Marchetti: meccanizzazione di alto livello per produrre qualità

L'azienda di Este (Pd) punta sulla minima lavorazione e sulla semina su sodo

Questo articolo è stato pubblicato oltre 12 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

Marchetti-subsoiler-quivogne.jpg

Subsoiler Quivogne a telaio dritto o delta, con 4 o 6 ancore dritte o ricurve

Il cambiamento climatico in atto, il bisogno di incrementare la sostanza organica nei suoli e l'impellente necessità di ridurre le spese di coltivazione per far fronte a margini di guadagno sempre più ridotti: sono questi i motivi per cui Marchetti Macchine Agricole punta sulla minima lavorazione e sulla semina su sodo, due tecniche agronomiche che permettono di ridurre l'uso di attrezzature e metodiche "energivore". La ditta di Este (Padova), importatrice di macchine agricole per l'Italia di noti marchi come Väderstad, Hardi, Bogballe, Quivogne, Lindsay e altri, si inserisce attivamente per la diffusione e la promozione della tecnica di minima lavorazione e semina su sodo, grazie alla vendita delle attrezzature che offre, ma anche attraverso i continui incontri che organizza con molte importanti aziende agricole del Nord e del Centro Italia.

In questo modo si favorisce lo scambio di idee ed esperienze tra gli operatori del settore, per mezzo di convegni in sede e prove in campo, per vedere e toccare con mano le macchine disponibili sul mercato, testandone efficacia e risultati sulle colture. Come dice Paolo Marchetti, titolare dell'azienda omonima, il cardine su cui verte l'introduzione di queste tecniche è legato a favorire e mantenere nel suolo un'adeguata umidità, aumentare la sostanza organica e conservare la struttura del suolo. In questo modo si arriva al contenimento dei costi come conseguenza di una gestione più razionale del suolo, in un'ottica di risparmio e protezione delle risorse.

Queste tecniche, non rovesciando gli orizzonti del suolo come l'aratura, permettono di mantenere più umido il terreno durante i periodi più siccitosi, grazie anche all'effetto pacciamante dei residui organici sul suolo lasciati dalle colture e una migliore porosità senza rompere la capillarità del suolo. La struttura del terreno è più protetta, incrementando la portanza durante il calpestamento, contrastando il ruscellamento superficiale, causa di asportazione di suolo e nutrienti. Altro aspetto non meno importante, queste tecniche permettono di semplificare il parco macchine e ridurre il numero di passaggi in campo con contenimenti dei costi.

L'errore più grande, però, è considerare la minima lavorazione e la semina su sodo come un sistema alternativo e immediato per risparmiare soldi, improvvisandole senza tenere in debita considerazione gli aspetti agronomici a cui sono legate e le condizioni specifiche in cui si opera che dipendono da fattori di tipo colturale, pedologico e ambientale. Questo approccio è a rischio di insuccesso e, per fare un esempio banale, non si può fare sodo su appezzamenti con carreggiate profonde o zone con compattazione profonda.

Per produrre qualità è fondamentale predisporre un piano agronomico che preveda tecniche di coltivazione conservative basate su sistemi di meccanizzazione di qualità.

Per quanto riguarda la lavorazione del terreno, si può effettuare un intervento di ripuntatura in modo da rompere lo strato profondo senza portare in superficie le zolle e mescolare allo stesso tempo i residui colturali.

Per la difesa delle colture è fondamentale disporre di macchine adeguate in termini di dimensione, precisione, tempestività e affidabilità. Le concimazioni oramai non possono che essere affidate a mezzi professionali in grado di eseguire distribuzioni precise, uniformi e con elevate larghezze di lavoro.

Le semine autunno-vernine vengono eseguite con seminatrici combinate in grado di operare sia su terreni non lavorati e con residui colturali (mais, grano, soia, ecc.), sia su quelli con minima lavorazione o lavorati.

La gestione delle risorse idriche è, e sarà sempre di più, un aspetto determinante per il conseguimento di un certo risultato agronomico. L'irrigazione, intesa come tecnica colturale, assume sempre più un ruolo fondamentale in termini sia economici sia agronomici.

Le tecniche di lavorazione del terreno e di semina sono parte integrante dell'intera gestione colturale.

Per adottare la tecnica della minima lavorazione e della semina su sodo, Marchetti distribuisce alcuni dei più importanti marchi di macchine agricole, che riguardano seminatrici da sodo o su minima lavorazione costituite da soluzioni combinate con seminatrice e organi a disco o ancora per la lavorazione superficiale. L'azienda propone anche altre attrezzature come irroratrici, spandiconcime e sistemi irrigui.

La Marchetti sostiene che la macchina ideale per la minima lavorazione e il sodo debba essere affidabile e polivalente per affrontare le più svariate condizioni pedologiche, accoppiandola a trattrici equipaggiate con pneumatici a larga sezione. Nel caso delle seminatrici, la versatilità è d'obbligo per poter seminare varie tipologie di colture, anche in presenza di residui organici.

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 256.705 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner