Una nuova minaccia per le stalle italiane

Si chiama Besnoitiosi bovina ed è considerata una patologia emergente. L'allarme lanciato da Efsa

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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La Besnoitiosi sino ad ora si è manifestata in casi isolati e per lo più su capi di importazione. Ora si teme una sua possibile espansione
Fonte foto: Meiaponte Farm

Si presenta con un ispessimento e indurimento della pelle, specie attorno agli occhi e al muso, accompagnata dalla formazione di cisti sottocutanee. E’ una malattia dei bovini nota con il nome di Besnoitiosi, dovuta ad un protozoo (Besnoitia besnoiti) che in Italia si è visto per la prima volta nel 1993 su alcuni soggetti importati e più recentemente anche su animali nati e allevati in Italia. Di questa malattia si è parlato poco sino ad oggi, grazie alla sua scarsa diffusione, ma è di questi giorni l’allarme lanciato da Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare), che teme l’espandersi di questa parassitosi nei prossimi mesi. Presente in Africa e nel Medio Oriente, è considerata una malattia emergente in Europa dove si presenta con maggiore frequenza in Portogallo, Spagna e Francia dalla quale importiamo gran parte dei capi che poi vengono allevati nelle stalle italiane per completare il ciclo di ingrasso. E’ anche per questo motivo che l’allarme lanciato da Efsa preoccupa in particolare gli allevatori italiani, tanto più che i danni arrecati da questa malattia non sono modesti. Oltre ai sintomi descritti a livello cutaneo, nei casi più gravi si può arrivare alla morte dell’animale, ma si hanno con frequenza anche casi asintomatici nei quali si ha comunque la comparsa di cisti e un calo della produttività.

 

Una malattia ancora da studiare

A questi motivi di preoccupazione si aggiungono i molti lati oscuri di questa parassitosi che la medicina veterinaria deve ancora esplorare. Non si conosce, infatti, chi sia l’ospite definitivo del parassita che ne è responsabile. Anche sulla diffusione del protozoo da un animale all’altro si è ancora nel campo delle supposizioni e si ritiene che il contagio possa avvenire direttamente da un animale all’altro oppure per opera di artropodi, come alcune mosche, il cui ruolo sarebbe quello di trasportare meccanicamente il parassita dall’animale malato a quello sano. Un po’ come avviene con gli insetti pronubi nel caso dell’impollinazione di alcune specie vegetali. Le ricerche su questa malattia si spera possano presto togliere questo alone di “mistero” che ancora aleggia sulla Besnoitiosi, cosa che renderebbe più agevole mettere a punto un piano di controllo e di lotta. Perché ad oggi non esistono farmaci o vaccini efficaci contro questa malattia. E con l’approssimarsi della bella stagione e il conseguente proliferare di insetti artropodi, si potrebbe assistere ad un moltiplicarsi dei casi di Besnoitiosi anche negli allevamenti italiani di bovini da carne. Che di problemi ne hanno già abbastanza con la crisi di mercato che strangola anche questo settore.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: allevamento bovini

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