Gli equilibri del Grana Padano

L'assemblea del Consorzio di tutela ha definito il programma produttivo per il prossimo triennio. Qualità e sintonia con il mercato i cardini sui quali agire

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Fra gli obiettivi del Consorzio una crescita della produzione in sintonia con il mercato, premiando la qualità
Fonte foto: annabelle orozco

E' reduce da una lunga stagione di difficoltà il Grana Padano, con prezzi costantemente sotto a quelli degli ultimi due anni.
Nemmeno la significativa riduzione del numero di forme prodotte nella stagione primaverile-estiva, come peraltro avviene normalmente, sembra aver ridato tonicità al mercato. Ma per vederne gli effetti dovremo attendere la fine della stagionatura, dunque c'è ancora tempo.

E' in questa cornice che si è svolta l'assemblea del Consorzio di tutela, quest'anno alle prese con il difficile compito di stilare il nuovo piano produttivo per i prossimi tre anni, quelli che vanno dal 2019 al 2021.
Il timore che questa congiuntura negativa potesse imprimere una "stretta" agli obiettivi di crescita del Consorzio è stata presto fugata dall'intervento del presidente Nicola Cesare Baldrighi.
 

Un momento dell'assemblea del Consorzio di tutela del Grana Padano, durante l'intervento del presidente, Nicola Cesare Baldrighi

Negli ultimi dieci anni la produzione, ha ricordato Badrighi, è costantemente aumentata, passando dai 4,23 milioni di forme del 2009 ai quasi 5 milioni di forme attese a fine 2018.
Una crescita avvenuta in equilibrio con l'andamento dei mercato interno ed estero e che dal 2012, grazie alle norme introdotte con il "pacchetto latte", come approfondito da AgroNotizie, ha consentito al Consorzio di svolgere un ruolo di indirizzo nel regolare le quantità prodotte dai singoli caseifici.
 

Qualità e quantità

Il "metodo" scelto per dare equilibrio al mercato del Grana Padano poggia su due cardini, una decisa spinta alla qualità e una più severa politica di controllo delle quantità prodotte.

Sul primo punto il presidente del Consorzio ha messo l'accento sui nuovi criteri nella valutazione tecnica del formaggio destinato a divenire Grana Padano, un percorso che si avvarrà anche della collaborazione dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia Romagna e che si pone l'obiettivo di offrire al consumatore garanzie ancora più severe sulla qualità assoluta del prodotto a marchio.
 

Benessere animale

Qualità del formaggio che deve procedere in sintonia con la "qualità" delle stalle dalle quali proviene il latte. In questo caso è il benessere degli animali e il rispetto per l'ambiente a fare la differenza.
Ove fosse necessario le aziende zootecniche saranno accompagnate in un processo di adeguamento delle loro caratteristiche.

Il Centro di referenza per il benessere animale, che ha sede presso lo Zooprofilattico Ubertini, ha da tempo messo a punto i parametri sui quali agire.
Il progetto prevede che quando il percorso sarà concluso ci sia la possibilità per le produzioni che rispettano questi parametri di potersi fregiare di un "titolo" in più, che potrebbe essere "Benessere animale in allevamento".
 

Equilibrio produttivo

Il secondo cardine del prossimo programma triennale è poi l'equilibrio produttivo, con una serie di incentivi e disincentivi volti ad evitare fughe in avanti, lasciando tuttavia aperta la via a una crescita in sintonia con il mercato.
 

Indice dei prezzi del Grana Padano (Fonte: Ismea)

Si parte allora dalla fissazione di un "punto di equilibrio", che per il 2019 è stabilito in 4,69 milioni di forme.
Ad ogni caseificio è poi assegnato un "punto di riferimento" (in pratica una "quota") in funzione della produzione maturata a fine 2018. Il totale è stimato in 4,81 milioni di forme.
 

Le "multe" crescono

Sulla base dei quantitativi affidati a ogni caseificio è calcolata la contribuzione ordinaria per ogni forma prodotta, con un costo crescente sino al raggiungimento dell'intera quota produttiva.
In pratica meno si produce, meno si deve al consorzio.
 

Le elaborazioni di Ismea sulla produzione di Grana Padano

Se però si supera il livello massimo scatta una "multa", che prende il nome di "contribuzione differenziata".
Rispetto al 2018 questa contribuzione è modulata in modo differente e tende a "perdonare" le eccedenze modeste, comprese fra l'uno e il due percento, ma si fa più pesante mano a mano che la produzione supera i limiti, sino ad arrivare ad oltre 100 euro quando si raggiunge e supera il 6%.


Sintonia con il mercato

"Multe" che scattano, come intuibile, solo se il totale della produzione di Grana Padano supera il "punto di riferimento", altrimenti sono previste compensazioni fra chi ha ecceduto rispetto ai propri limiti e chi invece si è fermato prima.

Non sono escluse formule di cessione e affitto delle quote fra i caseifici del comprensorio, come pure la possibilità di accogliere nuove realtà produttive che rispecchino i criteri per aderire al consorzio.
Il tutto pensato per dare alla produzione l'elasticità necessaria per equilibrare produzione e mercato. E sarà lo stesso mercato, attraverso il prezzo, a stabilire se l'equilibrio sarà raggiunto.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: convegni prezzi mercati formaggi marchi di tutela

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