clinici, impossibilità di individuare un focolaio epidemiologico, difficoltà di delimitare il raggio d’azione, la patogenesi delle malattie può essere connessa strettamente a fattori ambientali e le differenze morfologiche e fisiologiche tra le api e le altre specie allevate non permettono l’utilizzazione di prodotti farmaceutici per trasposizione (cascata). Inoltre per ottenere risultati è indispensabile conoscere la collocazione degli apiari (obiettivo praticamente irraggiungibile per le colonie selvatiche). Generalmente, l’obiettivo ragionevole non può essere l’eradicazione degli agenti patogeni, ma il loro adeguato contenimento, ammesso che si sappia come farlo e cosa indicare’.

 

L'importanza dell'etichetta

La Risoluzione invita a coordinare i programmi di monitoraggio nazionale concernenti i requisiti in materia di etichettatura. 'Da anni stiamo combattendo - spiega Giancarlo Naldi presidente dell'Osservatorio nazionale della produzione e del mercato del miele - per avere una vera e propria tracciabilità di filiera e per dare al miele una etichettatura adeguata e trasparente. Vediamo con piacere che la Risoluzione si muove in questo verso in modo da proteggere il prodotto e la qualità. Come Osservatorio abbiamo già creato alcuni servizi che permettono di garantire al consumatore una corretta tracciabilità ed altri saranno creati nei prossimi mesi'.    

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Fonte: Agronotizie

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Tag: pac psr api politica agricola

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