Filiera grano duro e pasta: puntare su qualità e premialità

Grazie all'analisi dei dati sulla qualità e sulla quantità di quasi 160mila tonnellate di grano duro, stoccato in più di quaranta centri, si è potuto avere lo stato dell'arte in tempo reale della produzione nazionale

Tommaso Tetro di Tommaso Tetro

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Presentati i risultati del secondo anno di sperimentazione del sistema 'Fruclass' (Foto di archivio)
Fonte foto: © denio109 - Fotolia

Individuazione per la prima volta in Italia delle ipotesi di classificazione qualitativa, basate su criteri e valori uniformi, destinate a riconoscere e premiare coloro che tutelano e garantiscono l'approvvigionamento di materia prima nazionale di qualità.
Grazie a queste ipotesi il grano entra a far parte dell'area della qualità, e quindi della premialità ad essa connessa prevista da contratti di filiera.

E' stato questo il cuore del dibattito della conferenza 'Filiera grano-pasta: i dati della campagna granaria online in tempo reale'; durante l'evento sono stati presentati i risultati del secondo anno di sperimentazione dell'innovativo sistema 'Fruclass', promosso delle associazioni della filiera grano-pasta firmatarie del protocollo d'intesa 'Filiera grano duro-pasta di qualità' (tra cui Alleanza delle cooperative agroalimentari, Assosementi, Cia-agricoltori italiani, Compag, Confagricoltura, Copagri, Italmopa - Associazione industriali mugnai d'Italia e i pastai di Unione italiana food).

Grazie all'analisi dei dati sulla qualità e sulla quantità di quasi 160mila tonnellate di grano duro, stoccato in più di quaranta centri dislocati in diciannove diverse province distribuite in tutta Italia, si è potuto avere lo stato dell'arte in tempo reale della produzione nazionale. Dal sistema 'Fruclass' - che può essere utilizzato da tutti gli iscritti alla piattaforma - è emerso che oltre il 70% del grano conferito da coloro che aderiscono a contratti di filiera rientra nei parametri dell'area della qualità individuata. Nonostante i fattori ambientali avversi, le produzioni interessate dai contratti di filiera sono riuscite a far fronte a queste riduzioni in maniera più consistente e strutturata. In base ai numeri dei conferimenti dell'annata agraria 2019-2020 il 76% del grano duro rientra nell'area della qualità, a fronte del 42% del grano duro non commercializzato nell'ambito di contratti di filiera.

"Questo risultato - spiegano i rappresentanti della filiera grano e pasta - dà forza agli intenti del protocollo d'intesa e impegna le organizzazioni firmatarie a promuovere azioni di filiera finalizzate a supportare lo sviluppo di modelli contrattuali innovativi. Tra le scelte condivise infatti c'è quella di implementare i dati raccolti, così da individuare parametri ancora più uniformi e da andare a demarcare due classi qualitative per le quali corrispondere distinte premialità".

"La pandemia da coronavirus - osserva il presidente della Commissione Agricoltura alla Camera Filippo Gallinella -ha confermato la strategicità della filiera grano e pasta, che a fronte di flessioni anche significative fatte registrare da altri comparti, ha saputo reggere l'urto della crisi, confermando una progressione a doppia cifra dell'export. Tali risultati ci confermano una volta di più la necessità di puntare sulla qualità, sulla tracciabilità, sulla filiera e sull'importanza di utilizzare strumenti per conoscere tutti i dati del settore produttivo".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: filiera pasta

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