Izs Abruzzo e Molise, la cooperazione guarda al vicino Oriente

L'Istituto di Teramo ha avviato un gemellaggio Oie con l'Azerbaigian sulla sicurezza alimentare, mentre nei giorni scorsi una delegazione iraniana è venuta in visita istituzionale valutando possibili percorsi da intraprendere

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Ricercatori italiani e azeri in laboratorio a Teramo
Fonte foto: Izs Abruzzo e Molise

Continua l'attività di cooperazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise con i paesi del vicino Oriente.

Nei giorni scorsi infatti, l'Istituto, nella sua veste di centro di collaborazione dell'Oie per la formazione veterinaria, l'epidemiologia, la sicurezza alimentare e il benessere animale, ha avviato un progetto di gemellaggio, di durata triennale, con il Laboratorio veterinario repubblicano dell'Azerbaigian.

Il progetto, incentrato sulla sicurezza alimentare, sarà coordinato dal responsabile del Laboratorio alimenti di origine animale dell'Izs Giacomo Migliorati, mentre quattro ricercatori azeri si sono formati in Istituto dal 12 al 16 marzo scorsi.

Per la formazione l'Izs ha approntato due percorsi, uno sulla gestione del sistema qualità, l'altro sulle tecniche di biologia molecolare relative ai metodi di identificazione e quantificazione degli Organismi geneticamente modificati negli alimenti per l'uomo.

Il compito dell'Izs in questo gemellaggio è quello di migliorare le competenze del laboratorio azero sul sistema di gestione della qualità e sui metodi analitici chimici, microbiologici e molecolari applicabili nel campo della sicurezza alimentare, con l'obiettivo di supportare il laboratorio del paese caucasico nella procedura di accreditamento per acquisire lo status di laboratorio di referenza Oie.

E negli stessi giorni in cui si svolgevano i percorsi formativi dei ricercatori azeri, una delegazione iraniana è giunta in visita alla sede dell'Istituto a Teramo, nell'ambito di una visita istituzionale organizzata in collaborazione con il ministero della Salute italiano.

I visitatori iraniani sono membri dell'Istituto di ricerca Razi, specializzato in vaccini e fondato nel 1924 nell'area di Karaj, vicino a Teheran, durante l'impero del penultimo Scià con l'obiettivo di contrastare le epidemie degli animali domestici. Una realtà che negli anni, anche dopo la rivoluzione islamica ha ampliato il proprio raggio di azione, concentrandosi principalmente sulla nanomedicina e sulla biotecnologia.

Nei due giorni di permanenza gli esperti dell'Izs hanno fornito ai ricercatori iraniani un'esaustiva panoramica delle attività svolte dall'Istituto e dai laboratori di referenza Oie, guidando la delegazione anche in una visita al Centro internazionale di formazione e informazione veterinaria "Francesco Gramenzi".

Una visita che può servire per gettare le basi per una nuova attività di cooperazione con l'Iran.

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