Agroalimentare, parola d'ordine tracciabilità

I consumatori vogliono sapere sempre più cose del cibo che mangiano. A Seeds&Chips molte startup hanno presentato strumenti per tracciare i prodotti agroalimentari

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Questo articolo è stato pubblicato oltre 2 anni fa

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Kakaxi raccoglie immagini e dati della coltura durante tutto il ciclo produttivo
Fonte foto: Kakaxi

Oggi i consumatori sono sempre più attenti a ciò che mangiano e vogliono sapere come e dove i prodotti che mettono in tavola sono stati coltivati. Si tratta di un vero e proprio trend di mercato che oggi molte aziende cavalcano per conquistare i clienti. E così si sono moltiplicate le aziende e le startup che propongono soluzioni più o meno fantasiose per monitorare i campi e le stalle.

A Seeds&Chips, il summit internazionale dedicato all'innovazione Agrifood che si è tenuto a Milano e di cui AgroNotizie è media partner, ha partecipato una azienda che ha presentato uno strumento per monitorare e tracciare visivamente le colture. Kakaxi è una startup californiana che ha lanciato sul mercato un apparecchio che fotografa i campi e raccoglie informazioni su precipitazioni, umidità e temperatura. I dati vengono inviati in cloud dove sono disponibili ai consumatori che possono vedere crescere le piante.

L'idea, dicono dall'azienda, è di fare conoscere al consumatore la storia dietro ad ogni pomodoro, chicco di grano o fagiolino. C'è da chiedersi però quanto i clienti siano realmente interessati a vedere un campo di riso o una distesa di piante di pomodoro. Secondo i guru del settore a rassicurare il consumatore non è il reale controllo che ha sulla filiera, ma la sensazione che l'azienda di cui sceglie un prodotto voglia essere trasparente.

Biorfarm è un'altra startup presente a Seeds&Chips che ha pensato di dare la possibilità ai consumatori di adottare un albero da frutto. E' nata così una piattaforma online dove i coltivatori, rigorosamente biologici, caricano foto, video e news sugli alberi che i clienti hanno adottato. E al momento della raccolta il consumatore può andare in azienda a prendere la frutta che ha visto crescere da una webcam.

Anche se i report dell'Unione europea affermano che i prodotti in vendita in Italia sono assolutamente sicuri sotto il profilo sanitario tra i consumatori c'è voglia di avere maggiore sicurezza. E così una azienda californiana, ImpactVision, ha lanciato sul mercato un device che grazie alla spettroscopia è in grado di rilevare le qualità 'nascoste' dei cibi. Basta fare una foto ad una bistecca per sapere se è stata conservata correttamente o ad un pesce per scoprire se si tratta di un prodotto decongelato. Si può sapere anche quanto una fragola è dolce o qual è il suo stato di maturazione.

AgriOpenData è invece una piattaforma sviluppata da una startup padovana, Ez Lab, che aiuta l'agricoltore a tenere traccia di tutte le attività effettuate su un campo. I dati vengono immagazzinati e seguono il prodotto lungo tutta la filiera agroalimentare. Ogni soggetto che trasforma la materia prima, dal trasportatore al dettagliante, passando per l'industria, deve tenere traccia di ogni elemento che può influire sulla qualità del prodotto. I dati vengono memorizzati in cloud e sono resi disponibili al consumatore finale. Dati che non possono essere manomessi grazie alla tecnologia blockchain.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: agroalimentare internet tracciabilita sicurezza alimentare made in italy startup

Temi caldi: Seeds&Chips 2017

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