Maltempo, "Serve una vera politica di difesa del territorio"

Dopo la bomba d'acqua che ha causato la morte di quattro persone nel trevigiano, la Cia chiede che la politica riprenda subito la discussione su uso e consumo di suolo, fermo alla Camera nonostante i vari ddl

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, puoi trovarle con la ricerca articoli.

maltempo-morguefile-karpati-gabor.jpg

Emergenza maltempo sull'Italia settentrionale: l'allarme della Cia per il rischio idrogeologico
Fonte foto: © karpati-gabor - Morguefile

"La vera falla che porta l’Italia a una continua “emergenza maltempo”, che spesso purtroppo si trasforma in tragedia, è la totale assenza di una politica di difesa e conservazione del suolo".

Lo afferma la Cia - Confederazione italiana agricoltori a proposito di quanto accaduto in Veneto, dove è straripato il torrente Lierza, provocando la devastazione di una struttura che ospitava una festa e la morte di quattro persone.

"I vigneti e più in generale tutti i terreni coltivati, assieme a quelli boschivi, giocano un ruolo essenziale per stabilizzare e consolidare i versanti e per trattenere le sponde dei fiumi, grazie anche alla capacità di assorbimento e di riduzione dei tempi di corrivazione delle acque, aiutando così a scongiurare frane e cedimenti del terreno - spiega la Cia - Sfortunatamente, però, la cementificazione costante non solo ha divorato negli ultimi vent’anni oltre 2 milioni di ettari di terreno agricolo a ritmi vertiginosi (oltre 11 ettari l’ora, quasi 2000 alla settimana e oltre 8000 al mese), ma questo processo molte volte non è neanche stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque".

"Per questo non si può ancora attendere - osserva la Cia - Al Paese servono nuove e adeguate politiche di prevenzione del territorio, a cui affiancare una puntuale azione di vigilanza e controllo delle situazioni a rischio che deve coinvolgere in primis gli agricoltori. Ecco perché sollecitiamo la ripresa della discussione sull’uso e consumo di suolo, che è ferma da tempo alla Camera nonostante i numerosi disegni di legge presentati".
In particolare, la Cia chiede di definire al più presto norme operative, che vedano un’azione in partenariato pubblico-privato.

"Il rischio idrogeologico in Italia coinvolge il 9,8 per cento della superficie nazionale e riguarda 6.633 Comuni - evidenzia la Cia - Vuol dire che oggi quasi un cittadino su dieci si trova in aree esposte al pericolo di alluvioni e frane".

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 209.792 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner