La massa critica ha tutti i suoi perché. Ecco una delle ragioni della ripresa relativamente celere che il gruppo Basf ha mostrato nel 2010. Grazie infatti alla propria mole, sia come azienda sia come potenzialità di investire, solo il 2009 ha inciso negativamente sul Gruppo. Il blocco degli ordinativi aveva congelato prodotti utilizzati soprattutto nell'industria automobilistica e in edilizia. Il 2010, invece, ha chiuso positivamente, con un recupero che è proseguito anche nel primo scorcio del 2011. Peraltro, il 2011 è anche l'"Anno internazionale della chimica" e rappresenta quindi il momento ideale per celebrare le conquiste del comparto e il contributo all'Umanità che la chimica stessa può dare, in particolar modo in termini di sviluppo sostenibile. In occasione di questo evento, verranno svolte da Basf numerose attività. Basf è infatti sponsor globale dell'iniziativa. Fra queste, spicca il "Kids Lab", che mira al coinvolgimento dei bambini nel mondo della chimica in modo che ne possano acquisirne la giusta percezione. Un'altra iniziativa che vedrà coinvolta Basf è quella di "Fabbriche aperte". Gli impianti produttivi saranno aperti alle famiglie in date prefissate, per consentire di capire come si lavora all'interno, anche in termini di sicurezza e rispetto per l'ambiente. Il primo appuntamento è previsto per l'11 giugno a Cesano Maderno. Il 19 giugno sarà il turno di Pontecchio Marconi e il 10 settembre di quello di Treviso. Crescente infatti la presenza industriale di Basf in Italia. Nel 2006 vi erano 5 stabilimenti, di cui solo due di rilevanza significativa. Il mercato da soddisfare era infatti prevalentemente domestico. Oggi  vi sono invece 10 siti produttivi, con Basf che si è spinta più a sud colonizzando anche Roma e Latina. Il mercato di riferimento è divenuto nel frattempo sempre meno locale e sempre più globale. Oggi nei 10 stabilimenti lavorano oltre 1.000 collaboratori, pari ai 2/3 del totale dipendenti del Gruppo in Italia.

 

Numeri che parlano da soli

 

Un'autentica voragine quella spalancatasi in Italia nel 2009, con un picco del -18% dei volumi complessivi, con un minimo storico per le fibre tessili che hanno segnato un pesante -30%. I tempi sono cambiati dopo circa un anno, recuperando valori prossimi ai livelli pre-crisi. Di contro, l'aumento dei costi di energia e delle materie prime ha comunque penalizzato la ripresa. Una stima di Federchimica fissa nel 2,5% la crescita del comparto nel 2011 in Italia, molto inferiore al +30% segnato da Basf. Il fenomeno della delocalizzazione ha per giunta inciso sulle potenzialità produttive interne. Circa questo fenomeno,vi è da sottolineare come Basf, visti i propri prodotti a elevato contenuto tecnologico, abbia invece investito sempre più in Europa e in Italia. Nel Bel Paese Basf ha infatti investito nell'acquisizione dello stabilimento di Fino Mornasco di Cognis, azienda leader nel settore del Personal Care e della detergenza. Il fatturato 2010 del gruppo Basf si è consolidato a 63,9 miliardi di euro, con un Ebit di 8,1 miliardi di euro e un utile netto di 4,5 miliardi di euro. Cifre importanti anche per il Cash flow, con 6,5 miliardi di euro, valore che ha spinto l'utile per azione fino 4,96 €. Le azioni stesse sono salite del +37%, segno che Basf è stata in grado di attrarre la fiducia degli investitori. La crescita è attribuibile per 1/3 agli aumenti dei prezzi, 1/3 per l'aumento dei volumi, 1/3 per le acquisizioni.
In termini di ripartizione geografica, l'Europa rappresenta il 55% delle vendite, seguita dal Nord America col 21%, dall'Asia, 18%. IL rimanente 6% proviene dagli altri continenti. L'Italia è il 5° mercato al mondo per Basf. Ben 4,5 miliardi di euro di vendite, salite al 7% del fatturato complessivo del Gruppo. Risultato ancor più sonoro pensando che l'Italia rappresenta solo il 3,7% dei collaboratori. In Italia i dipendenti producono cioè molto più fatturato pro-capite che nel resto del mondo.
Dando un occhio al presente, il primo trimestre 2011 ha già fatto registrare un +25% verso il medesimo periodo 2010, con un +39% anche per quanto riguarda l'Ebit. L'agribusiness ha portato alle casse Basf circa 4 miliardi di euro, con un incremento del +11% e un Ebit di 749 milioni di euro.